cipria sull'aria che vibra di magico.

seduta in cucina, in un pigiama improbabile, mangio una nespola e ho voglia di scrivere senza sapere cosa. nessuna parola si ferma a parlarmi, nella testa solo pensieri intorpiditi dalle ore passate a percorrere le linee di pagine e pagine e pagine. non c'è un appiglio al quale assicurare una scusa plausibile per stare qui a digitare lettere, anzichè di là, stesa, ad attirare il sonno nel mio letto. al mare oggi c'era l'acqua fredda e pulita, le onde basse ma lunghe e forti. pochissime persone facevano il bagno, io invece ne ho fatti due. durante il secondo ho visto il bagnino in piedi sul bagnasciuga che sembrava proprio guardare me. mi ha un po' imbarazzato, ma anche fatto tenerezza, l'idea di poter dare pensiero ad un bagnino del litorale laziale. allora ho nuotato un po', lenta e morbida per mischiarmi alla corrente, poi ho guardato di nuovo e lui non c'era più. il sole, che mentre ero lì mi sembrava leggerissimo per via del vento, mi raggiunge adesso. torna in superficie, sulla pelle, restituendo tutto il calore della giornata trascorsa. c'è una dolcezza persistente che mi respira accanto. e mi segue di stanza in stanza, a piedi scalzi come me. vuole parlarmi, vuole che mi metta seduta, scelga la musica giusta e stia ad ascoltare. solo questo, ascoltare. io invece lavo i piatti, o pulisco il bagno oppure metto a posto i vestiti che ho seminato in giro in questi giorni indecisi. ma c'è sempre questa dolcezza che mi coglie di sorpresa, perchè quando penso che se ne sia andata altrove, come ha fatto il bagnino, la trovo ancora qui che mi guarda e mi fa male in un punto preciso del cuore e bene in un altro. non sapendo che fare, decido di non ascoltarla e faccio di tutto per dimenticare le domande che avrei da domandare. come se questo tempo non fosse cosa mia, mi distraggo intenzionalmente per non interferire. così, non ho richieste da fare, solo desideri da desiderare, in questa notte di finestre spalancate sull'estate addormentata e sui rumori improvvisi della strada che portano avanti il loro discorso. vorrei un divano verde, ma di un verde particolare, che no, non è questo, ma neanche quello. vorrei tante altre cose, a parte il divano. anche fuggire, volendo, è tra queste.    

 

Roba di misia lunedì, 29 giugno 2009 ore 01:18 | link | commenti (3) |


Commenti
#1    29 Giugno 2009 - 20:27
 
tu in grande stile, come sai fare bene, come sei.

Laretta
utente anonimo

#2    29 Giugno 2009 - 23:47
 
io a te lara ti vorrei la mattina, al posto della sveglia, che mi scuoti per un braccio, mi dici alzati e provi a farmici credere un po'.
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#3    30 Giugno 2009 - 00:18
 
ahah, grande! Proverò nella moltiplicazione di me in varie parti d'Italia, di questi tempi. Il mio entusiasmo contagioso lo voglio destinare tutto a te, cara.

Ma non ti servo per crederci, in fondo in fondo lo sai bene, che scrivi benissimo.

Laretta
utente anonimo

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