poesia da cinque euro

ieri notte mi hanno svegliato due tizi ubriachi che litigavano sotto casa mia. non so perchè alla gente piace tanto litigare sotto casa mia di notte. non è un quartiere tranquillo signora mia. uno dei due tizi di ieri aveva indebitamente prelevato dal portafogli dell'altro cinque euri. sono andati avanti mezz'ora a urlare insultandosi a vicenda e rinfacciandosi 'sti benedetti cinque euri. io, nella semilucidità del dormiveglia avevo anche pensato di tirarglieli dalla finestra i cinque euri. magari pure dieci tiè, crepi l'avarizia. così facevano a metà e la smettevano di litigare. magari in monete spicce, che dal terzo piano quando arrivano giù fanno più male. insomma mentre dormivo e non dormivo m'è venuta in mente una poesia. che a me quando mi sto per addormentare mi vengono sempre in mente delle signore poesie. ogni volta che sto lì lì per perdermi nel sonno e una poesia si affaccia io mi dico alzati, piglia una penna, un foglio, scrivitela sennò domani mattina non te la ricordi più. invece continuo a pensare adesso mi alzo-adesso mi alzo finchè non mi addormento e -disturbi alla pubblica quiete permettendo- mi sveglio la mattina dopo che la poesia non esiste più, se l'è mangiata la notte e ingoiata il sonno avido. così è successo pure per la poesia di ieri; mano a mano che nasceva mi sembrava proprio la poesia che era giusto scrivere in questo momento qua, per me. via via che la pensavo veniva su proprio bella la poesia mia. oggi, l'unica cosa che ricordo di lei è che era una poesia un pò triste, che diceva qualcosa del tipo c'è un peso sul fondo. poi diceva qualcosa sull'estate. e mi pare proprio che ripetesse la parola mare. io ci ho pensato su un pò, per cercare di ricordare meglio, ma l'unica cosa di senso compiuto che sono riuscita a tirare fuori con questi pochi ingredienti è questa :

c'è un peso sul fondo dell'estate.

tutti al mare

tutti al mare.

Roba di misia martedì, 17 luglio 2007 ore 17:29 | link | commenti |


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