fire on babylon

mi sono appena resa conto che le condizioni della stanza dove lavoro, ma soprattutto quelle del mio tavolo, riflettono perfettamente il mio stato mentale dopo questi ultimi giorni di delirio. libri, fogli volanti, post-it impazziti. carte su carte su carte. impilate malamente, in equilibrio instabile e senza alcun criterio di priorità. le cose più importanti infatti, non so perchè, finiscono sempre sotto. è una delle regole del disordine. e secondo questo criterio forse, sotto a tutti questi strati di carta c'è pure quella parte di tempo che ho regalato a questo circo. e, ancora più sotto, ci sono io che ogni tanto mi dimentico di essere un tantino più importante di tutto quello che c'è sopra. una mia amica ieri sera mi ha chiesto come stai? e io ho attaccato un pippone sul perchè e sul percome un posto del genere meriterebbe di essere raso al suolo o divorato dalle fiamme. certi giorni sono per le soluzioni drastiche in barba alla mia leggendaria (e fantomatica) bontà. poi per sdrammatizzare le ho detto come sistemerò le cose quando diventerò la regina dell'universo. però nel frattempo, ecco, questo è il mio tavolo, poco più in là potete vedere la scrivania della mia collega che (anche) oggi non c'è e che quando c'è sarebbe meglio se non ci fosse. è di un ordine asettico e finto. io ci credo ancora che le cose potrebbero andare meglio di così. avrei pure delle idee per migliorarle. idee che non hanno niente a che vedere con cariche esplosive o con un uso appropriato di benzina&fiammiferi. insomma, ci provo, continuo a provarci ogni giorno a fare la mia piccola parte, ma certe volte, tipo ora che guardo la differenza tra le due scrivanie, mi viene la tentazione di pensare che non serva a niente.

Roba di misia martedì, 27 febbraio 2007 ore 11:47 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   28 Febbraio 2007 - 22:56
 
"del luogo di lavoro", insomma
un saluto
f.
utente anonimo

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vengo anch'io

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