nonostante il vento nonostante i passi...

quelle sere di fine estate quando venivo a cena lì e la casa era piena di scatoloni di robe ammassate da buttare da portare via c'era un'aria appesa da fuga scomposta da trasloco scriteriato c'erano le cose che parlavano di un'assenza e c'era pure la tua gatta bellissima che girava per le stanze annusando tutto come fosse la prima o l'ultima volta non si lasciava mai prendere la gatta tua ma guardava in quel modo che metteva soggezione c'era il balcone dove cenavamo e passavamo la notte a parlare a fumare ad ascoltare la musica bassa che arrivava dallo stereo dentro casa e io ti facevo ridere pure se non c'era niente da ridere non c'erano soldi non c'era lavoro non c'erano più padri da biasimare o da curare c'era un perdono semplice e istintivo che scendeva su tutti gli errori su tutte le cose quelle da buttare e quelle da conservare il tempo non esisteva o comunque non passava di là le ore erano immobili e a volte come ora che sono stanca di correre mi mancano quelle notti che rimangono come cristallizzate e perfette lì in quella casa che non c'è più la gatta invece c'è ancora io non riesco a fermarmi mai veramente da nessuna parte perchè il tempo arriva sempre prima di me e tu sei proprio uno stronzo io pure a modo mio un pò stronza lo sono diventata anche per merito tuo tanto però lo sai che ti voglio bene e che mi manchi lo stesso ciao

Roba di misia giovedì, 24 gennaio 2008 ore 17:13 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   24 Gennaio 2008 - 22:45
 
inarrestabile flusso di coscienza
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente OneImaginaryBoy

Commenti


vengo anch'io

*loading*