ah beh sì beh

Alla quarta persona che ho sentito smadonnare dopo aver inserito le monetine nel distributore automatico di "bevande al gusto di" poco lontano dalla mia stanza qui in ufficio e momentaneamente fuori uso, in un impeto di solidarietà, ho deciso di scrivere su un post it "non funziona" con tanto di punto esclamativo e di attaccarcelo sopra.

Mia mamma invece giorni fa ha attaccato allo specchio dell'ascensore un generico biglietto scritto con la sua calligrafia antica da bambina "vi prego di fermare bene le porte e le persiane perchè con il vento sbattono, di giorno e di notte. grazie".

A vedere quelle lettere scritte con cura e quel grazie che mi è sembrato di sentirle pronunciare, mi sono intenerita. Mi è sembrato pure carino che non si fosse firmata, quasi che quell'omissione servisse a rendere il suo invito meno perentorio e minaccioso.

Eppure, il giorno dopo, sotto alla gentile ma anonima richiesta di mia madre c'era scritto un polemico "chi prega chi????"

I condomini di quel palazzo hanno la coda di paglia. E sono pure dei grandi rompiballe.

Avevo pensato di continuare il dibattito scrivendo qualcosa anch'io, ma a parte il fatto che nutro un sano terrore per le faide condominiali, non ho avuto il tempo di pensare a cosa scrivere che il biglietto in questione era già sparito. Però le persiane continuano a sbattere. Le persiane di chi, non si sa.

La professoressa di inglese che abita al quarto piano, e che nei primi tempi della guerra in Iraq opponeva alla mia bandiera della pace un bandierone stelle e striscie formato extralarge degno, in virtù delle sue ambiziose misure, di sventolare dalle finestre di un'ambasciata americana, quella che quando prende l'ascensore si lascia dietro un'inquietante scia di naftalina, ogni volta che parte per qualche viaggio, mi lascia un bigliettino con su scritto il suo numero di cellulare e il numero di telefono fisso al quale posso contattarla nel caso in cui il suo appartamento prenda fuoco o cose di questo genere.

In più, l'ultima volta che è partita mi ha chiesto pure di avere la premura di prelevare dalla sua cassetta delle lettere un giornaletto mensile dei missionari di non so quale ordine, che date le sue dimensioni, uscendo fuori dalla predetta cassetta, sarebbe stato facile preda di qualche malintenzionato misteriosamente interessato all'attività dei frati missionari nel mondo.

L'appartamento della proffa sotto naftalina non è andato a fuoco e del giornaletto me ne sono dimenticata completamente, che se me ne fossi ricordata, avevo già deciso, non confidando in alcun malintenzionato, di occultarlo personalmente per fare un dispetto a lei e al suo bandierone.

Che per un certo periodo abbiamo fatto ridere mezzo quartiere con quell'accostamento strano.

Io tiravo fuori la bandiera della pace e dalla sua finestra il giorno dopo sventolavano le stelle e striscie.

Io toglievo la bandiera arcobaleno e lei faceva lo stesso con la sua.

Siamo andate avanti così per un pò, pur continuando a dirci buongiorno e buonasera e a scambiarci sorrisi e cortesie quando ci incontravamo per strada o per le scale.

L'inquilino che abita sotto l'appartamento della proffa si lamentava, primo perchè la bandiera americana tanto era lunga che gli si impigliava nelle persiane quando voleva aprirle o chiuderle e poi, questo me lo confessò durante un viaggio in ascensore, temeva, a causa di quell'ostentata dimostrazione filo americana, fantomatici attacchi terroristi da parte delle cellule dormienti dell'esquilino.

E' un condominio strano il mio. Un condominio di finti indifferenti che nascondono un'indole dispettosa e goliardica degna di un film sul genere amici miei.

Cacche fresche depositate davanti all'appartamento dell'avvocato del primo piano.

Biglietti minatori tesi a terrorizzare chiunque dimentichi le porte dell'ascensore aperte. E gente che lascia appositamente aperte al terzo piano le porte del predetto ascensore  al fine di dimostrare che i colpevoli sono dei cinesi che abitano lì.

