Hanno rimediato un pc per la guardia giurata che presta servizio al nostro piano.
Mario, ha una cinquantina d'anni, è un uomo semplice ma curioso della vita. Uno di quei tipi un pò invadenti ma che sanno farsi voler bene.
Credo che prima d'ora non avesse mai avuto a che fare con i computer.
Ogni tanto, lo vedo nella sua postazione davanti all'ingresso, che smanetta sulla tastiera e da una serie di cose ho capito che quello che più gli piace fare è cancellare file.
Lo vedo concentrato sulla finestra "cerca file" tutto preso a eliminare quello che ritiene inutile. Chissà chi glielo ha insegnato.
Il concetto di inutilità è del tutto personale, io lo guardo che sta lì a trasferire nel cestino chissà che cosa e non dico nulla, pur rimanendo in attesa del disastro imminente temendo che prima o poi cancellerà qualcosa di indispensabile all'accensione del pc.
Tempo fa, gli ho aperto una casella di posta elettronica.
"Così puoi ricevere e scrivere e-mail Mario" gli ho detto.
E lui era tutto contento. Mi aveva ringraziato neanche gli avessi fatto chissà quale favore.
La prima e-mail gliel'ho inviata io.
-Ciao Mario- ho scritto nel messaggio.
Ma lui non mi ha mai risposto.
E poi della posta elettronica non se n'è più parlato.
Per quel che ne so io con il pc si limita a giocare al solitario o a free cell.
Ogni tanto qualcuno dell'ufficio gli si mette accanto a suggerirgli le mosse migliori per vincere le partite.
Io invece lo guardo in silenzio mentre sposta le carte parlando ad alta voce "questa la metto qui, quest'altra qua".
Giorni fa ho notato l'aria afflitta che aveva mentre fissava il monitor spento.
"Che c'è Mario?" gli ho chiesto
"Niente" mi ha risposto lui.
"Il pc non funziona?" ho insistito
"No, non è che non funziona. E' che ogni volta che apro internet mi appare la pagina di un sito porno"
"Maddai" ho detto io sforzandomi di non ridere.
"Ma non perchè sono andato sui siti porno...non so cos'è successo...parte da sola...ho provato a cancellarla ma non ci sono riuscito" si è giustificato lui
"Aspetta provo a vedere se riesco ad aiutarti"
Lui mi ha ceduto il posto sulla sua sedia davanti al pc e si è persino allontanato forse per evitare che vedessimo apparire qualche immagine imbarazzante.
Io ho cercato di individuare qualche file strano istallato sul pc, poi di modificare la pagina iniziale di internet explorer, ma niente da fare.
"Mi dispiace, non sono capace" ho detto
"Evabbè" ha risposto lui
Pochi giorni fa gli ho chiesto "Mario, l'hai poi risolto quel problema?"
"Quale problema?" mi ha urlato lui dal fondo del corridoio
"Il pc" ho detto io telegraficamente
"Ah, sì, ho cancellato tutto."
"Tutto cosa?"
"Eh tutto tutto. Adesso il pc non si accende più. Ma è meglio così. Tanto m'ero stufato."
E io ho pensato che deve essere bello ogni tanto risolvere i problemi così, senza la fatica di salvare il salvabile.
E' da provare.
Mario crede nella reincarnazione.
Un giorno ho visto che leggeva la cabala e sollecitato dalle mie domande mi ha detto che stava cercando di studiare l'ebraico. Mi ha ripetuto pure qualche lettera dell'alfabeto ma si è impappinato subito e mi ha chiesto di lasciarlo studiare ancora che poi mi avrebbe fatto vedere lui, la mattina mi avrebbe dato il buongiorno in ebraico.
Sul monitor del pc ha attaccato con lo scotch una bacchettina di incenso e una statuina di Buddha che accoglie i visitatori dell'ufficio dandogli sdegnosamente le spalle.
Però Mario va pure a messa ogni domenica e sopra al calendario, appeso al muro accanto al suo tavolo, ha incastrato una rametto di palma.
Un mio collega scherzando gli dice che è troppo ecumenico.
Io gli dico che deve fare una scelta.
Lui mi ha risposto "perchè?"
