mighty like a rose

prima di spegnere la luce e addormentarmi mi guardo intorno e la carta da parati mi appare in tutto il suo tragico pallore fatto di buchi e ombre scure di quadri che stavano appesi lì lì e lì. la strada è silenziosa, le persiane socchiuse e la finestra un pò aperta. approfittando del vuoto intorno lo stereo al volume minimo diffonde i miracoli delle mani di art tatum. io penso diosanto senti questo come suona e sono felice in un modo piccolissimo, tutto mio. felice che non ci siano ancora quadri sedie tavoli librerie ad occupare lo spazio cosicchè le note possano infilarsi dappertutto, scivolare lungo i muri, strisciare, rimbalzare sul pavimento, raggiungere  ogni angolo, rimbombare, dilatarsi e perfino sdraiarmisi accanto. al di là della parete abita un vecchio un pò sordo con la passione per i dibattiti televisivi. a volte  lo sento borbottare qualcosa coperto dalle voci che borbottano qualcos'altro in tv. penso a tutta questa gente che parla parla parla. penso a questa deriva isterica dalla quale rischiamo di farci inghiottire. penso, a tale proposito, che a me beppe grillo, sinceramente, non so neanche spiegarmi bene perchè, m'avrebbe già rotto abbastanza le balle. penso poi a cose più serie, tipo il colore delle tende che comprerò. con la testa sul cuscino e lo sguardo che si muove per la stanza scelgo, con la telecinesi, la disposizione della sedia del tavolo della libreria, cioè di tutto ciò che ancora non c'è. arriva il sonno, spengo la luce, sorrido. poi mi rendo conto che sto sorridendo, da sola, in una stanza semivuota e mi sento ridicola, talmente ridicola che sorrido di nuovo. mi addormento immaginando art tatum, seduto davanti a un piano, mezzo cieco, rovinato, ma con le mani la testa e il cuore collegati tra loro.  




Roba di misia martedì, 09 ottobre 2007 ore 11:24 | link | commenti |


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vengo anch'io

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