mentre un piccione passeggia sul cornicione

prima o poi devo provare a buttare giù una lettera a quello scrittore. poi, chissà, magari gliela spedisco pure. per ora l'ho costruita solo nella mia testa. vorrei raccontargli del giorno in cui ho comprato il suo libro: mi aspettava un viaggio in treno abbastanza lungo, nel portafogli avevo solo 5 euro e nella libreria della stazione termini la sua raccolta di racconti costava 4 euro e 95. giuro, è andata proprio così. avessi avuto 20 euro da spendere ora non sarei qui a pensare alla lettera, ai racconti che ho letto e a tutto quello che ne è derivato. quel libro lì, stando a quanto mi dice un amico, pare essere introvabile, anche provando a ordinarne l'acquisto via internet. questo impedimento potrebbe essere sufficiente a discolparmi agli occhi dello scrittore, dall'onta di aver fotocopiato e scannerizzato un racconto in particolare allo scopo di diffonderlo ad alcune persone che ho ritenuto potessero trovarci dentro qualcosa. è un racconto di un viaggio in treno, o meglio, dei pensieri che accompagnano un viaggio in treno. è una storia che non finisce: non c'è la stazione di arrivo, non ci sono passi lungo il binario, nessuno ad aspettare o quantomeno un indirizzo da raggiungere. non c'è l'epilogo della vicenda narrata o compimento dell'azione che ha spinto il protagonista a intraprendere il viaggio. ma poi, dico io, la mancanza di fine non è l'unica fine possibile di tutte le cose? dipende da quello che intendi con la parola fine, mi risponde il mio alterego cacacazzi. già. è vero pure che in ambito letterario o cinematografico, questi finali aperti (o appesi) possono risultare piuttosto irritanti o gratuiti. a volte però li trovo infinitamente più realistici di una conclusione, lieta o meno che sia, costruita a tavolino. che poi uno ci prova pure nella vita a costruirsi i finali a tavolino, questo però è un altro discorso e per ora lo lasciamo perdere visto che non ho ben capito dove vuole andare a parare. insomma a me leggere quel racconto lì in quel momento, m'ha fatto bene e allo scrittore vorrei riuscire a spiegare come e perchè. la seconda cosa che vorrei raccontare nella lettera è che dopo quei racconti, ho letto anche un altro libro dello scrittore, bello pure quello. questo secondo libro però non l'ho comprato, ma preso in prestito in biblioteca. dunque: io non sono una feticista del libro, o almeno non lo sono nel senso che bramo diventarne la legittima e unica proprietaria. riconosco nel libro come oggetto in sè qualcosa di grandemente libidinoso, ma a procurarmi emozione non è l'acquisto o il collezionismo di libri (tranne forse per quelli usati o legati a qualche ricordo particolare). naturalmente essere circondata da libri mi piace, mi dà un senso di sicurezza, ma fondamentalmente per me la lussuria del libro si concentra nel momento preciso in cui lo si tocca per aprirlo, leggerlo, voltarne le pagine. stop. mi piacciono i libri della biblioteca. l'idea che siano passati attraverso altre vite, per tante mani, case, borse. volumi di poesie che si aprono lì dove sono stati letti di più, sottolineature, piccoli appunti ecc. ecc. mi fa sentire in compagnia leggere pagine già vissute da qualcun altro prima di me e mi piace l'idea di quell'oggetto che materialmente è mio solo per un tempo determinato, ma che una volta letto sarà davvero mio, per sempre. insomma qualcun altro, proprio con il libro di quello scrittore, aveva fatto qualcosa di molto tenero secondo me. per un errore di stampa, credo, mancava la numerazione delle pagine dispari e quel qualcuno si è messo lì a scrivere i numeri a matita. 1 3 5 7 9 e così via, fino all'ultima pagina. a me questa è sembrata una cosa che a uno scrittore farebbe piacere sapere. ma sai che gliene importa a quello dice l'alterego cacacazzi.

Roba di misia venerdì, 21 marzo 2008 ore 11:45 | link | commenti (4) |


Commenti
#1   24 Marzo 2008 - 20:36
 
gli incontri casuali con certi libri hanno un fascino particolare, e in realtà penso che niente sia veramente casuale.
quella lettera la spedirei, prima o poi.
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#2   31 Marzo 2008 - 12:45
 
Che libro è? Anzi, quali libri e di quale scrittore?
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#3   31 Marzo 2008 - 13:20
 
questo è il giardino.
fantasmi e fughe
giulio mozzi
belli, da leggere in quest'ordine, secondo me.
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#4   31 Marzo 2008 - 22:35
 
Scrivigli, secondo me gli farebbe piacere.
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