Jun stava con il capo appoggiato al petto del Sig. Rail. Fare l'amore così, la notte che lui tornava, era un pò più bello, un pò più semplice, un pò più complicato che in una notte qualunque. C'era di mezzo qualcosa come lo sforzo di ricordarsi qualcosa. C'era di mezzo il sottile timore di scoprire chissachè. C'era di mezzo il bisogno che fosse comunque bellissimo. C'era di mezzo una voglia un pò impaziente, un pò feroce, che non c'entrava con l'amore. C'era di mezzo un sacco di roba.

Dopo - dopo era come ricominciare a scrivere da una pagina bianca. Qualsiasi viaggio avesse portato in giro il Sig. Rail, scompariva nel bicchiere d'acqua di quella mezz'ora d'amore. Si ricominciava da dove ci si era lasciati. Il sesso cancella fette di vita che uno nemmeno si immagina. Sarà anche assurdo, ma la gente si stringe con quello strano furore un pò panico e la vita ne esce stropicciata come un bigliettino stretto in un pugno, nascosto con una mossa nervosa di paura. Un pò per caso, un pò per fortuna, spariscono nelle pieghe di quella vita appallottolata mozziconi di tempo dolorosi, o vigliacchi, o mai capiti. Così.

(Castelli di rabbia - Alessandro Baricco)

Roba di misia mercoledì, 30 marzo 2005 ore 08:27 | link | commenti |


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