torniamo a quel momento

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Roba di misia martedì, 30 dicembre 2008 ore 11:54 | link | commenti (2) |

voglio capire col cuore.

Roba di misia lunedì, 29 dicembre 2008 ore 15:52 | link | commenti (1) |

Roba di misia venerdì, 26 dicembre 2008 ore 21:56 | link | commenti |

perchè anche io ho le mie tradizioni da onorare.

Roba di misia mercoledì, 24 dicembre 2008 ore 10:56 | link | commenti (1) |

si sa che ci sono gente di tutti i tipi e vabbè. volemose bene e massimo rispetto pe' tutti. però, davvero, ecco, ci sono quella gente che si fa fotografare insieme a fabrizio corona e gli chiede l'autografo no? cioè, io per carità non la voglio giudicare ma, secondo me, meriterebbe approfonditi studi antropologici e sociologici a parte rispetto al resto della razza umana. 

Roba di misia mercoledì, 24 dicembre 2008 ore 10:20 | link | commenti |

ma proprio tanto.

Roba di misia martedì, 23 dicembre 2008 ore 09:29 | link | commenti |

ma poi pensavo a tutte queste coincidenze

ma poi pensavo a tutte queste coincidenze che dici, che dicono. quelle cose che maddai anche io, anche tu, anche noi, ma allora, ma allora vedi, che t'avevo detto? quegli incontri tra ascisse e ordinate, quei fatti, spesso piccolissimi, che però danno il loro silenzioso ma convincente benestare ai nostri dire fare baciare. o almeno così ci fa comodo pensare. le coincidenze no? ecco. magari capita che ci ripensi a distanza di tempo, di chilometri, di vita e te ne accorgi. ti accorgi che invece no. non coincide proprio un solenne cazzo.

Roba di misia domenica, 21 dicembre 2008 ore 14:02 | link | commenti |

Roba di misia sabato, 20 dicembre 2008 ore 16:59 | link | commenti |

che poi a volte la musica non è solo un accompagnamento, un sottofondo di suono armonico, ma una vera e propria trasposizione del ritmo che, spesso nostro malgrado, abbiamo dentro e di conseguenza  facciamo tenere a certi giorni della vita nostra. per questo, se tu mi chiedi come sto, invece di raccontare i fatti mi piacerebbe se bastasse dirti solo una parola e cioè -così- e poi che dal nulla, un pò come nei musical anni '40, partisse questa musica qui:


dentro c'è tutto. tutto. ci sono io che corro per fare in tempo, il mio capo (donna), accentratrice ma con l'esaurimento nervoso, il barista che mi prepara il caffè e di prima mattina mi strappa una sonora risata, la signora della pasticceria sotto casa che mi vuole bene, la farmacista che si raccomanda, ci sono le cose ripetitive, i piccoli colpi di scena, le dita che picchiano sulla tastiera, le robe che riesco a portare a termine e quelle che invece oddio! ancora no, c'è il tempo per le cose che mi piacciono, sempre troppo poco, i discorsi di tutte quelle teste di cazzo con le quali mi tocca averci a che fare, ma pure le voci belle degli amici che invece mi fanno ridere e mi dicono dai dai dai dai che ce la fai. e ci sono io. io che certe volte penso non ce la faccio più, oppure non ce la farò mai, ma che poi invece mi dico massì che ce la faccio e poi sai che c'è? in fondo in fondo, ma proprio in fondo, sticazzi.

 

Roba di misia sabato, 20 dicembre 2008 ore 16:27 | link | commenti |

oh, bad luck, bad luck
you’ve come for me
and the day’s only getting shorter
when you come, come along in the evening
then leave me in the middle of the night
take me tonight as I am
leave me the way I was found
oh, moonlight
oh, moonlight
help me sleep
there’s far too much weight on my mind
the stars in the night sky
they worry me
oh, shadows to my left, to my right
oh, and tomorrow we’ll rise
and the sky will be bright
long time
ahead of us
good luck 'round every turn
now that I got you

 

Roba di misia giovedì, 18 dicembre 2008 ore 21:32 | link | commenti |


I awoke today and found the frost perched on the town
it hovered in a frozen sky, then it gobbled summer down
when the sun turns traitor cold
and shivering trees are standing in a naked row
I get the urge for going but I never seem to go

