la domanda è rosso fuoco, la risposta è blu

l'ultima sigaretta nel pacchetto e tanta voglia di tornare a casa. mi porti. ti porto. portiamoci.

Roba di misia martedì, 30 settembre 2008 ore 23:07 | link | commenti (1) |

Транссибирская

la transiberiana vista dallo spazio

io ho pochi ma persistenti sogni.

Roba di misia martedì, 30 settembre 2008 ore 14:34 | link | commenti |

Roba di misia sabato, 27 settembre 2008 ore 15:54 | link | commenti |

rain your kisses down upon me
rain your kisses down in storms

Roba di misia venerdì, 26 settembre 2008 ore 10:43 | link | commenti (2) |

...she says I wanna do right, but not right now

sarà questo sole alto e leggero a suggerire siediti, appoggia le spalle al muro e chiudi gli occhi. e se chiudo gli occhi per pochi secondi già scompare il motivo per cui sono lì, un autobus che non passa, un posto x da raggiungere entro il tempo y. oggi se chiudo gli occhi arrivi tu, mi tendi un agguato, stringi i polsi, rallenti il sangue, io mi arrendo subito e tu mi manchi. di nuovo mi manchi. ci sono posti sulla terra che riesco a vedere attraverso di te. sono sospesi in attesa dei nostri abituali appuntamenti immaginari. chiudo gli occhi e punto il dito sulla cartina geografica che ho attaccato dietro la porta. la linea dell'equatore si può attraversare con la stessa facilità con la quale si varca la soglia di quella bettola nella quale mi portavi a bere vino bianco mischiato a non so cosa. possiamo camminare per ore o farci trascinare magneticamente in un letto. tutto sembra sfiorare, scalfire appena la superficie del desiderio che non sente ragioni e parla per verbi all'infinito. amore è una parola facile, tonda, composta da sillabe dal gusto familiare, un giro chiuso di lettere che si tengono per mano, una bolla d'aria che sfugge dalla bocca in questa gara di apnea. è un cerchio fragile di fiato, coraggio e ingenuità. vorrei richiamarlo alle labbra, respirarci dentro e poi sciogliertelo in un orecchio, amore.

Roba di misia giovedì, 25 settembre 2008 ore 17:04 | link | commenti (18) |

il cuore di simboli pieno

lo sguardo segue i gesti, si posa su dettagli che all'apparenza parlano d'altro. cercare inconsapevolmente conferme a ciò che ancora non sappiamo di sapere. e non accorgersi che a volte i desideri che abbiamo dimenticato di aver espresso si sono realizzati in modo imprevedibile e alternativo. tutto è di una complicatissima semplicità. lo dimostra il silenzio senza padroni, abbandonato a sè stesso e finalmente libero di parlarmi. le mani. gli occhi. il tutto e niente di noi. e la distanza che ormai non porta più il nome delle città, ma risponde ai nomi nostri.

Roba di misia mercoledì, 24 settembre 2008 ore 16:30 | link | commenti (1) |

seasons don't fear the reaper

Roba di misia martedì, 23 settembre 2008 ore 23:38 | link | commenti |

prima di espirare socchiude le labbra, nella bocca il fumo forma un nodo più denso che fa un giro intorno alla punta della lingua. questione di un istante, poi si disfa in una nuvola trasparente spinta lontano in un soffio. e così via.

Roba di misia lunedì, 22 settembre 2008 ore 15:54 | link | commenti (11) |

nowhere man
and the whiskey girl
nowhere man
and the whiskey girl
they loaded up for
a weekend in the underworld

I'd take you down
honey if I could
I'd take you down
honey if I could
we'd find a place
in the sunshine
we'd be feeling good

don't you know
that it ain't a crime
don't you know
that it ain't a crime
if all the squares
and the junkmen
think you're out of line

Roba di misia domenica, 21 settembre 2008 ore 23:59 | link | commenti |

andata e ritorno

Roba di misia giovedì, 18 settembre 2008 ore 10:18 | link | commenti |

mezze stagioni

hanno falciato le aiuole che ci sono lungo la strada, appena scesa dall'autobus sono stata accolta da un profumo di erba, tiepido e inaspettato. una nota bassa e calda, quasi fuori luogo nell'aria nuova e priva di odori di queste sere che già mi ghiacciano le braccia. di notte mi sveglio ripetutamente scoprendomi rattrappita in qualche ridicola posizione per via del freddo che sento. il solo lenzuolo non basta più, così poco fa mi sono rassegnata a recuperare quella coperta di lana leggera che avevo archiviato nel punto più alto dell'armadio a muro. tra i teli da mare e il piumone. tra il momento in cui l'ho messa lì su ad oggi. in mezzo, c'è passata un'estate. 