Altri che di nascosto sporcano le scale spargendovi coca cola o immondizia varia per boicottare la nuova ditta delle pulizie.

E in più, un cane, che torna a casa dalla passeggiatina conservando sempre un pò di pipì da fare in ascensore.

Roba di misia martedì, 31 gennaio 2006 ore 16:00 | link | commenti (2) |

legge fini sulle droghe

http://www.nazioneindiana.com/2006/01/30/a-gamba-tesal-appello/

Roba di misia martedì, 31 gennaio 2006 ore 13:48 | link | commenti |

stresssssssssssssssssssss

p.s. ce vò tanta pazienza signò.

2° p.s. aggiunto a posteriori : però è uscito il nuovo album di Vinicio Capossela che già dal titolo che ha fa bene al cuore. e certe cose aiutano mica poco.

Roba di misia venerdì, 27 gennaio 2006 ore 15:31 | link | commenti (2) |

mmmm

Le mosche dell'estate

e le anatre del laghetto ghiacciato del Central Park.

Sono appena le 22

ma io ho troppo sonno per pensarci su

o per spiegarmi meglio.

Perfino piegare delle lenzuola

con un mancino

ti fa capire quanto tutto sia relativo.

E di quanto sia facile

cadere nell'errore

di avvicinarsi agli altri

considerando come punto di partenza noi stessi.

Per il resto

ho qualche problema

con la destra e la sinistra.

Niente a che vedere con la politica sia chiaro.

E' che mi dicono -gira a destra-

e io giro.

A sinistra.

Niente di politico dicevo.

A meno che non c'entri il fatto

che a dirmi di girare

sia stato un tipo di alleanza nazionale.

Ma è più probabile

che il mio

sia un problema di riflessi un pò lenti.

Tuttavia

c'è da dire

che sabato scorso guardando

Berlusconi e Rutelli in televisione

anche lì

ho fatto un pò di confusione.

Non sapevo se ridere o se piangere.

E non credo dipenda da un problema di riflessi.

E nemmeno da una qualche forma di schizofrenia latente.

Non penso sia un problema solo mio insomma.

Pare non esistere più

nemmeno la triste e mediocre consolazione

del male minore.

Che di questi tempi

qui lo dico e qui lo nego

farebbe comodo.

Ma aprile è lontano.

E al peggio

così dicono

non c'è mai fine.

Attendiamo fiduciosi

che il peggio altrui

ci renda migliori.

E' così che funziona no?

Leggo i titoli di Repubblica.it

e trovo tra le varie notizie

personalissime analogie

o fantasiosi collegamenti.

La batida de coco

a stomaco vuoto

funziona. 

