Roba di misia martedì, 30 giugno 2009 ore 16:01 | link | commenti |

cipria sull'aria che vibra di magico.

seduta in cucina, in un pigiama improbabile, mangio una nespola e ho voglia di scrivere senza sapere cosa. nessuna parola si ferma a parlarmi, nella testa solo pensieri intorpiditi dalle ore passate a percorrere le linee di pagine e pagine e pagine. non c'è un appiglio al quale assicurare una scusa plausibile per stare qui a digitare lettere, anzichè di là, stesa, ad attirare il sonno nel mio letto. al mare oggi c'era l'acqua fredda e pulita, le onde basse ma lunghe e forti. pochissime persone facevano il bagno, io invece ne ho fatti due. durante il secondo ho visto il bagnino in piedi sul bagnasciuga che sembrava proprio guardare me. mi ha un po' imbarazzato, ma anche fatto tenerezza, l'idea di poter dare pensiero ad un bagnino del litorale laziale. allora ho nuotato un po', lenta e morbida per mischiarmi alla corrente, poi ho guardato di nuovo e lui non c'era più. il sole, che mentre ero lì mi sembrava leggerissimo per via del vento, mi raggiunge adesso. torna in superficie, sulla pelle, restituendo tutto il calore della giornata trascorsa. c'è una dolcezza persistente che mi respira accanto. e mi segue di stanza in stanza, a piedi scalzi come me. vuole parlarmi, vuole che mi metta seduta, scelga la musica giusta e stia ad ascoltare. solo questo, ascoltare. io invece lavo i piatti, o pulisco il bagno oppure metto a posto i vestiti che ho seminato in giro in questi giorni indecisi. ma c'è sempre questa dolcezza che mi coglie di sorpresa, perchè quando penso che se ne sia andata altrove, come ha fatto il bagnino, la trovo ancora qui che mi guarda e mi fa male in un punto preciso del cuore e bene in un altro. non sapendo che fare, decido di non ascoltarla e faccio di tutto per dimenticare le domande che avrei da domandare. come se questo tempo non fosse cosa mia, mi distraggo intenzionalmente per non interferire. così, non ho richieste da fare, solo desideri da desiderare, in questa notte di finestre spalancate sull'estate addormentata e sui rumori improvvisi della strada che portano avanti il loro discorso. vorrei un divano verde, ma di un verde particolare, che no, non è questo, ma neanche quello. vorrei tante altre cose, a parte il divano. anche fuggire, volendo, è tra queste.    

 

Roba di misia lunedì, 29 giugno 2009 ore 01:18 | link | commenti (3) |

poesia.

People just ain't no good
I think that's welll understood
You can see it everywhere you look
People just ain't no good

We were married under cherry trees
Under blossom we made pour vows
All the blossoms come sailing down
Through the streets and through the playgrounds

The sun would stream on the sheets
Awoken by the morning bird
We'd buy the Sunday newspapers
And never read a single word

People they ain't no good
People they ain't no good
People they ain't no good

Seasons came, Seasons went
The winter stripped the blossoms bare
A different tree now lines the streets
Shaking its fists in the air
The winter slammed us like a fist
The windows rattling in the gales
To which she drew the curtains
Made out of her wedding veils

People they ain't no good
People they ain't no good
People they ain't no good at all

To our love send a dozen white lilies
To our love send a coffin of wood
To our love let aal the pink-eyed pigeons coo
That people they just ain't no good
To our love send back all the letters
To our love a valentine of blood
To our love let all the jilted lovers cry
That people they just ain't no good

It ain't that in their hearts they're bad
They can comfort you, some even try
They nurse you when you're ill of health
They bury you when you go and die
It ain't that in their hearts they're bad
They'd stick by you if they could
But that's just bullshit
People just ain't no good

People they ain't no good
People they ain't no good
People they ain't no good
People they ain't no good at all

