IzZiO
FaTbOy
fIgLiO_dI_nEsSuNo
lA_CeCiArElli
dOvE_sTa_ZaZa?
Mr_CoBbLeP0t
cItArSi_AdDoSso
iNsAno_LoCo
vOlSo
mIsS_zEbRa
stanlaurel
seduta in cucina, in un pigiama improbabile, mangio una nespola e ho voglia di scrivere senza sapere cosa. nessuna parola si ferma a parlarmi, nella testa solo pensieri intorpiditi dalle ore passate a percorrere le linee di pagine e pagine e pagine. non c'è un appiglio al quale assicurare una scusa plausibile per stare qui a digitare lettere, anzichè di là, stesa, ad attirare il sonno nel mio letto. al mare oggi c'era l'acqua fredda e pulita, le onde basse ma lunghe e forti. pochissime persone facevano il bagno, io invece ne ho fatti due. durante il secondo ho visto il bagnino in piedi sul bagnasciuga che sembrava proprio guardare me. mi ha un po' imbarazzato, ma anche fatto tenerezza, l'idea di poter dare pensiero ad un bagnino del litorale laziale. allora ho nuotato un po', lenta e morbida per mischiarmi alla corrente, poi ho guardato di nuovo e lui non c'era più. il sole, che mentre ero lì mi sembrava leggerissimo per via del vento, mi raggiunge adesso. torna in superficie, sulla pelle, restituendo tutto il calore della giornata trascorsa. c'è una dolcezza persistente che mi respira accanto. e mi segue di stanza in stanza, a piedi scalzi come me. vuole parlarmi, vuole che mi metta seduta, scelga la musica giusta e stia ad ascoltare. solo questo, ascoltare. io invece lavo i piatti, o pulisco il bagno oppure metto a posto i vestiti che ho seminato in giro in questi giorni indecisi. ma c'è sempre questa dolcezza che mi coglie di sorpresa, perchè quando penso che se ne sia andata altrove, come ha fatto il bagnino, la trovo ancora qui che mi guarda e mi fa male in un punto preciso del cuore e bene in un altro. non sapendo che fare, decido di non ascoltarla e faccio di tutto per dimenticare le domande che avrei da domandare. come se questo tempo non fosse cosa mia, mi distraggo intenzionalmente per non interferire. così, non ho richieste da fare, solo desideri da desiderare, in questa notte di finestre spalancate sull'estate addormentata e sui rumori improvvisi della strada che portano avanti il loro discorso. vorrei un divano verde, ma di un verde particolare, che no, non è questo, ma neanche quello. vorrei tante altre cose, a parte il divano. anche fuggire, volendo, è tra queste.
People just ain't no good
I think that's welll understood
You can see it everywhere you look
People just ain't no good
We were married under cherry trees
Under blossom we made pour vows
All the blossoms come sailing down
Through the streets and through the playgrounds
The sun would stream on the sheets
Awoken by the morning bird
We'd buy the Sunday newspapers
And never read a single word
People they ain't no good
People they ain't no good
People they ain't no good
Seasons came, Seasons went
The winter stripped the blossoms bare
A different tree now lines the streets
Shaking its fists in the air
The winter slammed us like a fist
The windows rattling in the gales
To which she drew the curtains
Made out of her wedding veils
People they ain't no good
People they ain't no good
People they ain't no good at all
To our love send a dozen white lilies
To our love send a coffin of wood
To our love let aal the pink-eyed pigeons coo
That people they just ain't no good
To our love send back all the letters
To our love a valentine of blood
To our love let all the jilted lovers cry
That people they just ain't no good
It ain't that in their hearts they're bad
They can comfort you, some even try
They nurse you when you're ill of health
They bury you when you go and die
It ain't that in their hearts they're bad
They'd stick by you if they could
But that's just bullshit
People just ain't no good
People they ain't no good
People they ain't no good
People they ain't no good
People they ain't no good at all
sono giunta a un compromesso con le piccole rughe intorno agli occhi. sono mie e in quanto tali certi giorni io le amo. le amo perchè so che appaiono insieme ai sorrisi e agli sguardi semichiusi persi chissà dove, oltre la luce forte di queste giornate estive. hanno insomma un non so che di inspiegabilmente infantile e spensierato, pur trattandosi dei primi segni della maturità. rido del tono terrorista che leggo sulle confezioni dei belletti di ogni tipo destinati alle femmine. i miei preferiti sono quelli che compaiono sui flaconi di shampoo o balsamo per capelli. aggettivi apocalittici come sfibrati, inariditi, stressati, spenti, deboli, ribelli, crespi, ma ce ne sono di ancor