Roba di misia mercoledì, 25 gennaio 2006 ore 21:40 | link | commenti |

buonanotte

ci sono delle giornate che fin da quando iniziano, e di solito iniziano con l'irritante suono della sveglia, non vedi l'ora che arrivino alla fine. e la fine qual è? la fine sei tu che ritorni lì dove la giornata è cominciata, nel tuo letto. sono quei giorni in cui fin da quando ti svegli, sai già che ti aspettano due o tre cose che sarà difficile affrontare, che sarà faticoso far andare per il verso giusto. quei giorni in cui, sai per certo che avrai a che fare con la tale persona che ti obbligherà a dare fondo, nel giro di poche ore, alle tue riserve di diplomazia e tolleranza verso la razza umana. E la cosa peggiore, quando la sveglia suona, è che non riesci a fare uno sforzo di fantasia che ti aiuti ad immaginare, quello che è probabile che sia, o meglio che sarà, vale a dire che in quel giorno che hai davanti di cose, oltre a quelle due tre di cui sopra, ce ne saranno tante altre, più belle o più brutte che però, in quel preciso istante, quando dal letto non ti vorresti alzare, non è nelle tue facoltà prevedere, e nemmeno, ahimè, augurarti in un tentativo di mattiniero ottimismo. Magari è solo quando ritorni al punto di partenza, il letto appunto, che ti accorgi che quelle due o tre cose che temevi, erano una piccola parte di tutto quello che sarebbe poi realmente successo e questa differenza ti fa sentire quasi in colpa per aver immaginato, un pò di ore prima, appena aperti gli occhi e con la testa ancora su quello stesso cuscino, che il giorno appena iniziato potesse essere tanto ingeneroso e prevedibile, da contenere solo quelle due o tre maledette cose. Sì, perchè a me, aver desiderato che il tempo scorresse il più velocemente possibile in quella direzione, cioè verso la fine della giornata, mi fa sentire in colpa. Non è così che mi piace vivere. Ma a volte, malgrado tutti quei bei discorsi che sappiamo fare tutti, è così, punto. Il fatto di cercare di scriverci sopra queste quattro menate, non serve a niente se non a farmi sentire ancora capace di riderci su e programmare con fiduciosa curiosità la stessa sveglia che mi sveglierà il giorno dopo. E quello dopo ancora. A volte faccio strani pensieri prima di addormentarmi. A volte faccio pensieri ancora più strani appena mi sveglio. Vincite all'enalotto, viaggi in India, ricominciare a studiare...oppure, provo a decidere quali saranno le cose piacevoli che sarò in grado di concedermi in quel giorno tutto da fare. E questa abitudine un pò ingenua credo sia un retaggio delle mia educazione cattolica dura a morire. Pensare che ci sia sempre un premio per ogni sacrificio. Che ci sia un buon dio, come lo chiamano i vecchi, compresa mia madre in risposta alle mie lagnanze sulla vita, pronto a elargire contentini alle brave pecore che la sera ritornano all'ovile. Oppure, prima di dormire, o appena sveglia, scorro col pensiero l'immagine delle persone che conosco. Brevissimi flash. L'amica che prepara la tesi, i miei nipoti che escono di casa con 'sto freddo boia per andare all'asilo, l'amico che torna a casa in moto dopo il turno di notte, quello che prende l'autobus affollato per andare a lavorare, o l'altro che arriva in macchina all'estrema periferia di Roma per passare 8 ore a rispondere al telefono di un call center, eccetera eccetera. Penso a quello che so che farà durante il giorno appena iniziato questa piccola folla di gente che mi porto nel cuore. Che bene o male è difficile per tutti, si sa, ma alla fine, è la cosa migliore che ci si possa augurare quella di continuare ad andare avanti. Così siamo tutti qui, a raccontarci gli stress, le dolorose frustrazioni o le sudate rivincite, gli amori nuovi, quelli finiti, quelli resuscitati, le allegre accellerate o gli insopportabili rallentamenti esistenziali, condendo i nostri discorsi con la benedizione dell'ironia, nonchè con vaffanculi vari che, a meno che non si decida di mandare tutto in malora, avremmo il più delle volte, l'accortezza di non far giungere mai ai rispettivi meritevoli destinatari. Il che, in giorni come questo appena concluso, stremata vincitrice nella mia battaglia con quelle tre cose più volte citate, ma con la riserva di tolleranza e diplomazia completamente prosciugata dal lavoro, mi pare davvero un peccato. Che un bel vaff***** in simpatia a chi so io, credetemi, ci starebbe tutto.

Roba di misia lunedì, 23 gennaio 2006 ore 22:57 | link | commenti |

bla bla bla

oggi a Roma sembra primavera. la mia amica al telefono mi dice che ha scoperto di essere "insoddisfatta" della sua vita pronuncia questa parola: "insoddisfatta", come se non l'avesse già sentita e usata altre volte prima d'ora, la ripete più volte nel discorso, scandendone le sillabe con gusto, quasi come se ammettere di esserlo rappresentasse l'illuminante soluzione più che il problema da risolvere. e io? lasciamo perdere va. oggi a Roma è primavera per finta ed è difficile difendersi dalle cose che fingono di essere quello che vorremmo che fossero. siamo a gennaio. punto. io invece sto scrivendo cazzate neanche fosse primavera sul serio. ma non è un problema. è che sono un pò stanca. troppo lavoro. il mio capo e la sua stilografica dal pennino d'oro mi correggono le virgole. e c'è gente che ancora mi chiede che lavoro mi piacerebbe fare, neanche avessi 6 anni. è una domanda che odio, perchè di anni ne ho 29, ma non ho ancora imparato a rispondere. stamattina per esempio passando davanti ad un cantiere edile e sentendo un anonimo fischiettare ho pensato che mi piacerebbe fare il muratore. ma vaglielo a dire a uno col pennino d'oro che invece di farti correggere le virgole preferiresti fare il muratore. ora come ora l'unica certezza è che prima o poi saprò preparare una caipirinha da dio.