Roba di misia mercoledì, 17 settembre 2008 ore 23:31 | link | commenti (5) |

he went to see for a day
he wanted to know what to say
when he asked what he'd done
in the past to someone
that he loved endlessly
now she's gone, and so is he

i went to war every morning
i lost my way, but now I'm following
what you said in my arms
what i read in the charms
that i loved durably
now it's dead and gone, and i am free

i went to sleep for the daytime
i shut my eyes to the sunshine
turned my head away from the noise
bruise and drip decay of childish toys
that i love arguably
all our labouring gone to seed

we went out to play for the evening
and wanted to hold on to the feeling
and the stretch in the sun
and the breathlessness as we run
to the beach endlessly
as the sun creeps up on the sea

Roba di misia martedì, 16 settembre 2008 ore 15:29 | link | commenti |

sarà che la musica nelle orecchie può avere effetti imprevedibili sul nostro modo di vedere e percepire l'esterno. sarà. comunque, per dire, andare a fare la spesa in compagnia di stan getz l'ho trovato estremamente piacevole. davvero difficile non cedere alla tentazione di buttare lì qualche passo di bossanova, nell'angolo appartato tra il reparto panetteria e quello dei vini, dove non c'è mai nessuno. poi ci si è messo pure il carello che mi era capitato in sorte; uno di quelli con le ruote strabiche che costringono a molteplici rotazioni, busto-bacino-gambe-piedi, per cercare di direzionarne il movimento. sarà la musica che avevo nelle orecchie. sarà. ma a me sembrava che perfino il salumiere usasse l'affettatrice a ritmo.

Roba di misia lunedì, 15 settembre 2008 ore 16:41 | link | commenti (4) |

Roba di misia lunedì, 15 settembre 2008 ore 14:13 | link | commenti |

Roba di misia giovedì, 11 settembre 2008 ore 12:40 | link | commenti (4) |

sento le voci

al secondo piano del palazzo di fronte abita una famiglia composta da padre, madre e due figlie adolescenti. ogni sera cenano in quella che credo sia la sala da pranzo nella quale a parlare, oltre a loro quattro, c'è anche una tv perennemente accesa. di persona non li ho mai visti, conosco solo le voci e mi ci sono affezionata. il padre parla come aldo fabrizi, quando perde la pazienza ha degli scatti nel volume e per la foga a volte si mangia le parole, non termina le frasi oppure le lascia appese ad un oh! che dovrebbe ristabilire ruoli e gerarchie familiari. la sua risata è grossa e contagiosa, ma è quando si incazza che mi fa ancora più ridere. durante gli europei di calcio più volte ho temuto che fosse prossimo all'infarto, infatti pure la moglie gli diceva stai bono stai bono, ma lui niente. seguiva l'azione incoraggiandola con battiti di mani, un mantra di dai dai dai dai cazzo dai o qualche parolaccia. le figlie chiacchierano forte e veloce, le voci sono quasi identiche, però quella di una delle due, la maggiore credo, è leggermente più roca e smaliziata. parlano in romano e sono sempre polemiche tra loro, nei confronti del padre o di qualche entità imprecisata che ha fatto o non ha fatto questo o quello. cioè, hai capito? cioè, ripetono. rimane la madre, una voce bassa, un po' spenta, da fumatrice. prende sempre i discorsi alla larga. solo qualche volta dice te l'ho detto tante volte oppure come te lo devo dire? senza però abbandonare quel suo tono mite. a volte litigano tra loro, fanno una gran caciara e a me dispiace un pò. a volte ridono tutti insieme perchè alla tv c'è qualcosa di buffo o qualcuno di loro racconta un fatto divertente, oh papi senti qua, allora io penso menonale. di tutto il loro parlare non distinguo che poche parole. quello che arriva quassù senza che io ci faccia caso, mentre scrivo, mentre leggo o mi faccio gli affari miei è essenzialmente l'umore che di volta in volta c'è in quella sala da pranzo. la domenica restano a tavola fino alle 3 del pomeriggio, quando il silenzio della controra fa da cornice ai loro dibattiti, al loro parlare pigro e insonnolito dal lungo pasto e a quel rumore bello di piatti e posate che, poco prima che le voci spariscano, vengono portati via.