più eloquenti che ora non ricordo. roba da far venire i sensi di colpa per le indicibili misfatte perpetrate ai danni della propria chioma. prima o poi mi aspetto di trovarci scritto uno slogan che recita 'oh, ma come cazzo ti sei ridotta i capelli brutta cretina?' . e a proposito di capelli ci sarà sempre qualcuno a dirmi di non tagliarli tanto corti, come d'altra parte c'è sempre qualcuno, uomo o donna che sia, che si sente in diritto di dire alle donne di fare o non fare qualcosa riguardo il proprio aspetto. qualcun altro, subito dopo, a replicare che sono tutte frivole cazzate, che l'importante è piacersi e così via. ma allora lasciateci stare, lasciateci fare. forse basterebbe sapere cos'è che si vuole veramente. da lì in poi tutto è lecito, o quasi. dalle paresi al botulino, agli splendidi fili d'argento nei capelli di certe signore dall'aria intelligente e pratica. se mi gira, insomma, mi concedo anche di credere alle promesse di una crema per il viso, così come pure a quelle di un uomo. credo di aver fatto pace (non del tutto, ma abbastanza) col mio modo di essere femmina che è il modo solo mio, fatto di tante cose, spesso in vivo contrasto tra loro. e poi a chi dovrei rendere conto se non a me stessa? è l'ironia che ci salverà, ragazze. a quelli che mi fanno notare che alla stragrande maggioranza degli uomini piacciono le donne coi capelli lunghi, per convincermi a lasciar crescere i miei, io rispondo chissenefrega, tanto a me piacciono gli uomini a cui piacciono le donne coi capelli corti.
I used to think
Galileo would agree
That the world was round
And you'd come round to me
But I have looked for you
And you're nowhere in sight
The world must be flat
The Babylonians were right
la fretta a innervosire i passi e un paio di frasi da non pronunciare girano intorno all'equazione del tempo e della distanza che mancano all'arrivo.
da poesie d'amore per donne ubriache di alberto calligaris
Novecento
Disse che ne aveva abbastanza.
Che voleva una vita normale.
Voleva qualcuno che capisse l'arte contemporanea
la scrittura dei medici
i discorsi elettorali
i concerti
i lavori in corso
la poesia crepuscolare
gli psicologi
gli psichiatri
i consigli sull'eiaculatio
le statistiche su cosa mangia la gente dove dorme come scopa
perchè vive
la New Age
il femminismo
i pronostici sportivi
l'astronomia
l'astrologia
Porca troia dissi io,
cerchi qualcuno a cui piaccia il Novecento!
No urlò lei, voglio scopare nel Novecento,
e spense la luce.
Quando guardo il mondo
Certe volte quando guardo il mondo
dal tavolino del bar
una sorpresa come di convalescente mi assale
di qualcuno che è appena tornato alla vita
per tutto ciò che è normale
semplice
nascosto
una bustina di zucchero
la gente che entra
il rumore della strada
e mi dico
porca troia
non mi starò mica rincoglionendo come Montale?
Quando
Le poesie si scrivono di notte
quando tutti sono al buio
immobili nei loro letti
quando il frigorifero è l'unico rumore rimasto
quando la vita si spegne e il cuore rallenta
quando non te ne fotte un cazzo di nulla
di dormire di farti segne di guardare la tv
di domani di malditesta di cambiare il mondo
quando avevi un mucchio di idee e tutte sono scomparse e te ne è
rimasta solo una
che sei finito
che sei il più grande
quando ti guardi in giro e vedi solo borse di immondizie
quelli sono gli istanti in c'è qualcosa che ti appartiene
che puoi trattenere
o lasciare andare per sempre
e quello che resta
non è ancora poesia
sei solo tu davanti alla macchina da scrivere
e poi qualcuno entra dalla porta
e ti prega di andare a letto
che tutto ciò che vuole
sei tu
tu con le tue mutande da circo
i tuoi grandi discorsi
tu con tutte le tue donnine nude
e il tempo che hai passato a rincorrere una palla
tu giovane vecchio grasso famoso o rompiballe non importa
e tu le dici di sì
e andate a dormire per mano
rannicchiati uno dentro l'altro senza parlare
allora non hai bisogno di scrivere più poesie
lascia la poesia agli emarginati ai pazzi ai falliti
che non c'è nessun onore nello scrivere poesie
che quello di aver perso la propria vita
una notte in cui sei rimasto alzato
e lei è rimasta al buio
immobile
e quel giorno l'hai perso per sempre
mentre la tua poesiola del cazzo
è sempre davanti a te
inutile
come una puttana di domenica pomeriggio.
ogni volta che dipingo
ho un piccolo accordo con l'aldilà
ogni volta che dipingo
i miei pittori preferiti possono tornare sulla terra
aiutarmi a mescolare i colori lavare i pennelli
farmi un caffè
qualsiasi cosa
pur di tornare per un giorno solo sulla terra
sentirsi vivi.