Roba di misia giovedì, 19 gennaio 2006 ore 15:19 | link | commenti (10) |

un genio

http://www.banksy.co.uk/menu.html

troppo belli, guardateli tutti

anche su zio google

Roba di misia domenica, 15 gennaio 2006 ore 11:39 | link | commenti (1) |

impara a credere impara a scordare

cercami nella stanza dove ti ho sognato

mi vedrai mentre guardo lontano

tutte le informazioni che ti ho dato

tutte le nostre corse contromano

la paura trionfa sulle menti poco allenate

mi hai lasciato solo e ora ho più tempo 

nelle mie giornate

impara a credere

impara  a scordare

impara a guardare la luce

impara a nuotare

è l'evoluzione naturale dei pesci

è l'evoluzione naturale dei pesci

è l'evoluzione naturale dei pesci

è l'evoluzione naturale dei pesci

mi hai lasciato solo

mentre il giorno inciampava

e il respiro era fatto di fumo

penso alla crisi economica

ai cibi transgenici

alla fine del sesso

ai migliori argomenti

in favore del successo

impara a credere

impara  a scordare

impara a guardare la luce

impara a nuotare

è l'evoluzione naturale dei pesci

è l'evoluzione naturale dei pesci

è l'evoluzione naturale dei pesci

è l'evoluzione naturale dei pesci

(_elettrojoyce_)

Roba di misia sabato, 14 gennaio 2006 ore 19:12 | link | commenti |

rosebud

continuo a costruire perimetri
intorno al mio stare ferma
al mio muovermi troppo
o troppo poco.
un miracolo di  ingenuità superstite
alternata a conati di velenoso cinismo.
ma io
in pochi secondi
mi traccio intorno

                                                                                    queste
                                                                                    quattro
                                                                                    righe
                                                                                    di parole
e ci entro dentro
come in un quadrato invisibile.
tanto mi basta stanotte
per addormentarmi con la sensazione
di essere nel posto giusto.
o anche solo di esserci.
da qualche parte.

Roba di misia sabato, 14 gennaio 2006 ore 01:43 | link | commenti |

un bar

pranziamo in un piccolo bar sotto l'ufficio

gestione familiare

il padre sta alla cassa

saluta tutti quelli che entrano

urlando buongiorrrrrrrrrrrrrrrrno

arrotolandosi avido  in quella r

mentre con le sue dita grassocce

maneggia i soldi con finto disprezzo

non fa mai lo scontrino

e si sbaglia sempre a dare i resti

oppure pratica oscuri arrotondamenti

che si risolvono nel suo permesso di prendere un cioccolatino

da una scatola di cioccolatini sfusi

piazzata furbescamente davanti alla cassa.

a questo invito 

io rispondo scegliendo sempre il cioccolatino più grosso

e poi

anche se mi costa ammetterlo

una volta

a dirla tutta

dopo aver consumato una spremuta d'arancia e un toast

ho preso la decisione

avvicinandomi alla cassa

di dichiarare solo il toast

il tutto solo per pareggiare i conti

considerato che a furia di sbagliare con i resti

con me deve averci fatto una fortuna

visto che non controllo mai.

mi fido.

e penso che questo basti a fare in modo che la gente non si approfitti di me.

mi pare una teoria indistruttibile

visto che 

non scoprire di essere stati fregati

è un pò come non essere mai stati fregati.