"Perchè sì. Devi scegliere o Buddha o Gesù Cristo o Krishna!" gli dico io ridendo facendogli capire con un gesto della mano che mi riferisco a tutti quei feticci che tiene sul tavolo.
E lui mi risponde "Se è per questo c'ho pure la pistola. Per motivi di servizio eh...ma mica vado in giro a sparare alla gente".
Che c'entra la pistola non lo so. Ma sono convinta che abbia ragione lui.
Mario dice di sapere chi fosse nella precedente vita, ma non vuole dirmelo. Però mi ha confidato sottovoce che in questa vita attuale, con il lavoro noioso che fa, 11 ore chiuso qui dentro a morire di noia e di sbadigli, sta scontando i danni e i peccati compiuti nella scorsa esistenza.
"Chissà che vita movimentata che hai avuto" gli dico.
"E tu?" mi chiede lui accompagnandomi all'ascensore "Tu cosa sei stata nella vita prima di questa?"
Io ci penso.
L'ascensore arriva e prima che si chiudano le porte e io lo veda sparire gli dico "Un uomo. Un uomo stronzo che deve aver fatto soffrire tanto le donne".
L'ascensore parte e io lo sento ridere da dietro le porte.

basta poco.
gelsomini.
forse non si cambia mai.
p.s. The first taste - Fiona Apple
non saranno queste parole
nè lo sforzo di trovarne di più adatte
a rendermi migliore
che non è certo scrivere
come non è solo respirare
non è solo spingersi avanti
scivolare
nel modo più sensuale di cui sono diventata capace
trascinandomi gelosamente dietro
quello che credo mi appartenga
che ritengo dimostri quanto valgo
solo per averlo conquistato
persone
pensieri compiacenti
hobby
oggetti
compresa questa tastiera
sulla quale mi illudo
di saper ballare
non è questo
già mi sta stretto
questo palcoscenico monoposto
già mi vergogno
di essermici esibita
già chiederei scusa
a chi mi ha letto
soprattutto a uno
sentirsi vivere
pensavo ieri
quando
per la prima volta nella mia vita
ho fatto il bagno in un fiume
una risata pura
infantile
parte dallo stomaco
e sale in gola
la corrente che mi porta via
distesa sull'acqua gelida
via
era la sensazione che mi mancava
per capire
che è arrivato il momento
di farmi portare
che vuol dire
non lo so
non so ancora come
nè da chi o da che cosa
per non parlare del dove
ma ci riuscirò
ci sono ben poche persone vive in giro
ve ne siete accorti?
vive sul serio voglio dire
quando ne incontri una
te ne rendi conto
di quanto sia facile
dimenticare di farlo
di vivere intendo
non è un fatto di essere felici o meno
c'è gente triste
molto più viva
di quelli che se la ridono tutto il giorno
imbottiti di inutilità
più o meno frivole
è in fondo agli occhi
una luce
che si accende
quando senti veramente
dentro di te
quello che hai intorno
quando ogni cosa
è dove deve essere
e la vita
ti trapassa il cuore
col piacere
o col dolore
nel bene o nel male
un incontro
o una perdita
qualunque cosa sia
la vita ti ha toccato
ti ha dato la scossa
anche solo passandoti accanto
e l'unica cosa da fare
è sbatterti per non sprecare queste benedizioni
continuare a invocarle
lasciandoti raggiungere
centellinando l'uso di quello che ti lasciano
tenendoti quella luce accesa dentro
il più a lungo possibile
i complimenti
le parole studiate
per non superare
i 160 caratteri
o altri limiti di limitati cuori
gli altrui discorsi d'introduzione alle intenzioni nei miei riguardi
mi insospettiscono
e li interpreto
ascoltandoli al contrario
gli sguardi obliqui al bottone sbottonato
i tentativi ruffiani di costruirmi addosso
qualcosa che assomigli
a una personalità tascabile
partendo da quello che scrivo
dagli occhi che ho
e che per vendetta punto addosso
senza pudore
sperando che dentro ci appaia scritto
quello che sto pensando
il mondo è pieno di squali
mi dice una persona
temendo che mi faccia sbranare
e non mi sento più forte
per aver imparato a mettere due parole in fila
o altri trucchetti del genere
da dare in pasto agli squali
c'è una luce
che ricordo
in fondo a degli occhi
pozzi neri
d'anima
dove mi sono vista riflessa
due orologi
che si fermano contemporaneamente
e ripartono insieme
sincronizzandosi
in un tempo
che non è fatto di secondi
e saperlo scrivere
non me ne rende degna
come non mi servono a niente
altri esperimenti per convincermi
che tutto il resto
mi si appiccica addosso
il tempo di una notte
e io lo lavo via con la doccia della mattina dopo.
