sabato pomeriggio

Carver raccontava agli studenti del suo corso di scrittura creativa di aver pensato di non poter diventare uno scrittore un sabato pomeriggio, davanti al bucato da lavare e alla fila di persone che come lui aspettavano il loro turno nella lavanderia a gettoni. I veri scrittori non passano il sabato pomeriggio ad occuparsi dei panni sporchi. I veri scrittori hanno una stanza tutta loro e un tavolo con sopra una macchina da scrivere che aspetta solo di essere suonata a dovere per far cantare le loro parole. A casa ad aspettare Carver invece c'erano una moglie triste e due figli rumorosi, bollette da pagare e mesi da far arrivare alla fine, sperando che i soldi bastassero. Un buco ricavato da un capanno degli attrezzi in giardino, mentre i figli dormivano, diventava il suo rifugio dove scriveva racconti, leggeva riviste letterarie e libri scritti da veri scrittori. Dovevano passare anni prima che Carver si decidesse ad inviare uno dei suoi racconti brevi a un editore e che questo ritenesse quello che aveva letto degno di essere pubblicato. Ma quel sabato pomeriggio Carver pensava che la sua non fosse la vita adatta ad uno scrittore. O la lavatrice o la macchina da scrivere. Oggi pubblicano i miei libri, i miei figli sono cresciuti, ho una nuova moglie, una nuova casa e infinito tempo a disposizione, ma se invece di dedicarmi ad un romanzo, ho ancora  l’abitudine di scrivere racconti brevi o poesie, è perché il tempo per sedermi di fronte ad un foglio bianco, tolto il lavoro, la famiglia e i bucati da fare, in passato è sempre stato troppo poco per permettermi di scrivere qualcosa di più lungo di un racconto. Quel sabato pomeriggio nella lavanderia affollata Carver tentava quindi di convincersi ad  accettare l’evidenza e il fallimento mentre, tenendosotto il braccio il cesto dei panni appena usciti dalla lavatrice, con la mano libera frugava nelle tasche dei pantaloni alla ricerca del gettone per l’asciugatrice. Una donna, in fila dopo di lui, non rispettando il proprio turno e approfittando della sua esitazione cominciò ad infilare la propria biancheria bagnata dentro l’asciugatrice che Carver, fino a quel momento, aveva aspettato si liberasse. Il caso volle che questa trascurabile vicenda fosse un ottimo inizio per un nuovo racconto da scrivere quel sabato pomeriggio non appena tornato a casa. 

Roba di misia sabato, 26 febbraio 2005 ore 14:50 | link | commenti |


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