oltre al padre

c'è la madre, ovvero la moglie

svampita e lenta

si capisce dallo sguardo e dal modo di fare

che deve essere sotto l'effetto di qualche farmaco

ti guarda ma non ti guarda

sorride quando non ci sarebbe motivo per farlo

carbonizza i tramezzini dimenticandoli nella piastra

o infila i piatti nel microonde senza accenderlo

comincia a servire una persona

si distrae e continua con un'altra.

a volte ti riempie il piatto all'inverosimile

altre volte prepara delle porzioni avarissime.

dipende.

chissà da che cosa dipende.

per fortuna c'è una figlia

svelta e gentile

che sopperisce a tutte le gaffe della madre

senza battere ciglio

senza un'espressione del viso

che ti faccia capire qualcosa in più

di quello che vedi,

una madre un pò rincoglionita

e una figlia molto paziente.

io rispondo ai sorrisi insensati della madre

pure se non ci sono motivi per sorridere

e mentre lo faccio

mi sembra al contrario

che non ci siano motivi per non sorridere.

hanno assunto un barista nuovo

simpatico e rapidissimo

che incredibilmente è riuscito e a resistere lì dentro

più a lungo

di tutta la serie di anonimi colleghi che l'hanno preceduto.

si capisce che non deve essere facile lavorare in quel bar.

e guarda caso

il barista si chiama Pio

che a me

a parte il martirio specifico di dover lavorare lì

mi pare proprio un gran bel nome per un barista.

Pio mi chiama bambola.

cosa prendi bambola? mi chiede quando raggiungo il bancone

e io rispondo ruffiana

Pio, un caffè stupendo come quello di ieri.

lui ride

e fa finta di lamentarsi

di tutte queste donne donne donne

che però nessuna se lo piglia

e che anzi tutte lo trattano male.

e mi chiede

che dici bambola sarà per questo che mi chiamo Pio?

Roba di misia giovedì, 12 gennaio 2006 ore 15:53 | link | commenti (2) |

teoria e pratica

100 metri dorso gambe delfino

state attenti a mantenere ferma la schiena

e a muovere solo le gambe

ci urla dal bordo piscina

e io l'ho sentita

nonostante la cuffia calata fin sulle orecchie

l'acqua che mi ci rimane dentro

le istruzioni urlate dagli altri istruttori

o i rumorosi scrosci dell'acqua provocati

da quei fenomeni della seconda e quarta corsia

che nuotano da dio

e mi riempiono di calci sott'acqua.

insomma

che dovevo stare attenta a tenere ben ferma la schiena

l'ho sentito

ma non sono mica riuscita a metterlo in pratica.

e ora

stavo ripensando a quanto possa essere complicato a volte imparare

non per la difficoltà in sè della cosa nuova da apprendere

quanto per una serie di avverse circostanze

davvero le più disparate

che ci rendono meno docili

ricettivi

e tolleranti verso i nostri iniziali fallimenti.

le cose più difficili da imparare

sono quelle che non ci piacciono

o quelle che ci fanno paura.

a me nuotare piace

e non mi fa mica paura

eppure  a questa cosa

ci pensavo per un motivo preciso

che non mi va di raccontare

e che non c'entra niente con le vasche dorso gambe delfino

nelle quali mi sono cimentata ieri sera in piscina.

è solo che

stamattina la mia schiena dolorante

mi ha ricordato

che per imparare non è sufficiente avere due orecchie

che sentano ciò che ci raccomandano di fare.

come al solito,

come in tutte le cose

perfino quelle che reputiamo indegne

di un tale coinvolgimento,

ci vuole un pò di cuore.

di fantasia.

che io le cose più complicate che ho fatto nella vita

mi sa che sono riuscita a metterle in pratica

immaginandomi che le facevo.