...Well, I stand up next to a mountain
And I chop it down with the edge of my hand
Well, I pick up all the pieces and make an island
Might even raise a little sand
Yeah
’cause I’m a voodoo child
Lord knows I’m a voodoo child baby
I want to say one more last thing
I didn’t mean to take up all your sweet time
I’ll give it right back to ya one of these days
Hahaha
I said I didn’t mean to take up all your sweet time
I’ll give it right back one of these days
Oh yeah
If I don’t meet you no more in this world then uh
I’ll meet ya on the next one
And don’t be late
Don’t be late
’cause I’m a voodoo child voodoo child
Lord knows I’m a voodoo child
Hey hey hey
I’m a voodoo child baby
I don’t take no for an answer
Question no
Yeah

Qualora vi capitasse la sventura di rimanere chiusi in un ascensore affollato
bloccato a metà tra un piano e l'altro
nel quale la temperatura media e il tasso di umidità salgono di secondo in secondo
le circostanze che dovete augurarvi che si verifichino sono solo due.
La prima, naturalmente,
è che quel simpaticone fancazzista del portiere
raggiunto dall'eco del campanello di allarme dell'ascensore
o dalle maledizioni telepatiche mie e dei miei compagni di sventura
si sbrighi a prendere il caffè al bar e accorra quanto prima a sbloccare le porte.
La seconda
(da non sottovalutare)
è che le persone chiuse in ascensore con voi due punti a capo
1) siano tipi/e simpatici/che
non dico tanto da uscirci a cena
ma che almeno non ispirino istinti omicidi
dopo i primi 2 minuti di conversazione.
2) non si dimostrino claustrofobici latenti
vale a dire soggetti che ingannandovi con la loro aria zen
si rivelino sadici pronti a seminare panico e pessimismo cosmico
in quei due metri quadrati
dopo due secondi netti che l'ascensore si è fermato.
In questo caldo venerdì mattina
posso affermare
di non essere stata fortunata.
Nessuna delle due condizioni
prescritte dall'ascensorista
si è verificata.
Il portiere è arrivato
dopo un quarto d'ora
ritenendo di averci tranquillizzati
(secondo lui)
gracchiando la parola "attimino" dal citofono dell'ascensore.
Un quarto d'ora è lungo
considerando il caldo
e il fatto che nemmeno la seconda condizione
quella relativa alle buone qualità umane e umoristiche dei miei compagni di sventura
si sia realizzata.
Sarà il nervosismo
o la progressiva mancanza di ossigeno
a rendere la gente capace di fare battute
tendenti al peggioramento crescente.
Cioè
ho sentito roba che mi farebbe mancare l'aria
pure se stessi nel posto più aperto e ventilato che vi viene in mente.
Non so.
Fatto sta
poco prima che il portiere
aprisse le porte
e ci inebriassimo nuovamente di ossigeno
poco prima che cedessi alla tentazione di urlare
avevo già iniziato a suonare il campanello
al simpatico ritmo di salsa e merengue
così
giusto per mantenere alto l'umore.
Fare 16 piani a piedi
per smaltire la sfortunata promiscuità
è l'ultimo prezioso consiglio dell'ascensorista.
Mentre preparo la cena
mi torna in mente
quella foto
di Sigmund Freud e della figlia Anna.
Lui ha una pipa in mano e l'espressione seria
lei invece
sorride vagamente
sotto braccio al padre
rimanendo giusto un passo dietro di lui.
Tutti e due se ne stanno in mezzo a un prato
vestiti da tirolesi.
Ho sempre trovato odiosa
quella foto
e poi non riesco a convincermi
che non si tratti di un fotomontaggio.
p.s. Poi mi torna in mente il Freud mammone interpretato da Remo Remotti nel film 'Sogni d'oro' di Nanni Moretti. Eccezionale. L'ironia ci salva sempre.

Appunto.
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GENOVA_2001
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