non saprei come dirtelo senza dirtelo che ho perso di vista quel punto che tenevo fermo per avvicinarmi. non mi oriento più in questo spazio nel quale incontro solo me stessa. è banale l’assenza che si allunga da una stagione all’altra, eppure mi manchi sempre come l’estate perenne che ci portiamo dentro. mi manchi con una fitta gelida di due secondi netti tra il cuore e la pancia. mi manchi e ritaglio a memoria forme per il tuo non essere mio tanto che ora sei quello che non sei nei posti in cui non ti trovi a fare le cose che non fai. non saprei come dirtelo senza dirtelo che ho già dato prova di me in questo esercizio di agilità e raziocizio che allena corpo e anima a giocare entro i limiti tacitamente pattuiti. ho già sostenuto l’esame di invisibilità. già appurato che so farmi senza peso da sostenere o forma da considerare. senza labbra da baciare mani da stringere gambe capelli schiena e tutto il repertorio tridimensionale da accarezzare. già sperimentate con disastroso successo tutte le possibili combinazioni di questo aiutarti a credere che no non sei stronzo no non fa male e no non c’era altro da fare o da dire. ti ho dato una versione di me che mi annoia a morte. ha un prezzo troppo alto la sincerità che non mi vuoi comprare? non saprei come dirtelo senza dirtelo quanto banali siano i miei stessi giri di parole e quanta dignità si concentri invece nella semplice domanda che ti vorrei fare.

Roba di misia martedì, 20 novembre 2007 ore 15:55 | link | commenti (2) |


Commenti
#1   03 Dicembre 2007 - 17:37
 
sto ferma qui da giorni.
di tutto questo tuo, che faccio mio indebitamente, è "dignità" che mi lacera. fino a ieri.
perché ieri, nel perderla, l'ho acquistata.
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#2   04 Dicembre 2007 - 09:14
 
a volte la dignità funziona così.
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