Roba di misia giovedì, 25 giugno 2009 ore 15:19 | link | commenti (1) |

sono giunta a un compromesso con le piccole rughe intorno agli occhi. sono mie e in quanto tali certi giorni io le amo. le amo perchè so che appaiono insieme ai sorrisi e agli sguardi semichiusi persi chissà dove, oltre la luce forte di queste giornate estive. hanno insomma un non so che di inspiegabilmente infantile e spensierato, pur trattandosi dei primi segni della maturità. rido del tono terrorista che leggo sulle confezioni dei belletti di ogni tipo destinati alle femmine. i miei preferiti sono quelli che compaiono sui flaconi di shampoo o balsamo per capelli. aggettivi apocalittici come sfibrati, inariditi, stressati, spenti, deboli, ribelli, crespi, ma ce ne sono di ancor più eloquenti che ora non ricordo. roba da far venire i sensi di colpa per le indicibili misfatte perpetrate ai danni della propria chioma. prima o poi mi aspetto di trovarci scritto uno slogan che recita 'oh, ma come cazzo ti sei ridotta i capelli brutta cretina?' . e a proposito di capelli ci sarà sempre qualcuno a dirmi di non tagliarli tanto corti, come d'altra parte c'è sempre qualcuno, uomo o donna che sia, che si sente in diritto di dire alle donne di fare o non fare qualcosa riguardo il proprio aspetto. qualcun altro, subito dopo, a replicare che sono tutte frivole cazzate, che l'importante è piacersi e così via. ma allora lasciateci stare, lasciateci fare. forse basterebbe sapere cos'è che si vuole veramente. da lì in poi tutto è lecito, o quasi. dalle paresi al botulino, agli splendidi fili d'argento nei capelli di certe signore dall'aria intelligente e pratica. se mi gira, insomma, mi concedo anche di credere alle promesse di una crema per il viso, così come pure a quelle di un uomo. credo di aver fatto pace (non del tutto, ma abbastanza) col mio modo di essere femmina che è  il modo solo mio, fatto di tante cose, spesso in vivo contrasto tra loro. e poi a chi dovrei rendere conto se non a me stessa? è l'ironia che ci salverà, ragazze. a quelli che mi fanno notare che alla stragrande maggioranza degli uomini piacciono le donne coi capelli lunghi, per convincermi a lasciar crescere i miei, io rispondo chissenefrega, tanto a me piacciono gli uomini a cui piacciono le donne coi capelli corti.  

Roba di misia mercoledì, 24 giugno 2009 ore 15:40 | link | commenti (5) |

(separate from the rest)

Roba di misia mercoledì, 24 giugno 2009 ore 11:52 | link | commenti |

I used to think
Galileo would agree
That the world was round
And you'd come round to me
But I have looked for you
And you're nowhere in sight
The world must be flat
The Babylonians were right

Roba di misia martedì, 23 giugno 2009 ore 11:13 | link | commenti |

la fretta a innervosire i passi e un paio di frasi da non pronunciare girano intorno all'equazione del tempo e della distanza che mancano all'arrivo.

Roba di misia lunedì, 22 giugno 2009 ore 23:07 | link | commenti |

I wanna know did you get the feelin'?
Did you get it down in your soul?
I wanna know did you get the feelin'?
And did the feelin' grow?

Sometimes, when the spirit moves me
I can do many wondrous things
I wanna know when the spirit moves you
Did ye get healed?

I began to realise
It manifest in my life
In oh, so many ways
Every day I wanna talk about it
And walk about it
Everyday I wanna be closer

I wanna know did you get the feelin'?
Did you get it down in your soul?
I wanna know did you get the feelin'?
Did ye get healed?

I began to realise
Magic in my life
See it manifest in oh, so many ways
Every day is gettin' better and better
I wanna be daily walking close

It gets stronger when you get the feelin'
When you get it down in your soul
And it makes you feel good
And it makes you feel whole

When the spirit moves you
And it fills you through and through
Every morning and at the break of day

Did ye get healed?

Roba di misia lunedì, 22 giugno 2009 ore 13:57 | link | commenti |

da poesie d'amore per donne ubriache di alberto calligaris

 

Novecento

Disse che ne aveva abbastanza.

Che voleva una vita normale.

Voleva qualcuno che capisse l'arte contemporanea

la scrittura dei medici

i discorsi elettorali

i concerti

i lavori in corso

la poesia crepuscolare

gli psicologi

gli psichiatri

i consigli sull'eiaculatio

le statistiche su cosa mangia la gente dove dorme come scopa

perchè vive

la New Age

il femminismo

i pronostici sportivi

l'astronomia

l'astrologia

Porca troia dissi io,

cerchi qualcuno a cui piaccia il Novecento!

