da poesie d'amore per donne ubriache di alberto calligaris

 

Novecento

Disse che ne aveva abbastanza.

Che voleva una vita normale.

Voleva qualcuno che capisse l'arte contemporanea

la scrittura dei medici

i discorsi elettorali

i concerti

i lavori in corso

la poesia crepuscolare

gli psicologi

gli psichiatri

i consigli sull'eiaculatio

le statistiche su cosa mangia la gente dove dorme come scopa

perchè vive

la New Age

il femminismo

i pronostici sportivi

l'astronomia

l'astrologia

Porca troia dissi io,

cerchi qualcuno a cui piaccia il Novecento!

No urlò lei, voglio scopare nel Novecento,

e spense la luce.


Quando guardo il mondo

Certe volte quando guardo il mondo

dal tavolino del bar

una sorpresa come di convalescente mi assale

di qualcuno che è appena tornato alla vita

per tutto ciò che è normale

semplice

nascosto

una bustina di zucchero

la gente che entra

il rumore della strada

e mi dico

porca troia

non mi starò mica rincoglionendo come Montale?

 

Quando

Le poesie si scrivono di notte

quando tutti sono al buio

immobili nei loro letti

quando il frigorifero è l'unico rumore rimasto

quando la vita si spegne e il cuore rallenta

quando non te ne fotte un cazzo di nulla

di dormire di farti segne di guardare la tv

di domani di malditesta di cambiare il mondo

quando avevi un mucchio di idee e tutte sono scomparse e te ne è

rimasta solo una

che sei finito

che sei il più grande

quando ti guardi in giro e vedi solo borse di immondizie

quelli sono gli istanti in c'è qualcosa che ti appartiene

che puoi trattenere

o lasciare andare per sempre

e quello che resta

non è ancora poesia

sei solo tu davanti alla macchina da scrivere

e poi qualcuno entra dalla porta

e ti prega di andare a letto

che tutto ciò che vuole

sei tu

tu con le tue mutande da circo

i tuoi grandi discorsi

tu con tutte le tue donnine nude

e il tempo che hai passato a rincorrere una palla

tu giovane vecchio grasso famoso o rompiballe non importa

e tu le dici di sì

e andate a dormire per mano

rannicchiati uno dentro l'altro senza parlare

allora non hai bisogno di scrivere più poesie

lascia la poesia agli emarginati ai pazzi ai falliti

che non c'è nessun onore nello scrivere poesie

che quello di aver perso la propria vita

una notte in cui sei rimasto alzato

e lei è rimasta al buio

immobile

e quel giorno l'hai perso per sempre

mentre la tua poesiola del cazzo

è sempre davanti a te

inutile

come una puttana di domenica pomeriggio.

 

ogni volta che dipingo

ho un piccolo accordo con l'aldilà

ogni volta che dipingo

i miei pittori preferiti possono tornare sulla terra

aiutarmi a mescolare i colori lavare i pennelli

farmi un caffè

qualsiasi cosa

pur di tornare per un giorno solo sulla terra

sentirsi vivi.

stiamo tutti in salotto

con la tela in mezzo alla stanza

io sto con la matita in mano e aspetto che finiscano di discutere

ogni volta c'è un casino pazzesco prima di cominciare

Delacroix s'incazza con Warhol

Michelangelo tuona contro Pollock

Raffaello con il capo appoggiato sul petto di Tiziano

scherza con un pennello nel bicchiere di plastica

Rousseau il doganiere e Rubens giocano a carte in un angolo

Leonardo guarda dalla finestra passare gli autobus a due piani

Picasso non lo caga nessuno e se ne sta seduto in un angolo a

mangiarsi le unghie

viene mezzogiorno e io sono ancora con la matita in mano che

aspetto

dico ragazzi va bene a tutti se facciamo una pasta come l'altra volta?

vogliono tutti quanti mangiare con la televisione accesa

così la guardiamo per l'intero pomerigio

so già che non faremo nulla

mi finiranno le grappe e i cioccolatini come sempre

ma non posso chiedere di più

è già tanto che siano nella mia vita

e io nella loro

così vado a lavare i piatti e Leonardo mi dà una mano

visto che c'è ne approfitto

e gli faccio domande

tipo maestro cos'è l'arte?

lui dice arbè nun me sta a rompe i cojoni

ma io voglio sapere

insisto gli chiedo è solo Rubens quando dipinge

o è anche Mohammed Ali quando combatte

o Senna al volante?

E' notte e se ne vanno via

escono dalla porta battendomi sulla spalla ad uno ad uno

Leonardo mi dice però un pochino frocio sei eh?

Se ne vanno via e mi guardano

scendendo le scale

sorridono

facendomi cenno con la mano

per dire ci vediamo la prossima volta

imbarazzati per essere tutti morti

e non potere fare altro

vecchi campioni di calcio

che sentono ancora l'urlo della folla

tirando lo sciacquone del water. 

Roba di misia domenica, 21 giugno 2009 ore 11:41 | link | commenti (2) |


Commenti
#1    30 Giugno 2009 - 22:22
 
Le ignorate per un po', aspettando il momento giusto. Lette ora. Mi piacciono molto. Cercherò altro.

Laretta
utente anonimo

#2    01 Luglio 2009 - 13:38
 
io ho questo libricino della coniglio editore che comprai alla fiera della piccola editoria di due anni fa. ricordo che con un amico, dopo tanto girare, conquistammo un posto a sedere su un divanetto e passammo un'oretta buona a leggere e ridacchiare.

p.s. presto spero di poter ufficialmente 'appiccicare' qui qualche poesia di una tizia che conosco.
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