da quel momento in poi ha smesso di porre e di porsi domande. all'inizio sono rimasti i dubbi. i pensieri però non finivano più col punto interrogativo. e i dubbi diventavano pigri, tanto pigri che cominciavano a convincersi da soli che non ci fosse niente di cui dubitare. niente. ogni tanto sembrava come se, proprio come se, invece poi non ricordava più cos'era veramente, o cosa sembrava soltanto. dove era stato ferito e dove era stato accarezzato e come e da chi. un vuoto pneumatico nel cuore. il prima e il dopo si invertivano, si confondevano sciogliendosi l'uno dentro l'altro, creando nuove storie. si cominciava con un abbandono, un commiato, anzichè con un incontro. allora le vicende trovavano un senso. si finiva con il primo sguardo, le prime parole, il nome. inizio e fine capovolti creavano storie in cui gli era possibile perdonare il proprio assassino, ma non chi lo aveva amato. le azioni, le cause, le conseguenze. tutti i pezzi perdevano il loro ordine cronologico. fin quando il male  e il bene che t'hanno fatto o che hai provocato non trovano più ragione oppure se la spartiscono a metà. ecco, almeno credo che funzioni così. sì.

Roba di misia martedì, 15 luglio 2008 ore 17:57 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   16 Luglio 2008 - 14:25
 
mi commuovo.
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vengo anch'io

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