No urlò lei, voglio scopare nel Novecento,

e spense la luce.


Quando guardo il mondo

Certe volte quando guardo il mondo

dal tavolino del bar

una sorpresa come di convalescente mi assale

di qualcuno che è appena tornato alla vita

per tutto ciò che è normale

semplice

nascosto

una bustina di zucchero

la gente che entra

il rumore della strada

e mi dico

porca troia

non mi starò mica rincoglionendo come Montale?

 

Quando

Le poesie si scrivono di notte

quando tutti sono al buio

immobili nei loro letti

quando il frigorifero è l'unico rumore rimasto

quando la vita si spegne e il cuore rallenta

quando non te ne fotte un cazzo di nulla

di dormire di farti segne di guardare la tv

di domani di malditesta di cambiare il mondo

quando avevi un mucchio di idee e tutte sono scomparse e te ne è

rimasta solo una

che sei finito

che sei il più grande

quando ti guardi in giro e vedi solo borse di immondizie

quelli sono gli istanti in c'è qualcosa che ti appartiene

che puoi trattenere

o lasciare andare per sempre

e quello che resta

non è ancora poesia

sei solo tu davanti alla macchina da scrivere

e poi qualcuno entra dalla porta

e ti prega di andare a letto

che tutto ciò che vuole

sei tu

tu con le tue mutande da circo

i tuoi grandi discorsi

tu con tutte le tue donnine nude

e il tempo che hai passato a rincorrere una palla

tu giovane vecchio grasso famoso o rompiballe non importa

e tu le dici di sì

e andate a dormire per mano

rannicchiati uno dentro l'altro senza parlare

allora non hai bisogno di scrivere più poesie

lascia la poesia agli emarginati ai pazzi ai falliti

che non c'è nessun onore nello scrivere poesie

che quello di aver perso la propria vita

una notte in cui sei rimasto alzato

e lei è rimasta al buio

immobile

e quel giorno l'hai perso per sempre

mentre la tua poesiola del cazzo

è sempre davanti a te

inutile

come una puttana di domenica pomeriggio.

 

ogni volta che dipingo

ho un piccolo accordo con l'aldilà

ogni volta che dipingo

i miei pittori preferiti possono tornare sulla terra

aiutarmi a mescolare i colori lavare i pennelli

farmi un caffè

qualsiasi cosa

pur di tornare per un giorno solo sulla terra

sentirsi vivi.

stiamo tutti in salotto

con la tela in mezzo alla stanza

io sto con la matita in mano e aspetto che finiscano di discutere

ogni volta c'è un casino pazzesco prima di cominciare

Delacroix s'incazza con Warhol

Michelangelo tuona contro Pollock

Raffaello con il capo appoggiato sul petto di Tiziano

scherza con un pennello nel bicchiere di plastica

Rousseau il doganiere e Rubens giocano a carte in un angolo

Leonardo guarda dalla finestra passare gli autobus a due piani

Picasso non lo caga nessuno e se ne sta seduto in un angolo a

mangiarsi le unghie

viene mezzogiorno e io sono ancora con la matita in mano che

aspetto

dico ragazzi va bene a tutti se facciamo una pasta come l'altra volta?

vogliono tutti quanti mangiare con la televisione accesa

così la guardiamo per l'intero pomerigio

so già che non faremo nulla

mi finiranno le grappe e i cioccolatini come sempre

ma non posso chiedere di più

è già tanto che siano nella mia vita

e io nella loro

così vado a lavare i piatti e Leonardo mi dà una mano

visto che c'è ne approfitto

e gli faccio domande

tipo maestro cos'è l'arte?

lui dice arbè nun me sta a rompe i cojoni

ma io voglio sapere

insisto gli chiedo è solo Rubens quando dipinge

o è anche Mohammed Ali quando combatte

o Senna al volante?

E' notte e se ne vanno via

escono dalla porta battendomi sulla spalla ad uno ad uno

Leonardo mi dice però un pochino frocio sei eh?

