prima che tu dica -pronto-

il bisogno di sentirsi dire mi manchi. ci pensavo poco fa tornando a casa. la strada era deserta e camminando passavo accanto alle inferriate dei cortili dalle quali straripano i gelsomini in fiore. sono nuvole bianche che attirano lo sguardo e mi svegliano i sensi. il loro profumo poi, di notte si scioglie e si diffonde mischiandosi all'aria tiepida. annusavo l'aria e ho desiderato di  mancarti, ancora, sempre. essere nelle cose che vorresti vedessi anch'io e delle quali dicevi di volermi sentir parlare. camminando mi è tornato in mente il racconto di calvino, nel titolo. in questi tempi di telefonate facili e perlopiù inutili, dovrebbero leggerlo tutti quel racconto lì. ti fa capire che per l'altro si esiste in maniera più forte, irresistibile, nell'istante prima di quando si è veramente, di quando si compare fisicamente o con la propria voce, pronunciando un -pronto- appunto. e non mi riferisco alle aspettative romantiche, al desiderio che possono maturare in noi durante e attraverso quell'attesa, non c'entrano. parlo dello stato in cui ci si trova quando, ad esempio, ci si dà appuntamento, si sta lì nel luogo X e pur non essendo ancora insieme ci si possiede veramente. devo spiegarmi meglio? l'ha fatto calvino, a modo suo. pensavo pure a quel racconto in cui il protagonista le parole mi manchi se le vede recapitare attraverso una brevissima lettera ricevuta da una donna lontana. mi manchi. che non vuol dire ritorna, non vuol dire eccomi. non è un invito implicito o un pò vigliacco a fare qualcosa, a smetterla, di mancare. a volte significa semplicemente ammettere l'inconfutabile: non ci sei. non sei qui e questa assenza è fatta di te, ha la tua forma, esiste al posto tuo. a volte si desidera anche questo, una conferma di continuare ad essere presenti in questo modo ambiguo, perfino un pò scomodo e per assurdo ingombrante, comunque difficile da spiegare perfino a sè stessi. verrebbe da pensare che è ben poca cosa, un contentino patetico forse, ma invece è diverso dal non esistere, dal trovarsi a un passo dall'essere dimenticati. in una vita in cui le persone e le cose devono ribadirci continuamente la loro presenza, in questo continuo pensare e parlarsi attraverso pronomi, dimenticando di pronunciare i nomi, o le parole io e te, ci sono angoli di penombra dove c'è qualcuno che non c'è. un posto dove ogni tanto ci si incontra e si riprendono discorsi e baci, dal punto esatto in cui si erano lasciati in sospeso l'ultima volta. mi vergogno tanto ad ammetterlo a me stessa, figuriamoci a scriverlo, ma io ogni tanto controllo che la tua mancanza ci sia ancora. sei un luogo bello dentro di me, cresci con me, mi tieni libero uno spazio d'anima dove posso portare cose, o andare a riposare. non lo so spiegare meglio. mi manchi, tanto, proprio come se fossi qui.  

Roba di misia mercoledì, 28 maggio 2008 ore 23:53 | link | commenti (19) |


Commenti
#1   29 Maggio 2008 - 10:06
 
m'è venuto un nodo in gola a leggere queste parole..
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#2   29 Maggio 2008 - 10:32
 
mi hai commosso..
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#3   29 Maggio 2008 - 11:01
 
"[...] Io te vurria vasà, insiste la canzone
ma un pò meno di questo io ti vorrei mancare
io te vurria mancà,
più del fiato in salita
più di neve a natale
di benda su ferita
più di farina e sale.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei mancare,
io te vurria mancà."
[erri de luca]

..ma tu hai detto qualcosa di ancora più sottile
e delicato
e bello.
tu hai detto un mancare ancora più bello.

