Roba di misia venerdì, 27 febbraio 2009 ore 12:03 | link | commenti (1) |

la cosa positiva è che, vista la vicinanza, posso arrivarci a piedi in appena un quarto d'ora. però la piscina è piccolissima, ricavata non so come all'interno di una altrettanto piccola palestra di quartiere. sul sito internet e sul depliant pubblicitario ci sono delle foto scattate da furbissime angolazioni  che fanno sembrare ogni cosa grande il triplo, piscina compresa. nuotare mi manca molto, sì, ma a pensarci bene non mi dispiace questa parentesi di ginnastica acquatica, tutta al femminile e un po' starnazzante. del nuoto non mi mancano i calci nello stomaco o le pedate sul sedere di quelli delle corsie attigue, per esempio. mi manca invece una cosa che ero arrivata ad odiare, ossia l'autismo delle vasche, andata e ritorno, che ti svuotano tanto bene il cervello oppure portano pensieri nuovi di zecca, complici forse le inalazioni del cloro. mi manca pure l'acustica delle piscine, dove ogni parola rimbomba in superficie oppure è attutita dall'acqua. adesso, quando finisce la lezione, l'istruttrice spegne il tunz tunz tunz dello stereo, tutte le altre papere se ne vanno a fare la doccia, io tiro un fiato e rimango sola a nuotare quelle tre bracciate e mezza, avanti e indietro, nelle quali mi trovo strettissima.

Roba di misia mercoledì, 25 febbraio 2009 ore 17:28 | link | commenti (6) |

have to get back, have to get back the base
I need to talk to somebody, I can trust
too many cooks, are tryin' to spoil the broth
I can't feel it in my throat, that's all she wrote

I'm not feeling it no more, I'm not feeling it anymore
not feelin' it no more, not feelin' it anymore

when I was high at the party, everything looked good
I was seein' through rose coloured glasses
not seein' the wood for the trees
I started out in normal operation
but I just ended up in doubt
all my drinking buddies, they locked me out

I'm not feelin' it no more, I'm not feelin' it anymore
no feelin' it no more, I'm tryin' to give you the score

you see me up there baby, I'm on the screen
but I know better now, it's so unreal
if this is success, then something's awful wrong
`cause I bought the dream and I had to play along

I'm not feelin' it no more, I'm not feelin' it anymore
I'm tryin' to give you the score, I'm not feelin' it no more

we all know that money, don't buy you love
you just get a job and somewhere to live
you have to look for happiness, within yourself
and don't go chasin' thinkin' that it is somewhere else

I'm not feelin' it no more, I'm not feelin' it anymore
baby I'm tryin' to give you the score,
I'm not feelin' it no more

I was pretending all the time
I was givin' everybody what they wanted
and I lost my peace of mind
and all I ever wanted was simply just to be me
all you ever need is the truth
and the truth will set you free


 

Roba di misia martedì, 24 febbraio 2009 ore 16:13 | link | commenti |

"se non puoi essere un poeta, cerca di essere una poesia"

è che a volte mi sembra di non sapere più da quale parte cominciare. mi fa strano pormi il problema considerando che l'inizio e la fine delle cose non mi pare abbia mai avuto grande importanza da queste parti. c'era un tempo indefinito in cui da una qualche parte cominciavo, spesso non raggiungevo nessuna conclusione, ma ehi, per caso qui dentro c'è qualcuno che ritiene indispensabile arrivare da qualche parte? vado a fare un giro, da ragazzina scrivevo così sui bigliettini che lasciavo a mia madre sul tavolo della cucina, prima di uscire. e fare un giro significava semplicemente camminare per roma, senza mete particolari e spesso anche senza compagnia alcuna. a casa mia abbiamo sempre avuto questa abitudine di lasciarci i bigliettini, oltre al gusto per quel tipo di libertà scalciante che ci ha reso tutti un po' selvatici e impermeabili ai legami. a guardarci ora, uno per uno, distinguo nettamente i pro e i contro di questa attitudine, ma a scrivere i bigliettini e a girare siamo sempre piuttosto bravi, sì. e allora eccomi qui, anche oggi che non ho bigliettini da lasciare, vado a farmi i miei giri. metaforici e non. questo attuale, insomma, è un momento in cui passo in rassegna parecchie cose di me, ma finora l'unica differenza, rispetto a pochi mesi fa, è che riesco a fare dei discorsi di una logica che a volte a me mi sembra proprio eccezionale. se non fosse per il fatto che è la mia stessa voce quella che ascolto, stenterei a credere di essere proprio io a parlare. però, quello che volevo dire, è che forse questa della logica (e per logica non intendo fredda razionalità, ma capacità di serena analisi delle cose mie) è positiva, ma che a volte anche abbastanza dolorosa, come la sincerità. a questo proposito, ho fatto anche un sogno che mi ha spiegato, attraverso intricati simboli, che a volte i cambiamenti che vorremmo veder concretarsi, arrivano in silenzio, perfino prima che abbiamo l'animo per prenderne atto. per esempio, dentro di noi a volte ci allontaniamo dalle persone e da pezzi di vita, ancor prima di formalizzare l'abbandono in un pensiero compiuto e da lì nelle  parole. per esempio, leggevo delle cose che ha scritto un mio amico e mi sono accorta che le sue parole raccontano di un dolore che non gli appartiene più, già vuoto di lui, ma che lui naturalmente sa ancora come far rivivere. insomma, niente di più facile che riconoscersi nel proprio passato, soprattutto negli errori commessi. (quanto non mi piace chiamarli errori, ma vabbè) non so spiegarmi, spero che rileggendo quello che scrive si accorga che, in qualche modo, si sta sforzando di interpretare la stessa parte. potrei dire lo stesso di me, forse. oggi fuori da qui c'è un sole d'argento che si stende sulla città e io avrei voglia di camminare tanto e poi, verso sera, andarmi a nascondere nel buio caldo e vellutato di un cinema. non è detto che non lo faccia. volevo raccontare tantissime cose, tipo che ho comprato una marmellata di fichi strepitosa e ogni volta che la mangio penso a tutta la gente che vorrei che la assaggiasse tanto che, anche se sto lì da sola con il barattolo e le fette di pane, mi sento in compagnia. raccontare di solitudini leggere e rivelatrici, di persone, poche, che perfino in questo momento di distanza siderale, riescono a toccarmi davvero. ma soprattutto vogliamo parlare del fatto che giorni fa mi sono messa a piangere davanti al documentario autobiografico di britney spears?