Se ne vanno via e mi guardano

scendendo le scale

sorridono

facendomi cenno con la mano

per dire ci vediamo la prossima volta

imbarazzati per essere tutti morti

e non potere fare altro

vecchi campioni di calcio

che sentono ancora l'urlo della folla

tirando lo sciacquone del water. 

Roba di misia domenica, 21 giugno 2009 ore 11:41 | link | commenti (2) |

who can explain the thunder and rain
but theres something in the air

Roba di misia martedì, 16 giugno 2009 ore 16:21 | link | commenti |

deve. essere. così.

ma sì, le caramelle, i violini, le rose. porta. porta tutto. e un sufficiente numero di quelle bugie che si possono dire con sincerità, portale. non mi offendo. e la luna, i grilli e le sette di sera. e fiori senza nome. e pane e marmellata. tarallucci e vino. fragole e champagne. pomodoro e basilico. tutti i binomi migliori, collaudati, ma anche quello di noi due, ancora da inventare. porta. e parole e baci e i vestiti migliori da sfilare. non puoi sbagliare. sì, porta tutto il repertorio. ma chi te le ha raccontate tutte queste balle sulle donne? una donna di sicuro. ecco, per esempio chi te l'ha insegnata la storia sull'orologio biologico? che palle, non se ne può più. tutte queste teorie, eh? chi te le ha propinate? che noia. lasciale a casa le teorie. fammele dimenticare, capovolgile, camminaci sopra pesante mentre mi vieni accanto. ecco, arriva e fammi stare zitta. porta quella parte di te che non incornicia domande. la parte di te che non risponde a quelle mie, che tra l'altro non ricordo più. resuscita canzoni meravigliose. e assolvi cesare cremonini, dai. ammettilo, come si fa a non essere annientati dalle ultime frasi di quella canzone lì? porta tutto. e soprattutto racconta. racconta e fatti raccontare cose piccole e purissime. quelle rimaste intatte, immuni da questi secoli di non amore stratificati sul cuore. porta tutto. portati. io sono qui, e non ho più voglia di chi non c'è. non ho più voglia di capire la forme delle assenze e sono stanca. stanca. stanca di credere che non ci credo più, ma talmente stanca che come niente, toh, ci credo di nuovo. 

 

Roba di misia lunedì, 15 giugno 2009 ore 16:16 | link | commenti (9) |

inno dall'uragano_charles bukowski
 
ho pagato i miei debiti a Macon, sono impazzito a Tennessee,
ho trovato l'amore di Dio a St. Louis,
e ho levato le chiappe da .
ho trovato la puttana dal cuore d'oro a Glendale,
e sono scappato anche da quella.
mi sono sbattuto per un po' lungo la Linea Mason-Dixon,
sono tornato in me a New Orleans,
ho spedito una lettera a casa, e mi sono trovato con il culo
per terra a Houston.
ho cominciato a sedermi al centro del bancone invece che giù in
fondo.
mi sono fatto pizzicare 3 volte di fila dalle parti degli Appalachi.
ho sposato una donna con il collo paralizzato che è morta in India
senza che nessuno la reclamasse.
il nome del primo cavallo su cui ho scommesso era Royal Serenade
ed è morto un bel po' di
tempo fa.
il luccichio che mi piace di più è quello del primo bicchiere della
sera.
sentirò per sempre le ruote della corriera Greyhound che mi
portava in nessun posto.
Johnny Cash cantava "ho ammazzato un uomo a Reno solo per
guardarlo morire" mentre i
carcerati esultavano.
in cella con il nemico n. uno nella prigione di
Moyamensing (di
notte russava).
le mie donne mi dicono che sono matto a causa dei miei genitori.
a volte mi sento come un bambino senza madre.
il mio colore preferito è il giallo e la mia colonna vertebrale pure.
i nove decimi dell'umanità si cullano nell'autocommiserazione
e l'altro decimo
fa in modo che sembrino commiserevoli.
il ratto e lo scarafaggio sono i più potenti memento della tenacia
della vita.
la cosa più bella per me è sempre stata vedere la paura negli
occhi di un bullo.
la cosa più triste erano le donne anziane che annaffiavano
i gerani alle 2 del pomeriggio.
quel che ho imparato è stato farlo adesso nonostante
le conseguenze.
e un'altra cosa che ho imparato è che una cosa detta una volta
poteva
diventare falsa in fretta.
 