Roba di misia mercoledì, 10 settembre 2008 ore 23:57 | link | commenti (3) |

...un atlante geografico
una city bike

un accappatoio azzurro
una collana di corallo lunga tanto così e fatta così e così
un arazzo peruviano lungo tot e alto tot da usare come testiera del letto
un buono acquisti di tanti mila euro da feltrinelli
champs-Élysées da 100 ml
una gelatiera

una pianta di bouganville coi fiori color rosso chiaro
un nuovo zaino da campeggio da 70 litri

un wok in acciaio
un abbonamento a linus

una poltrona color verde bottiglia

un biglietto aereo roma - la paz

quel libro di foto sul jazz

il remake riveduto e corretto di una sera di aprile a garbatella... 

update : un trapano

Roba di misia mercoledì, 10 settembre 2008 ore 17:18 | link | commenti (2) |

because because because because because

Roba di misia martedì, 09 settembre 2008 ore 16:33 | link | commenti (4) |

il mio amico e assiduo compagno di viaggio c. ha lasciato roma diversi anni fa per andare lontano lontano e lavorare in una specie di fichissimo parco scientifico. è un posto un po' assurdo, immerso nel verde, ma nonostante questo un tantino artificiale, freddo. in mezzo ai prati che sembrano finti sono disseminate delle palazzine dalle forme strane. dentro le palazzine ci sono i pavimenti di linoleum grigio, i mobili di formica bianca e l'aria ha sempre la stessa temperatura, una perenne stagione sintetica nella quale non si suda e non si ha mai freddo. la gente che lavora lì sembra che l'abbiano acquistata in stock insieme all'arredamento. in ogni stanza ci sono delle grandi finestre dalle quali si vedono i prati, gli alberi e una bella porzione di cielo. faccio fatica a sovrapporre la figura di c. a quel contesto asettico. infatti se penso a c. mi viene naturale collocarlo nei posti più strani, zozzi, puzzolenti e colorati nei quali abbiamo viaggiato insieme in questi anni. dalle concerie, alla fanga del monsone, passando per vicoli stretti di qualche mercato, per dirne solo alcuni. invece, c. proprio lui, lavora in un posto del genere. mi ha portato a farci un giro quando sono andata su a trovarlo. lui ne tesseva le lodi con convinzione, io stavo lì, davanti alla finestra, guardavo fuori e pensavo ma quand'è che arrivano i teletubbies?

 

Roba di misia martedì, 09 settembre 2008 ore 10:00 | link | commenti (4) |

un cielo denso si è disteso sulla città e una mezza luna ubriaca di luce si fa guardare da tutti. ci sono i grilli da qualche parte lì fuori, mentre dentro c'è il filo di voce di una donna nel quale volano parole semplici che tutti, perfino i grilli, sembrano ascoltare e capire insieme a me che intanto ti sto scrivendo non ho capito questo e quello e però invece ho capito quest'altra cosa e ora te la dico. scrivere è uno strazio perchè le parole devo andarle a recuperare in un posto lontanissimo. giù giù giù. e quando torno qua, mi accorgo che non sono neanche quelle giuste, che non so che farci, che basta parole. ma poi il filo di voce si interrompe, il monitor dice messaggio inviato, i grilli dormono e c'è un silenzio impaziente che meriterebbe di essere preso in considerazione. 