stiamo tutti in salotto
con la tela in mezzo alla stanza
io sto con la matita in mano e aspetto che finiscano di discutere
ogni volta c'è un casino pazzesco prima di cominciare
Delacroix s'incazza con Warhol
Michelangelo tuona contro Pollock
Raffaello con il capo appoggiato sul petto di Tiziano
scherza con un pennello nel bicchiere di plastica
Rousseau il doganiere e Rubens giocano a carte in un angolo
Leonardo guarda dalla finestra passare gli autobus a due piani
Picasso non lo caga nessuno e se ne sta seduto in un angolo a
mangiarsi le unghie
viene mezzogiorno e io sono ancora con la matita in mano che
aspetto
dico ragazzi va bene a tutti se facciamo una pasta come l'altra volta?
vogliono tutti quanti mangiare con la televisione accesa
così la guardiamo per l'intero pomerigio
so già che non faremo nulla
mi finiranno le grappe e i cioccolatini come sempre
ma non posso chiedere di più
è già tanto che siano nella mia vita
e io nella loro
così vado a lavare i piatti e Leonardo mi dà una mano
visto che c'è ne approfitto
e gli faccio domande
tipo maestro cos'è l'arte?
lui dice arbè nun me sta a rompe i cojoni
ma io voglio sapere
insisto gli chiedo è solo Rubens quando dipinge
o è anche Mohammed Ali quando combatte
o Senna al volante?
E' notte e se ne vanno via
escono dalla porta battendomi sulla spalla ad uno ad uno
Leonardo mi dice però un pochino frocio sei eh?
Se ne vanno via e mi guardano
scendendo le scale
sorridono
facendomi cenno con la mano
per dire ci vediamo la prossima volta
imbarazzati per essere tutti morti
e non potere fare altro
vecchi campioni di calcio
che sentono ancora l'urlo della folla
tirando lo sciacquone del water.
who can explain the thunder and rain
but theres something in the air
ma sì, le caramelle, i violini, le rose. porta. porta tutto. e un sufficiente numero di quelle bugie che si possono dire con sincerità, portale. non mi offendo. e la luna, i grilli e le sette di sera. e fiori senza nome. e pane e marmellata. tarallucci e vino. fragole e champagne. pomodoro e basilico. tutti i binomi migliori, collaudati, ma anche quello di noi due, ancora da inventare. porta. e parole e baci e i vestiti migliori da sfilare. non puoi sbagliare. sì, porta tutto il repertorio. ma chi te le ha raccontate tutte queste balle sulle donne? una donna di sicuro. ecco, per esempio chi te l'ha insegnata la storia sull'orologio biologico? che palle, non se ne può più. tutte queste teorie, eh? chi te le ha propinate? che noia. lasciale a casa le teorie. fammele dimenticare, capovolgile, camminaci sopra pesante mentre mi vieni accanto. ecco, arriva e fammi stare zitta. porta quella parte di te che non incornicia domande. la parte di te che non risponde a quelle mie, che tra l'altro non ricordo più. resuscita canzoni meravigliose. e assolvi cesare cremonini, dai. ammettilo, come si fa a non essere annientati dalle ultime frasi di quella canzone lì? porta tutto. e soprattutto racconta. racconta e fatti raccontare cose piccole e purissime. quelle rimaste intatte, immuni da questi secoli di non amore stratificati sul cuore. porta tutto. portati. io sono qui, e non ho più voglia di chi non c'è. non ho più voglia di capire la forme delle assenze e sono stanca. stanca. stanca di credere che non ci credo più, ma talmente stanca che come niente, toh, ci credo di nuovo.
forse
dovrei
ridisegnare
i margini
del cuore.
it takes courage to enjoy it
the hardcore and the gentle
quella mia di ieri notte non è stata una sbronza, no. è stata la sbronza. l'ho pagata vomitando ripetutamente un'anima di vino rosso sul prato del circo massimo. e sui miei pantaloni, anche. sono in un internet point dalle parti di piazza vittorio. davanti, a un metro da me, c'è un signore che prega verso la mecca. alla mia destra, in una cabina telefonica, una columbiana urla nella cornetta, continua a ripetere che manderà cento dollari domani. dietro di me, un tizio rutta una, due, tre volte. anzi, quattro.
a volte torni
in un tuffo al cuore.
un sasso bianco
infrange l'acqua scura del petto
rimbomba in mille cerchi
e poi scompare.
il rimedio migliore
mi sento dire
è trovarne un altro
nuovonuovo
da scopare.
anche ora
l'acqua ingoia un altro sasso da dimenticare
e a quel rimedio
per quanto banale
io non trovo più ragioni
da obiettare.
