passa il suono concentrico e decrescente di una sirena mentre il cielo lentamente si fonde col sole e stinge in un celeste tiepido_l'unica cosa che chiedi è un silenzio forte abbastanza da coprire le suonerie dei cellulari e le telefonate della gente intorno_oppure un vuoto leggero da scaldare e rendere familiare con la musica e con la mia voce che mormora ammissioni_in questo spazio mi muovo bene ed evito di toccarti e pensare quello che fingi di aver dimenticato_se ben ricordo non ho chiesto di essere l'incarnazione della tua coscienza_quello è un vestito che mi va stretto e corto_mi preferisco di gran lunga nuda_non per provocazione ma per onestà_nuda e senza punteggiatura a dare sfumature alle frasi_finchè riesco a farti sorridere in quel modo qualcosa è salvo_tu in cambio aprimi le spalle_liberami il fianco_piegami le labbra nell'angolo che sai_ potevi portarmi a letto prendendomi per mano_o rimboccarmi le coperte con rabbia come fossi un senso di colpa che non vuole addormentarsi quando glielo ordini_seppellisco l'alfabeto del sarcasmo nel fondo delle tazzine_oppure lo mastico lettera per lettera  assieme ai canditi_in tua assenza ho disegnato solo quello che vedevo restando seduta_la cucina a gas_una pentola col coperchio sbagliato_una bottiglia di vino a metà_il noce lì fuori incastrato in una finestra_gli sbuffi trasparenti di una tenda_un rubinetto sulla geometria ottica delle maioliche_tutto è in attesa delle tue mani_ma non c'è da distillare nostalgia in queste ore nuove che non si somigliano mai_in fondo l'unica cosa che rimane da aspettare è ciò che per sua natura non può essere aspettato_una sorpresa_che venga a smentire_a smontare le verità che distraggono dai desideri_avanti il prossimo

Roba di misia venerdì, 28 marzo 2008 ore 11:38 | link | commenti |


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