due papere (postato con perplessità)

E’ quando ti diverti
e poco importa
chi c’è e chi non c’è
l’unica cosa certa è che ci sei tu
che ti senti bene
poi la musica giusta
certo
e una barista simpatica
che di fronte alla tua indecisione
su cosa ordinare
ti guarda seria
ti studia per un istante
poi dice “ci penso io”
e ti prepara un cocktail
che si chiama come un telefilm degli anni 80
una pozione miracolosa e personalizzata
che mi hanno invidiato tutti
per il  suo stavagante colore blu
capace di rendere i pensieri leggeri
e il sorriso facile
Ci ha proprio preso la barista
sarà perché fra donne ci si capisce
pensi
ignorando che la mattina dopo
pagherai tutto con un mostruoso mal di testa

E’ anche quando
ti diverti all’inizio
ma dopo un po’
pensi basta
basta facce
basta musica
basta sorridere e urlarsi nelle orecchie per farsi sentire
te ne vai fuori
col maglione sulle spalle
e la scusa di voler fumare
seduta davanti al fiume
ad invidiare l’acqua
che continua ad andare avanti
che se ne va sì
beata lei
mentre tu per andare via
devi aspettare che anche le tue amiche
si stanchino di ballare

Dimentichi il freddo
e noti due papere
che nuotano indifferenti
intorno a questo open bar galleggiante
dove troppa gente
affoga in litri di pessimi long drink
generosamente allungati con acqua tonica
e dispensati da baristi frettolosi
che nemmeno conoscono il tuo cocktail blu

Fumi due sigarette di seguito
e pensi ancora alla storia del tuo amico
che ha scoperto di essere stato tradito da una donna
e ti accorgi di avere paura
dei tradimenti
paura di non vedere le cose
le persone
per quello che sono
pensi che a volte
tradire vuol dire anche
ostinarsi a credere di poter cambiare
se stessi
o gli altri
in quel caso
per assurdo
non si è più vittima
del tradimento
se ne diventa complici
si tradisce a nostra volta
e pensi anche
che la stessa cosa accade
quando si crede di non poter cambiare più
quando
convinti che il problema sia non vedere più niente di nuovo
nella persona che abbiamo accanto
ci si accontenta di tradirla
illudendosi di nascondere solo qualche scopata
ma in realtà occultando vigliaccamente quello che si desidera
e che non si ha il coraggio di prendere
di ammettere
e pensi
al tempo che sprecano
traditore
e tradito
il primo in uno squallido esercizio di fantasia
inventando alibi prima
e attenuanti poi
il secondo ignorandone
con la propria distrazione
la scarsa credibilità e decenza
Il mio amico
malgrado l'indifferenza che ostenta
dovrà riconsiderare nuovamente
questa donna
e il tempo trascorso con lei
sarà una strada da ripercorrere a ritroso
alla luce di una bugia
raccontata tanto bene
da far schifo
o tanto male
da farlo sentire un ingenuo
a non aver capito
prima.

Prima.
Sembra sempre esserci un prima.
Un momento
un'opportunità invisibile
da scegliere in fretta
prima che vada persa, un indizio
un bivio
una domanda
da porre con coraggio
alla quale rispondere con sincerità
una risposta da ascoltare
con attenzione e altrettanto coraggio.
O forse non è così
e come al solito
io non ci sto capendo niente
e a fregarmi
a confondermi le idee
sarà la paura di cui sopra.

E' a questo che pensi
quando ti si siede accanto un tizio
ubriaco e con tanta voglia di chiacchierare
che si presenta pomposamente
avvicinando troppo il viso al tuo per parlare
Dopo qualche istante imbarazzato dal tuo silenzio
butta là una frase
riferendosi alla coppia di papere
che proprio in quel momento passa lì davanti
eh - sospira - stanno mejo loro de noi!
tu scoppi a ridere
lui ti guarda perplesso
probabilmente indeciso se sentirsi soddisfatto
per essere riuscito a dar prova del proprio umorismo
o a disagio per aver detto una stronzata
non lo sa mica
che invece ridi
perché ti sei appena resa conto
di aver ascoltato le parole più sensate di tutta la sera.
Ti alzi
lo saluti
lo ringrazi (grazie de che? dirà lui)
e torni a ballare
smettendo di rivolgere al passato
e al futuro
inutili domande
e provando ad essere indifferente
come le papere.

Roba di misia martedì, 29 marzo 2005 ore 09:35 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   30 Marzo 2005 - 02:15
 
Amico fragile - Fabrizio De Andrè

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi"
per essere corrisposti, valeva la pena
divertirvi le serate estive
con un semplicissimo , "Mi ricordo"
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio
fino a scoprire, ad uno ad uno,
i vostri nascondigli,
senza rimpiangere la mia credulità;
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi
ero molto più curioso di voi...

E poi sospeso tra i vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni
e più feroci, tipo...
"Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta"
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono
le mie dita debba in qualche modo
incominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi...

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
il mio è un po' di tempo che si chiama Libero
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto,
che si chiamasse arrivederci.
E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi...

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