You came to me this morning
And you handled me like meat.
You´d have to be a man to know
How good that feels, how sweet.
My mirror twin, my next of kin,
I´d know you in my sleep.
And who but you would take me in
A thousand kisses deep?
I loved you when you opened
Like a lily to the heat.
You see, I´m just another snowman
Standing in the rain and sleet,
Who loved you with his frozen love
His second-hand physique,
With all he is, and all he was
A thousand kisses deep.
I know you had to lie to me
I know you had to cheat
To pose all hot and high
Behind The veils of sheer deceit
Our perfect porn aristocrat
So elegant and cheap
Im old but Im still into that
A thousand kisses deep.
I'm good at love, I'm good at hate,
It's in between I freeze.
Been working out, but it's too late,
It's been too late for years.
But you look good, you really do,
They love you on the street,
If you were here, I'd kneel for you
A thousand kisses deep.
The Autumn moved across your skin,
Got something in my eye,
A light that doesn't need to live,
And doesn't need to die.
A riddle in the book of love,
Obscure and obsolete
Til witnessed here in time and blood
A thousand kisses deep.
And I'm still working with the wine
Still dancing cheek to cheek
The band is playing Auld Lang Syne
But the heart will not retreat
I ran with Diz, I sang with Ray,
I never had their sweep
But once or twice they let me play
A thousand kisses deep.
I loved you when you opened
Like a lily to the heat.
You see, I´m just another snowman
Standing in the rain and sleet,
Who loved you with his frozen love
His second-hand physique,
With all he is, and all he was
A thousand kisses deep.
But you dont need to hear me now,
And every word I speak,
It counts against me anyhow
A thousand kisses deep.
hanno scritto milioni di canzoni su ognuno di noi. a me stamattina basta sceglierne una per sentirmi meno sola e ridicola mentre mi muovo nel silenzio assoluto che custodisce il sonno della gente normale. fino a poco fa il cielo divideva la mattina in due metà perfette e opposte per colore e temperatura. davanti alla finestra aperta volevo scegliere su quale delle due puntare la domenica, poi, tempo di costruirmi un caffè e già una promessa d'acqua è arrivata a decidere per me allungando e facendo sbiadire l'azzurro. il vento forte gonfia le stanze, respira in tutta la casa, dalle finestre spalancate a ingoiare aria, dai muri nudi, freschi di bianco, come lenzuola stese ad asciugare. le rondini con le loro grida sottili, coi loro voli disordinati e testardi diffondono allerta contrastanti. dall'armadio pesco abiti larghi e morbidi nei quali perdere forma, confondermi e farmi leggera sulle ore a venire. con una biro profumata, di domenica mattina, si possono scrivere parole terribili, oppure sequenze di senso elementari, miracolosamente semplici. in questo caso, che c'è di strano a sentirle profumare di fragola e lampone? arriva un momento in cui le ragioni e i ruoli si capovolgono, il cuore si spopola e l'evidenza punta i piedi, sola, in mezzo a una piazza vuota. ecco. per parlare di me prendi in prestito parole ancora calde, intrise di terra e sole, portate fin qui da viaggiatori con fiato e lo sguardo assai più lunghi dei nostri messi insieme. per parlare di me devi prima portarmi lontano, in un luogo dove disimparo e dimentico. forse lì, non dove sono ora, mi vedresti sorridere come fossi finalmente tornata a casa, contro il sole stringere gli occhi spettinata da un vento che da sempre mi auguri di incontrare, ovunque vada. con una biro profumata io posso scrivere quasi tutto e tornare a farmi intera. il vero viaggiatore sa che c'è una terza strada nascosta tra il resistere e l'arrendersi, fuggire. sa, chi viaggia davvero, dell'esistenza di fughe tutt'altro che vigliacche. prima però bisogna aver imparato a memoria le proprie verità, fotografato a mente il proprio odio e il proprio amore, solo dopo andare. non si può avere coraggio anche per chi non ne ha.
ArDeCoRe
babsi_jones
cesare_pavese_poesie
europa_film_treasures
GENOVA_2001
il.primo.amore.
indymedia
internazionale
nazione indiana
pearls_before_swine
pOsT_sEcReT
ramificazioni
the_perry_bible_fellowship
_ani difranco_
_linus_
misiasays in Mi piacevano le donn...
hobbs in Mi piacevano le donn...
misiasays in solidão &eacu...
misiasays in le mie amiche non so...
Allitterata in le mie amiche non so...
utente anonimo in solidão &eacu...
misiasays in "...chi non si ...
tage in "...chi non si ...
misiasays in il gioco consiste ne...
misiasays in pj harvey_the piano
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
*loading*