considerato che siamo ancora al 19 febbraio e considerata la mia attuale situazione finanziaria non proprio felice, ho buttato giù mentalmente un elenco di priorità consumistiche che intendo rispettare pedissequamente al fine di affrontare con serenità e consapevolezza eventuali prossime ristrettezze. in vetta al mio elenco c'è l'imprescindibile acquisto di generi di prima necessità. quelli li ho tenuti fuori dalla contrattazione con me stessa perchè, insomma, va bene uno stile di vita morigerato, ma non aspiro all'ascetismo. quindi toglietemi tutto, ma non la mia razione settimanale di emmenthal, che poi sarebbe la mia fissa alimentare del momento. detto questo, allontanandosi dai primi posti della hit parade le voci dei beni e servizi che ho inserito, da bisogni primari, secondari e così via si trasformano in bisogni indotti, poi sempre meno bisogni e sempre più indotti, fino a rivelare la loro dissennata natura di futili frivolezze da bandire o procrastinare a tempi migliori. ho un amico preziosissimo che quando gli racconto queste mie cose, invece di replicare come farebbe "un bracciante lucano, un pastore abruzzese o una casalinga di Treviso", mi dà dei signori consigli applicando alla vita di tutti i giorni e alle mie misere finanze, le più alte leggi dell'economia politica e del management aziendale. la qual cosa forse non mi tornerà utile in termini pratici, ma di certo mi fa sentire come se fossi parte di un qualcosa di più grande di me, tanto grande da farmi quasi dimenticare che il vero problema non è l'asimmetria informativa o il mercato con la emme maiuscola, no. il problema è arrivare alla fine del mese, ma ancora di più evitare di andare a infoltire l'esercito di quelli che dissertano sul prezzo delle zucchine alla fermata dell'autobus o in fila all'ufficio postale. detto questo, è superfluo sottolineare che nella mia classifica, l'acquisto della libreria di cui avrei avuto bisogno (notare l'uso del condizionale passato) è slittato agli ultimi posti. stessa sorte per il lettore mp3 nuovo, sebbene quello vecchio ormai mandi avanti i brani di sua sponte e mi punisca con simpatiche schicchere elettriche nei timpani, il che, non per fare la difficile, ma non è propriamente il massimo per un lettore mp3. insomma, ho come la sensazione che per un pò di tempo ancora continuerò ad essere circondata da libri impilati in colonne vacillanti. ma poi, alla fin fine, di che mi preoccupo? la vita è bella e io magari fra un pò non potrò permettermi neanche i libri. quindi che me ne farei di una libreria nuova? soprattutto se sarò passata a miglior vita folgorata dal lettore mp3. bzzzzz bzzz bzz

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