Roba di misia martedì, 09 settembre 2008 ore 00:01 | link | commenti (5) |

for hours and hours and hours

 

And we’ll walk down the avenue again
And we’ll sing all the songs from way back when
And we’ll walk down the avenue again and the healing has begun

And we’ll walk down the avenue in style
And we’ll walk down the avenue and we’ll smile
And we’ll say baby ain’t it all worthwhile when the healing has begun

I want you to put on your pretty summer dress
You can wear your easter bonnet and all the rest
And I wanna make love to you yes, yes, yes when the healing has begun

When you hear the music ringin’ in your soul
And you feel it in your heart and it grows and grows
And it comes from the backstreet rock & roll and the healing has begun
I want you to put on your pretty summer dress
You can wear your easter bonnet and all the rest
And I wanna make love to you yes, yes, yes and the healing has begun

We’re gonna make music underneath the stars
We’re gonna play to the violin and the two guitars
We’re gonna sit there and play for hours and hours when the healing has begun

Spoken: wait a minute, listen, listen,
I didn’t know you stayed up so late.
I just got home from a gig and I saw
You standing on the street.
Just let me move on up to this window-sill a lot yeah, I got some sherry.
You want a drop of port.
Let’s move behind this door here.
Let’s move on up behind this letter-box behind this door.
Let’s go in your front room,
Let’s play this muddy waters record you got there,
If you just open up a little bit
And let me ease on in this backstreet jellyroll....

We’re gonna stay out all night long
And then we’re gonna go out and roam across the field
Baby you know how I feel when the healing has begun

When the healing, when the healing
We’re gonna stay out all night long
We’re gonna dance to the rock & roll
When the healing when the healing has begun
Baby just let me ease on a little bit, dig this backstreet jellyroll

Roba di misia sabato, 06 settembre 2008 ore 00:36 | link | commenti |

...siamo stanchi d'aver mentito e dove lontano vivo
le carezze guariscono ogni male
spediscimi le parole che ti dovrei dire
e giuro che le imparerò.

che tempo è questo
che tempo
che strada e che ora del giorno è.

e quali parole servono oggi
a chi non sa scrivere che lettere d'amore
quali passi di poeti e loro piogge e solitudini
piegherebbero il tuo sguardo e il tuo tempo ancora
verso me.

il motore del sentimento umano
non lascia indirizzo né traccia...

Roba di misia venerdì, 05 settembre 2008 ore 20:08 | link | commenti |

  every day I wake up,
hummin' a song.
but I don't need to run around,
I just stay home.

and sing a little love song,
My love, to myself.
If there's something that you want to hear,
You can sing it yourself.

Roba di misia giovedì, 04 settembre 2008 ore 23:12 | link | commenti |

per esempio

the sun shines high above
the sounds of laughter
the birds swoop down upon
the crosses of old grey churches
we say that we're in love
while secretly wishing for rain
sipping coke and playing games
september's here again
september's here again

 

Roba di misia giovedì, 04 settembre 2008 ore 15:50 | link | commenti |

I-threes

Roba di misia giovedì, 04 settembre 2008 ore 11:09 | link | commenti |

  

qua

lei s’accomodi qua

e mi dica che le pare

del mio ufficio in riva al mare

 

beh

l’arredamento non c’è

però c’è il mare da ascoltare

e il tramonto da aspettare

 

liberi

qui dentro noi viviamo liberi

vada via

se non riesce a entrare in sintonia

tanto abbiamo un gran da fare

costruire

architettare

nell’ufficio in riva al mare

 

mio figlio certo che è qui

e ha già imparato a nuotare

sa, l’ufficio in riva al mare...