orio
utente anonimo

#4   29 Maggio 2008 - 11:09
 
dio che bello. da commuovere. da farmi sentire bene e male insieme. e nostalgica, perché vorrei ancora provare quel senso di mancanza.
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#5   29 Maggio 2008 - 12:01
 
http://ilfio

[..] Mancanze Sono giorni in cui ripenso a tante cose che fanno parte di un passato non tanto remoto. Mancano alcune emozioni, mancano quegli abbracci. E quando leggi parole come queste, dentro c'è una deflagrazione: la cogli chiaramente. Ci sono [..]
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#6   29 Maggio 2008 - 12:34
 
sono una frana in queste cose.
tipo che se questa fosse una stanza, adesso io entrerei esordendo con qualcosa di davvero cretino per mandare via nodi in gola e lucciconi. e per non essere presa sul serio che è una cosa alla quale non sono avvezza. insomma rega', sul balcone c'ho due piante di menta che stanno diventando e-n-o-r-m-i. questi sono i veri problemi eh. ieri sera me le guardavo e pensavo:qua tocca darci giù pesantemente col mojito.
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#7   29 Maggio 2008 - 13:02
 
mi offro volontaria per i mojito. insieme ci mettemo du' melanzane con la mentuccia giusto pe' assorbi' la botta.+
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#8   29 Maggio 2008 - 13:09
 
apposto. melanzane e mojito. ma chi c'ammazza?
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#9   29 Maggio 2008 - 14:03
 
Non so. Forse complice Ben Harper in sottofondo che canta "another lonely day", ma ho sentito il groppo in gola leggendoti.

Fra
utente anonimo

#10   29 Maggio 2008 - 15:07
 
freeeeeesiaaaa eddaje co' quei mojitooooo qua c'è un altro groppo da mandare giù!!!
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#11   29 Maggio 2008 - 15:58
 
ma i mojito nun li dovevi fa' te? e che devo fa tutto io qua?!
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#12   29 Maggio 2008 - 15:59
 
(me offrivo per berli, che avevi capito?)
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#13   29 Maggio 2008 - 17:47
 
"mi vergogno tanto ad ammetterlo a me stessa, figuriamoci a scriverlo, ma io ogni tanto controllo che la tua mancanza ci sia ancora. sei un luogo bello dentro di me, cresci con me, mi tieni libero uno spazio d'anima dove posso portare cose, o andare a riposare. non lo so spiegare meglio. mi manchi, tanto, proprio come se fossi qui. "
.....................................
Trovo questo che hai scritto in particolare, bello, bellissimo e molto vero.. anche per me!

Ci sono "mancanze" che ti fanno compagnia.
Il solo unico guaio che si portano dietro è che, curandole così, non riusciremo mai a superarle, mi viene da dire banalmente,
a trasformarle in altre "mancanze", di quelle però che durano il tempo in cui quella persona poi arriva e vede il gelsomino e sente le nuvole di profumo che risvegliano i sensi...
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#14   29 Maggio 2008 - 20:07
 
Mi accontento anche di un white russian, che mi piace pure di più.
Che poi penso al Drugo e sorrido ;)

Fra
utente anonimo

#15   29 Maggio 2008 - 21:52
 
sono d'accordo, non volevo dire di curare le mancanze, se è questo che viene fuori da quel che ho scritto. è solo che certe persone meritano di continuare a conservare un posto in noi. e lo fanno, senza chiedere il permesso, senza che ce ne rendiamo conto fin quando non arrivano i gelsomini o chi per loro. la loro presenza prende la forma di un'assenza, ma a sentire bene ci si accorge che sono qualcosa di vivo, semplicemente ormai sono (siamo?) noi stessi. ci seguono e non chiedono nulla, non vogliono nodi in gola, occhi lucidi. vogliono che viviamo davvero con la giusta intensità, vogliono cose belle, come gelsomini e mojito a fiumi. sono le persone che ci hanno voluto (ci vogliono) veramente, ma veramente bene. troppo zucchero dentro 'sto mojito eh? daje col limeeeeeeee
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#16   29 Maggio 2008 - 23:19
 
sì, ma pure tanta menta, così stamo fresche.
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#17   01 Giugno 2008 - 06:42
 
insomma, si desidera comunque "il pensiero" di qualcuno, avere qualcuno da coccolare come il tamagochi. Che ci sia o meno non ha importanza, fisicamente.
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#18   01 Giugno 2008 - 10:13
 
insomma, no.

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#19   01 Giugno 2008 - 11:54
 
più o meno
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Commenti


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