stewart copeland

dentro un autobus bloccato nel traffico. niente da leggere, fuori dal finestrino solo automobili e traffico traffico traffico. in ritardo, ma tanto in ritardo per via del traffico appunto, ma anche del fatto che ho dormito quasi un'ora in più rispetto a quanto dovevo. ora sconto quel sonno rubato, perchè la giornata non mi asseconda facendo slittare magicamente in avanti di un'ora gli orari da rispettare, no. sono io a dover correre. recuperare. e il traffico traffico traffico non si scioglie, non si spiega, non. scambio due parole con una signora. diciamo il traffico eh sì il traffico e la gente eh sì la gente e però c'è il sole eh che bel sole sì. poi provo ad arrendermi, al traffico, al ritardo e alla musica che nel frattempo mi scorre dalle cuffiette in testa e da lì giù fino alle dita dei piedi. insomma mi  dimentico dov'è che sto andando e per fare cosa, allungo le gambe e ascolto. per distrarmi entro in un trip dei miei: cercare di scomporre la musica nei vari strumenti che la compongono. il basso, il basso, il basso. eccolo. il sax, la tromba, il piano e così via. districare l'intreccio di note, tirarne fuori un filo e seguirlo, farsi portare. poi arrivano i police, una raccolta, er mejo der mejo, caricata per causa di forza maggiore sul lettore. è una vita che non li ascolto i police. sting mi sta pure un pò antipatico. però ok. message in a bottle, andiamo sul classico. uno due tre e via, mi concentro e cerco di isolare la batteria da tutto il resto fino a sentire solo il suo discorso. meraviglia.

Roba di misia venerdì, 30 maggio 2008 ore 16:00 | link | commenti |


vengo anch'io

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