Roba di misia martedì, 16 dicembre 2008 ore 22:34 | link | commenti |

mi canto da sola la colonna sonora del mio trasloco ancora tutto da fare. ripeto lo stesso ritornello mentre impilo i vestiti sul letto, poi li infilo nelle bocche scure dei sacchi di plastica che ingoiano tutto ma sembrano restare lì come perplessi. però, proprio un attimo prima che inizino a farmi domande, insinuare dubbi, li zittisco chiudendoli con un bel nodo in cima. e via, se ne parlerà quando li riaprirò là dove vado. ogni volta che torno qui l'odore di bucato, il mio o delle coinquiline ( in questa casa, a rotazione, c'è sempre un bucato steso ad asciugare sui due stendini che teniamo stanziati in salotto) mi riempie di tenerezza e di uno strano senso di appartenza che da tempo non provavo. questo credo sarà il primo punto che inserirò nell'elenco delle cose che mi mancheranno dello stare qui, se mai ne compilerò uno. ho fatto fuori una mezza confezione di patatine fritte, bevuto una birra e fumato due sigarette di seguito e invece di scrivere tutto quello che avevo scritto e che ho appena cancellato farei meglio a

Roba di misia martedì, 16 dicembre 2008 ore 21:02 | link | commenti |

all'hotel dei giorni immobili
non brillano le stelle:
qualche volta s'intravede appena
il fondo della valle;
c'è un odore di salsedine,
ma il mare non si vede...
dai sentieri che ci arrivano
non ripartono più strade...
All'hotel dei giorni immobili
da sempre c'è un soldato,
ma la guerra non spiegò
se c'era morto o c'era nato;
e se c'era nato o morto
non lo seppe mai il poeta
che perdeva il tempo a chiedersi
se un'entrata è anche un'uscita. 

e una notte innominabile
ci transitò un mercante,
e vendeva tutto a tutti
e tutti non avevan niente;
e vendeva per non piangere
di non aver venduto
e le lacrime bagnavano
sciupavano il broccato.

han mandato un messaggero,
forse arriva questa sera;
passsa i monti, passa il gelo,
passa il tuono e la bufera;
passa il fuoco dell'inferno
con un foglio tra le mani;
han mandato un messaggero,
forse arriverà domani.

all'hotel dei giorni immobili
ci venne anche un sovrano:
ordinò, salì con comodo,
prese tutto il terzo piano:
e ci venne un accademico
con un trucco madornale,
ma nel buio s'illuminarono
solo gli angoli e le scale. 

e una notte senza nuvole
si presentò un pensiero;
e si cominciò a distinguere
buio falso e buio vero;
e una notte con le nuvole
lì si smarrì un ricordo,
e si continuò a confondere
l'apparenza di uno sguardo.

s'è perduto il messaggero
s'è perduto sul confine,
tra il principio delle cose
e le cose della fine;
s'è perduto il messaggero
col cavallo e con i cani,
tutto è ritornato nero
dietro il grido dei gabbiani;
s'è perduto il messaggero
con un foglio tra le mani:
non arriverà stasera
non arriverà domani.

all'hotel dei giorni immobili
nel sogno di una donna
tutto è chiaro, tutto è limpido,
la penombra non inganna;
e bastò guardarla un'attimo
per leggerle nel cuore
che lei già sapeva tutto
prima ancora di sognare:

e fu finalmente giorno,
fu bambino e fu canzone,
e fu gioia del ritorno
e fu "dormi",e fu persone;
e fu finalmente cielo
con la luna e con le stelle,
e fu finalmente mare
con il vento e con le vele...

e fu subito chitarra,
e fu abbraccio e fu ferita,
e fu "guardami!" e fu terra,
e fu vivere e fu vita;
così il giorno tornò giorno
e la notte fu la notte;
l'orizzonte all'orizzonte
e le stelle in cielo, tutte.

_hotel dei giorni immobili - roberto vecchioni_

Roba di misia giovedì, 11 dicembre 2008 ore 16:25 | link | commenti (1) |

darling don't you understand, I feel so ill at ease
the room is full of silence and it's getting hard to breathe
take this guilded cage of pain and set me free
take this overcoat of shame, it never did belong to me

I need to go outside, I need to leave the smoke
'cause I can't go on living in this same sick joke
it seems our lives have taken on a different kind of twist
now that you have given me the perfect gift

and we have fallen from our shelves
to face the truth about ourselves
and we have tumbled from our trees

and I can almost
I can almost hear the rain falling
don't you know it feels so good
so let's go out into the rain again
just like we said we always would

Roba di misia mercoledì, 10 dicembre 2008 ore 17:02 | link | commenti (1) |

le parole che non ho trovato lungo tutto il giorno a volte vengono a cercarmi sul margine vulnerabile della notte mi sfilano in mente fluide come attratte l'una dall'altra io prima di addormentarmi lascio che mi raccontino cose che mi sembrano così fragili terribili e meravigliose le trascrivo fedelmente ma con l'inchiostro sempre più leggero e poi invisibile del sonno. 