ho pagato i miei debiti a Macon, sono impazzito in Tennessee,
mi sono ritrovato al secondo piano di un hotel ad Albuquerque (le
cimici
hanno mangiato bene).
mi sono ritrovato in una squadra di operai delle ferrovie che
andava ad ovest e non mi sono dannato
per un seggio in Parlamento.
ricordo la ragazzina che mi ha fatto vedere le mutande quando
avevo otto anni.
ricordo i tram rossi, e i terreni vuoti tra
le case di Los Angeles.
ricordo che la ragazzina che ha fatto vedere le mutande a mezza
città le aveva
fatte vedere a me per primo.
sono sempre stato un codardo a cui non fregava niente di niente.
sono sempre stato un coraggioso che non ha cercato di vincere.
ho compreso che scopare le femmine era un dovere sociale come
fare soldi.
 
ho pagato i miei debiti a Tennessee, sono impazzito a Macon.
 
non avevo idea della questione bianchi-neri e
mi sono seduto in fondo a un tram a New Orleans.
detesto la politica e detesto le risposte ovvie.
ho pagato i miei debiti a Kansas City Est.
ho spaccato il muso a un tipo di 120 chili alto 1 e 9 a Philadelphia.
però a Miami sono rimasto a terra quando uno di 75 chili mi ha
steso
con il primo pugno.
lo stato d'animo è lo Stato dell'Unione.
quello che vuoi fare e quello che devi fare sono la stessa cosa.
una volta ho visto un marinaio che lottava con un alligatore e
l'alligatore ha mollato.
 
solo la gente noiosa è annoiata.
solo le bandiere sbagliate restano alte.
la persona che ti dice di non essere Dio in realtà la pensa
diversamente.
Dio è un'invenzione dei falliti.
l'unico inferno è il posto dove sei.
 
sono passato per Dallas e ho attraversato a tutta birra Pasadena.
non ho mai pagato i miei debiti perchè non c'era nessuno
a incassare.
ho frantumato due specchi a figura intera e mi stanno ancora
cercando.
sono entrato in posti dove nessun uomo dovrebbe andare mai.
sono stato picchiato senza pietà e lasciato lì per morto.
ho bernoccoli su tutto il cranio per via dei manganelli ecc.
gli angeli si pisciavano addosso per la paura.
sono una persona stupenda.
 
anche tu lo sei.
e lei.
come lo è il martellare giallo del sole e lo splendore del mondo.

Roba di misia venerdì, 12 giugno 2009 ore 10:38 | link | commenti |

forse

dovrei 

ridisegnare

i margini

del cuore. 

Roba di misia martedì, 09 giugno 2009 ore 16:52 | link | commenti (3) |

it takes courage to enjoy it
the hardcore and the gentle

Roba di misia martedì, 09 giugno 2009 ore 15:59 | link | commenti |

Roba di misia martedì, 09 giugno 2009 ore 09:16 | link | commenti |

spettacoli di arte varia

quella mia di ieri notte non è stata una sbronza, no. è stata la sbronza. l'ho pagata vomitando ripetutamente un'anima di vino rosso sul prato del circo massimo. e sui miei pantaloni, anche. sono in un internet point dalle parti di piazza vittorio. davanti, a un metro da me, c'è un signore che prega verso la mecca. alla mia destra, in una cabina telefonica, una columbiana urla nella cornetta, continua a ripetere che manderà cento dollari domani. dietro di me, un tizio rutta una, due, tre volte. anzi, quattro.

Roba di misia domenica, 07 giugno 2009 ore 19:45 | link | commenti (6) |

...

Roba di misia giovedì, 04 giugno 2009 ore 15:25 | link | commenti |

e mo' che hai fatto la rima, sei più stronza de prima.

a volte torni
in un tuffo al cuore.
un sasso bianco
infrange l'acqua scura del petto
rimbomba in mille cerchi
e poi scompare.
il rimedio migliore
mi sento dire
è trovarne un altro
nuovonuovo
da scopare.
anche ora
l'acqua ingoia un altro sasso da dimenticare
e a quel rimedio
per quanto banale
io non trovo più ragioni
da obiettare.

Roba di misia mercoledì, 03 giugno 2009 ore 11:36 | link | commenti (4) |

it's in between I freeze.