Roba di misia venerdì, 20 febbraio 2009 ore 15:01 | link | commenti (4) |

c'è una ferita in fondo al cuore
grande come non l'hai vista mai
guarda il sangue e il suo colore
e' bellissima
c'è un grande salto in fondo al cuore
prima deserto, adesso un'oasi
via i cancelli per favore,
che non mi servono più
via le lame dal mio cuore
via le cose che lo umiliano
carro che non vuol cadere
nella stupidità

sulle labbra era il sapore
del mattino che hai inventato tu
guarda adesso come piove
sulle mie labbra blu
guarda adesso come piove
sui sentieri in fondo all'anima
storie che non hanno odore 
è la mia realtà

vorrei dare un nuovo nome
nuova linfa a tutto quel che c'è
ma ogni cosa è una ferita
che mi ricorda te

Roba di misia mercoledì, 18 febbraio 2009 ore 16:19 | link | commenti (3) |

ma sì, andatevene tutti.

Roba di misia martedì, 17 febbraio 2009 ore 15:53 | link | commenti (3) |

aisle of plenty

Roba di misia martedì, 17 febbraio 2009 ore 14:33 | link | commenti |

taglio i capelli più corti,

per ricominciare

e non parlo mai d'amore.

nella testa

ho una bellissima collezione di frasi

per iniziare a raccontare

le infinite forme

di una storia,

ma c'è un pudore muto

che mi nasconde

e falsa le distanze.

per ora questo

e poco altro

da quando ho smesso di guardarmi

attraverso il tuo cuore

trasparente.

Roba di misia venerdì, 13 febbraio 2009 ore 16:56 | link | commenti (3) |

io ogni tanto immagino di essere nei posti dove non c'ero.

Roba di misia mercoledì, 11 febbraio 2009 ore 12:12 | link | commenti (1) |

like you never have known

Roba di misia giovedì, 05 febbraio 2009 ore 16:56 | link | commenti (1) |

metto a tacere la sveglia e mi riaddormento per un sacro quarto d'ora poi pesco biscotti con gli occhi chiusi non ho voglia di impegnarmi nelle rigorose regole di una caffettiera e allora cedo al caffè solubile ma non agli orrori della rassegna stampa che in una cantilena insidiosa mi seguirebbe fin sotto la doccia se non alzassi la radio su nina simone che canta per me e l'acqua è troppo calda i capelli elettrici e il mascara la gonna e gli stivali una banana nella borsa e via sulla scia di un vago vaghissimo desiderio di mimetismo col mondo circostante grigio fisso appiccicato ai vetri da settimane e settimane abbinato al marmo gelido di questo quartiere geometrico che ritrovo puntuale ad aspettarmi appena emergo dalla metropolitana niente di più facile che intonare un umore alla tinta di certe giornate e invece magari proviamo a provare proviamo a stonare il barista fa una battuta un po' fiacca su un pezzo di clapton che stanno passando alla radio io rido ugualmente e abbondo con lo zucchero ma mi dimentico di girare il cucchiaino poi ritorno sui miei passi vorrei scrivere ma non ci riesco mi manca il posto mi manca il tempo però ho un libro nuovo da mangiare e guarda qua che calze ho messo oggi di che colore sono non lo so ma mentre cammino mi sento fuoriposto come una macchia sulla superficie anonima di questo martedì a tratti mi rimbomba dentro il tempo verbale che hai scelto di usare per dire di noi e a volte vorrei venire meno alla mia coerenza in un modo diverso dai soliti modi vorrei tante altre cose per esempio oggi me ne starei sul monte fuji a bere una cioccolata calda e invece sono qua   

Roba di misia martedì, 03 febbraio 2009 ore 10:50 | link | commenti (4) |

invece mia zia maria assomiglia a ella fitzgerald quando era già un po' cieca e portava quegli occhiali spessi da miope che le facevano gli occhi piccoli piccoli.

Roba di misia lunedì, 02 febbraio 2009 ore 16:50 | link | commenti |


vengo anch'io

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