Roba di misia martedì, 09 dicembre 2008 ore 23:44 | link | commenti (10) |

ma da uno a dieci...

7. anzi no, facciamo 8.

Roba di misia martedì, 09 dicembre 2008 ore 16:58 | link | commenti |

...bailaban todos muy alegres
sin prejuicio y con amor
y de repente la luz mala
que no era exactamente la luz mala...
pero que era?
 

                  

Roba di misia venerdì, 05 dicembre 2008 ore 09:49 | link | commenti (1) |

non è che qualcuno mi affitta una dozzina di neuroni?

Roba di misia giovedì, 04 dicembre 2008 ore 22:15 | link | commenti (1) |

faccio dei sogni strani, emblematici, a volte perfino geniali, molto più spesso ridicoli. l'altra notte, per esempio, ho sognato di guardare un film in tv. i protagonisti del film recitavano sott'acqua come se fosse la cosa più normale del mondo. dopo un pò, pur continuando a stare sul divano ipnotizzata dal film, mi ritrovo sott'acqua anch'io e se all'inizio penso -fico, non ho più bisogno di respirare-, dopo poco mi accorgo di avvertire come un vago bisogno di ossigeno, sai com'è. allora provo a convincermi che no, è solo un'impressione la mia. se quelli lì, gli attori dico, possono stare sott'acqua in quel modo potrò di certo riuscirci anch'io, no?  no. provo a inspirare poco poco dal naso, per capire se per caso funziono come credo debbano funzionare i pesci. nemmeno. insomma, il sogno finisce che io, poco prima di morire affogata, c'ho un colpo di genio. mi accorgo che l'unico modo per salvarmi è cambiare canale. così, recupero il telecomando, premo un tasto a caso, sullo schermo appare domenica in e io respiro avidamente come quelli che tornano in superficie dopo una lunga apnea. credo che durante il sonno, per rendere il tutto ancora più credibile, io abbia trattenuto davvero il respiro perchè la sensazione di affogamento era davvero reale. e insomma, faccio sogni del genere. per non dimenticarli telefono a r. e glieli racconto, soprattutto quelli buffi, così lui ride e a me piace tanto sentir ridere r.. comunque lui dopo questo sogno qui dell'acqua, dopo aver smesso di ridere intendo, ha sentenziato che forse non sto proprio bene bene bene. poi la telefonata, come sempre, è scivolata via parlando un po' di tutto, di un libro che r. sta leggendo, della pioggia, di musica nuova, del lavoro e dello studio. alla fine, quando lui mi ha chiesto -e il resto, come va?-, io gli ho risposto -il resto non c'è-. sì, ora come ora, il resto, non c'è, non c'entra. dunque, io mi sono resa conto che la vere ricorrenze di questo periodo dell'anno non sono mica le stracazzo di feste di natale che stanno per arrivare, no. la vera ricorrenza, non so perchè, sono tutte le cose, accidentali e non, che mi capitano ogni anno in questo stesso periodo. in pratica non so proprio da che parte cominciare a fare, c'ho dei momenti di scoramento in cui vorrei mandare tutto in malora, ma intanto faccio. -intanto-, che bella parola. me la faccio tatuare. cerco pure di darmi delle priorità come fanno quelli bravi, ma quando sono quasi riuscita a costruirmi in testa una sequenza di prima e dopo, arriva una cosa nuova che passa davanti alle altre, come quei furbi colla faccia da casso che non rispettano la fila davanti alla cassa del cinema. che poi quella roba non è proprio una fila ma un magma di gente, una sorta di 'mbuto umano, ecco. dunque, non ricordo più dove volevo arrivare. comunque prossimamente su questi schermi: 1) timida apologia del nimesulide. 2) breve trattato sui trentenni d'oggi sulla base delle rilevazioni effettuate di pirsona pirsonalmente. 3) fai da te: consigli pratici per un dicembre col botto.

Roba di misia mercoledì, 03 dicembre 2008 ore 23:09 | link | commenti |


vengo anch'io

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