 

in un rivolo d'acqua tinta di rosso cupo, inghiottita dallo scarico della vasca da bagno, sono spariti i riflessi dorati che sole, cloro e salsedine mi avevano messo tra i capelli. intorno a me, nei discorsi e nei propositi della gente, avverto una gran fretta di far finire l'estate. l'accompagnano verso la porta come fosse un invitato troppo vivace per una festa agli sgoccioli. la mettono in coda sulle autostrade fino a distoglierla dalla tentazione di restare ancora qualche giorno. poi, ne parlano già al passato. danno l'addio al mare. si congedano dalle infradito e da una sorta di vita parallela, trattenuta nei margini delle ferie fatte e rimandata di un anno a quelle ancora da maturare. forse ritengono impossibile tradurla adeguatamente, quella vita , nel quotidiano delle stagioni a venire. eppure l'estate non finisce ancora e anzi, il mare a settembre torna ad essere quel segreto prezioso da custodire che pochi sanno. per quanto mi riguarda, faccio il conto delle canzoni belle ispirate o dedicate a questo mese strano e scurirmi i capelli è il massimo che potevo fare per ricordare qualche promessa fatta. di fronte a certe parole che ancora riescono a far vacillare il mio senso pratico, mi capita di chiedermi cosa farebbe un'altra al posto mio. il contrario di quello che faccio io? sarà che mi fa comodo provare ad immaginare un'alternativa antitetica alla realtà per capire dove sbaglio, se sbaglio. più probabilmente quell'altra al posto mio si chiederebbe cosa farebbe un'altra al posto suo, cioè io. e insomma, allora, io e te, tu ed io, cioè noi, cioè io, che facciamo? mi fa sorridere la notizia che il giorno in cui compirò gli anni coinciderà con quello di una possibile fine del mondo. una specie di big bang guidato, proprio mentre esprimo il desiderio e soffio sulle candeline. troppa grazia. non dovevate, bastava il pensiero. se non va bene si può cambiare, c'ho lo scontrino. ne verrà fuori una festa di compleanno indimenticabile, non c'è dubbio.

Roba di misia mercoledì, 03 settembre 2008 ore 11:56 | link | commenti |

GOOD ADVICE FOR SOMEONE LIKE ME

behind the pain
someone is rejoicing

behind the torture
there is love

who's going to buy
this bullshit

if you don't become the ocean
you'll be seasick
every day

leonard cohen

Roba di misia martedì, 02 settembre 2008 ore 13:59 | link | commenti (1) |

c'è quella canzone lì no? philadelphia di neil young, dico. l'ho riascoltata per puro caso ieri sera ed ora è un sottofondo impercettibile che ogni tanto torna in superficie e fa affiorare su un filo di voce, quasi inconsapevolmente, la melodia o le prime parole del testo. sometimes I think that I know what love's all about. ci sono delle canzoni che cominciano in un modo speciale, saranno le prime note oppure le frasi che ti si spalancano davanti e ti fanno quel vuoto caldofreddo, malebene, stranissimo nel cuore. sometimes I think that I know what love's all about, ancora. bisognerebbe stendere un pò di indulgenza su certi giorni severi che facciamo veramente fatica ad accontentare. 

in giro c'è una quantità spaventosa di egocentrici e l'unica speranza che nutro è quella che comincino ad eliminarsi a vicenda. l'egocentrismo secondo me è una peste sociale subdola e sottovalutata. nel mio mondo ideale invece, tanto per fare un esempio, la gente non farebbe mai telefonate inutili in luoghi pubblici e non parlerebbe a voce così alta come la signora che ieri ha viaggiato con me sul treno. io a un certo punto volevo dirle basta. per favore basta signo'. il mio mondo ideale praticamente è un mondo normale dal quale ho eliminato parecchie cose e al quale ne ho aggiunte pochissime altre. mi preoccupano un pò gli interventi che dovrei operare in ambito geopolitico e pensionistico, ma senza pensarci due volte eliminerei i pianobar e i karaoke, due tra le cose che mi fanno più tristezza in assoluto. 

se non fosse per la povera bestia che ci ha rimesso la vita riderei delle foto di putin che ha appena salvato non so chi uccidendo, con l'ausilio del suo fido fucilazzo, una tigre fuggita da non so dove. sarà che, almeno nella mia testa, una tigre sta alla russia come una renna al burundi.

Roba di misia lunedì, 01 settembre 2008 ore 17:36 | link | commenti |

let the damned breeze dry my face


I've got a plan, a demand and it just began
and if you're right, you'll agree

here's coming a better version of me
here it comes a better version of me
here it comes a better version of me

Roba di misia lunedì, 01 settembre 2008 ore 09:11 | link | commenti |


vengo anch'io

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