soul captives are free

le tre. mi stendo sul letto e mi addormento coi capelli ancora bagnati dalla doccia. finalmente pulita, su lenzuola pulite. intorno, il caldo, la mia stanza, le cose di sempre più il disordine di un ritorno lunghissimo e complicato. un bagaglio da disfare, cicli di bucato e biancheria da disinfestare e nostalgie da tenere a bada. mi sveglio ora, con gli occhi semichiusi e confusi dal sonno passo i primi secondi al buio, a guardarmi intorno nel tentativo, lentissimo, di passare in rassegna le forme, decifrare i mobili  e le sensazioni più immediate prima di capire di  essere a casa. casa è un concetto relativo. almeno per ora. ora che è notte e che trovarmi qui mi fa sentire lontana, lontanissima, invece che giunta a destinazione. ora che dovrei dormire invece di stare davanti alla luce bianca di questo monitor a scrivere di doverlo fare. dici che sono come un elastico. che ho ancora tanti mattoni per costruire il mio muro. vorrei che mi vedessi ora. ma quale elastico? quali muri? completamente scoperta. come uno spago. come un campo incolto,  infinito. a perdita d'occhio. senza perimetri a segnarne la proprietà e a rassicurare questo cuore scardinato e carico di tesori che ho riportato a casa, nel suo letto. persa, tra tutto ciò che dovrebbe essermi familiare. fumo, leggo,  riprovo ad addormentarmi.

Roba di misia sabato, 01 settembre 2007 ore 01:02 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   02 Settembre 2007 - 15:28
 
depre post vacanza?
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vengo anch'io

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