stefano scrive

Quando arrivai a Tarifa, la spiaggia di Bolonia mi riapparve nel suo perpetuo cambiamento.

La pineta che era in alto era stata semicoperta dalla sabbia.

Erano passati 12 anni da quando con Tony, Marta, Walter, Stefano, Mimmo, Serena ed Enzo eravamo stati qui.

Il vento era lo stesso, portava gli odori dell'Africa, la potenza agitata dell'oceano.

Il suo continuo soffiare, muove tutto, fa avanzare la sabbia fino alla cima della duna.

Ogni passo, ogni persona che la risale contribuisce a portare granelli sulla cima.

La sabbia tra i capelli, in bocca.

Questi granelli, pensavo mentre salivo, sono il tempo, prendono centimetri, non si fermano mai.

Gli alberi erano coperti per tre quarti del tronco, circondati a cono dalla sabbia.

Quando ti sdraiavi in discesa sotto ad un albero, la sabbia ti faceva scivolare verso giù piano.

A contatto con la pelle la sabbia ti dava la sensazione che fosse piena di vita propria, come un magma che avanza lento, trascinandosi e spingendosi avanti.

Rividi Stefano, Walter e Tony nella loro perpetua salita.

Ora già sposati, con figli, e rividi anche me stesso, che osservavo i miei piedi semisommersi dalla sabbia, perso a camminare fino all'esaurimento delle forze, ancora alla ricerca di quello che cercavo allora.

Tornando indietro, il vento ti soffiava in faccia, la pioggerella di sabbia ti punzecchiava e gli occhi semichiusi vedevano attraverso le ciglia.

Mi buttai giù con un salto a capriola verso il basso e rotolai sempre più forte.

Rotolavo come 12 anni prima.

Mi fermai in un tonfo sordo con il cuore che mi batteva forte e il fiato che sembrava totalmente aperto.

Una ragazza che saliva mi guardava e rideva.

Io sorrisi, come anni prima non le dissi niente.

Era la stessa persona o forse solo la stessa identica situazione.

L'unica cosa sicura era che io non ero cambiato ma solo più vecchio.

Roba di misia venerdì, 24 dicembre 2004 ore 16:13 | link | commenti |


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