You came to me this morning
And you handled me like meat.
You´d have to be a man to know
How good that feels, how sweet.
My mirror twin, my next of kin,
I´d know you in my sleep.
And who but you would take me in
A thousand kisses deep?

I loved you when you opened
Like a lily to the heat.
You see, I´m just another snowman
Standing in the rain and sleet,
Who loved you with his frozen love
His second-hand physique,
With all he is, and all he was
A thousand kisses deep.

I know you had to lie to me
I know you had to cheat
To pose all hot and high
Behind The veils of sheer deceit
Our perfect porn aristocrat
So elegant and cheap
Im old but Im still into that
A thousand kisses deep.

I'm good at love, I'm good at hate,
It's in between I freeze.
Been working out, but it's too late,
It's been too late for years.
But you look good, you really do,
They love you on the street,
If you were here, I'd kneel for you
A thousand kisses deep.

The Autumn moved across your skin,
Got something in my eye,
A light that doesn't need to live,
And doesn't need to die.
A riddle in the book of love,
Obscure and obsolete
Til witnessed here in time and blood
A thousand kisses deep.

And I'm still working with the wine
Still dancing cheek to cheek
The band is playing Auld Lang Syne
But the heart will not retreat
I ran with Diz, I sang with Ray,
I never had their sweep
But once or twice they let me play
A thousand kisses deep.

I loved you when you opened
Like a lily to the heat.
You see, I´m just another snowman
Standing in the rain and sleet,
Who loved you with his frozen love
His second-hand physique,
With all he is, and all he was
A thousand kisses deep.

But you dont need to hear me now,
And every word I speak,
It counts against me anyhow
A thousand kisses deep.

Roba di misia lunedì, 01 giugno 2009 ore 12:56 | link | commenti |

early dawning sunday morning

hanno scritto milioni di canzoni su ognuno di noi. a me stamattina basta sceglierne una per sentirmi meno sola e ridicola mentre mi muovo nel silenzio assoluto che custodisce il sonno della gente normale. fino a poco fa il cielo divideva la mattina in due metà perfette e opposte per colore e temperatura. davanti alla finestra aperta volevo scegliere su quale delle due puntare la domenica, poi, tempo di costruirmi un caffè e già una promessa d'acqua è arrivata a decidere per me allungando e facendo sbiadire l'azzurro. il vento forte gonfia le stanze, respira in tutta la casa, dalle finestre spalancate a ingoiare aria, dai muri nudi, freschi di bianco, come lenzuola stese ad asciugare. le rondini con le loro grida sottili, coi loro voli disordinati e testardi diffondono allerta contrastanti. dall'armadio pesco abiti larghi e morbidi nei quali perdere forma, confondermi e farmi leggera sulle ore a venire. con una biro profumata, di domenica mattina, si possono scrivere parole terribili, oppure sequenze di senso elementari, miracolosamente semplici. in questo caso, che c'è di strano a sentirle profumare di fragola e lampone? arriva un momento in cui le ragioni e i ruoli si capovolgono, il cuore si spopola e l'evidenza punta i piedi, sola, in mezzo a una piazza vuota. ecco. per parlare di me prendi in prestito parole ancora calde, intrise di terra e sole, portate fin qui da viaggiatori con fiato e lo sguardo assai più lunghi dei nostri messi insieme. per parlare di me devi prima portarmi lontano, in un luogo dove disimparo e dimentico. forse lì, non dove sono ora, mi vedresti sorridere come fossi finalmente tornata a casa, contro il sole stringere gli occhi spettinata da un vento che da sempre mi auguri di incontrare, ovunque vada. con una biro profumata io posso scrivere quasi tutto e tornare a farmi intera. il vero viaggiatore sa che c'è una terza strada nascosta tra il resistere e l'arrendersi, fuggire. sa, chi viaggia davvero, dell'esistenza di fughe tutt'altro che vigliacche. prima però bisogna aver imparato a memoria le proprie verità, fotografato a mente il proprio odio e il proprio amore, solo dopo andare. non si può avere coraggio anche per chi non ne ha. 

Roba di misia lunedì, 01 giugno 2009 ore 12:31 | link | commenti (2) |


vengo anch'io

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