Roba di misia martedì, 10 gennaio 2006 ore 22:11 | link | commenti (1) |

su andrea pazienza

qui

Roba di misia martedì, 10 gennaio 2006 ore 13:18 | link | commenti (2) |

slow motion

While I was watching you did a slow dissolve
While I was watching you did a slow dissolve
While I was watching you did a slow dissolve

Did I imagine or do the walls have eyes
Did I imagine they held us hypnotized
Did I imagine or do the walls have eyes

Life in slow motion somehow it don’t feel real
Life in slow motion somehow it don’t feel real
Life in slow motion somehow it don’t feel real

Roba di misia domenica, 08 gennaio 2006 ore 20:04 | link | commenti |

ferie

mi affaccio alla finestra

il cielo è grigio

con qualche chiazza d'azzurro

che mi ricorda di che colore dovrebbe essere il cielo.

c'è una vasca da bagno abbandonata accanto ai cassonetti dell'immondizia.

se ne sta lì sul marciapiede

bianca e assurda.

questa della vasca da bagno

mi sembrava davvero una cosa che chiedeva di essere scritta.

ma ora che l'ho fatto

mi rendo conto di non essere capace

di celebrare degnamente

lo spettacolo di una vasca da bagno

su un marciapiede.

sono in ferie da qualche giorno.

non ero più abituata a questo ritmo lento

che scandisce le giornate senza lavoro

senza orari

e impegni vari da rincorrere uscita dall'ufficio.

non ero più abituata a questa casa

al tempo che passa qui dentro

mentre io scelgo di non uscire.

la luce che cambia col passare delle ore

il sole che passa da una finestra all'altra

mentre la mattina diventa ora di pranzo

e poi pomeriggio

e sera.

lentamente.

guardo l'orologio

e mi meraviglio.

ancora le tre.

mi prendo persino il lusso di inebetirmi davanti alle televendite in tv.

avevo bisogno di fermarmi

e ci sono riuscita

credo.

avevo bisogno di dormire

e l'ho fatto.

ho ritrovato il sonno perso chissà dove

e l'ho riportato nel mio letto.

sono andata al mercato

trascinandomi dietro il carrello della spesa

sentendomi felice

ma

lo ammetto

pure un pò cretina

e quando per strada ho incrociato qualche pensionato

o qualche vecchietta

muniti anche loro di carrello

mi veniva da ridere.

ho immaginato di essere una casalinga.

o una pensionata.

così

giusto per capire cosa si prova

e poi a me mi riesce bene immaginare di essere

quello che non sono.

al supermercato ho visto una signora in pelliccia 

ordinare al domestico indiano

cosa mettere nel carrello

indicando i prodotti col dito

e dicendo prendi quello

e quello.

io gliene avrei dette quattro

a lei e al suo dito

ma lui la seguiva da un reparto all'altro

con la faccia serena.

ho vuotato cassetti

e armadi.

ho buttato vecchi diari

e appunti di corsi che avevo dimenticato di aver frequentato.

ho messo vecchie scarpe

e vestiti che non uso più

in grandi buste di plastica.

per portarli fino al cassonetto giallo della caritas

ho dovuto fare due viaggi.

c'è bisogno di leggerezza

c'è bisogno di abbandonare qualche zavorra.

di spazio nuovo soprattutto c'è bisogno.

e mi è sembrato opportuno

cominciare dai cassetti e dagli armadi.

ho persino ritrovato un paio di orecchini

che indossavo quando avevo 17 anni

e ho scoperto che mi piacciono ancora.

e poco fa

guardando una trasmissione televisiva

ho scoperto che Marx poco prima di morire

si tagliò la barba

scrisse ad Hengel per comunicargli la novità

allegando alla lettera anche due foto

scattate prima e dopo la rasatura.

la foto di Marx senza barba non si sa che fine abbia fatto.

e pare pure che Hengel si sia arrabbiato.

io a questa storia della barba

ho deciso di crederci

pure se non vedrò mai la foto.

d'altra parte

non avrei mai pensato di affacciarmi alla finestra

e vedere una vasca da bagno.

ora metto su un pò di musica

e vado a preparare il minestrone.

signora mia

oggi c'era l'offerta sul minestrone surgelato della findus

2 euro e 50.

 

Roba di misia giovedì, 05 gennaio 2006 ore 16:11 | link | commenti (1) |


vengo anch'io

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