[buona] domenica

Ho deciso che questa domenica mi piace
non voglio parlare al passato
non è ancora finita
Vorrei dilatare i secondi che la compongono
per farla durare più a lungo
ma la luce rapidamente indebolisce
e io non posso farci niente
Sono tornata a casa
lasciando a malincuore il sole a quelli che continuavano a star fuori
ma avevo voglia di veder arrivare la sera dalle mie finestre
Ero indecisa su cosa fare
cercavo qualcosa che non mi distraesse dallo scorrere del tempo
ho provato a leggere davanti alla finestra
poche pagine del libro comprato poco fa
poi ho deciso di mettermi a scrivere
nella speranza che la scelta delle parole
riesca a rallentare con più resistenza lo scorrere del tempo
Ho camminato senza meta
per tutto il pomeriggio
“annusando” la primavera nell’aria
andando incontro a ricordi dolci amari
dal profumo familiare
appostati come briganti
dietro gli angoli
per le strade lungo le quali ho passeggiato
ma i loro agguati
i loro pedinamenti
non mi hanno ferito o offeso
Lo sapevo che mi stavano aspettando
credevano che li mandassi via
e invece
li ho fatti camminare con me
a patto che fossi io a decidere dove andare
così
alcuni li ho obbligati ad allontanarsi dai luoghi dove erano relegati
altri li ho riportati dove sono nati
e mai più ritornati
Per far sì che i ricordi ricordassero
ho dovuto camminare molto
da sola
segretamente felice di non essere costretta a fare conversazione
trovare argomenti
dispensare consigli
o ascoltare obiezioni
In compenso
ho 4 cartoline di Munch da portare nella mia stanza
sono il premio che ho vinto
per essere tornata al mio vecchio vizio:
perdermi tra i quadri
disobbedendo al percorso stabilito della mostra
con l’audioguida
che mi sussurra discretamente nelle orecchie
il perché e il per come
di quello che vedo
suggerendomi le emozioni che dovrei provare di fronte ad ogni opera
il che vuol dire che nei 40 minuti circa di registrazione
avrei dovuto sentirmi nell’ordine:
risucchiata dalle linee verticali dei paesaggi raffigurati
confusa dalle vorticose forme liquide che si fondono perdendo identità
angosciata dall’uso drammatico e soffocato del colore
paralizzata da silenzi che urlano
perplessa davanti ad evocativi ponti da attraversare
sui quali invece le figure umane puntualmente si fermano
in una paralizzante e disperata attesa
il che senza dubbio avrebbe dovuto ridurmi in uno stato di frustrazione tale
da non essere in grado di raggiungere l’uscita del museo
Tolgo le cuffie
e continuo il giro nel silenzio
 

Roba di misia domenica, 13 marzo 2005 ore 20:00 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   13 Marzo 2005 - 23:53
 
arrivato anch'io in fondo al tuo post,
in silenzio e senza audioguida...
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Commenti


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