Stiamo veramente esagerando.
Mi sembra che si pretenda veramente un pò troppo dalla sottoscritta.
Già una fa una fatica immane a tirarsi su dal letto la mattina, che da un paio di giorni non riconosco più il suono della mia sveglia e di conseguenza passo due minuti ad interrogarmi, pur continuando a dormire, su cosa sia quel suono intermittente...il telefono? un antifurto? una bomba? Oppure, quell'odioso bip-bip-bip, pur di continuare a dormire, lo fagocito nel sogno che sto sognando in quel momento...tipo che, pure se sono impegnata in un vorticoso bacio con qualche attore belloccio, a un certo punto squilla il telefono e allora che faccio? Figuriamoci se scelgo di rispondere interrompendo il bacio che per quanto onirico è sempre un bacio eddai...che continui a squillare 'sto accidenti di telefono che poi sarebbe sempre la sveglia. Alla fine, bacio o non bacio, l'ho capito che al telefono come al solito tocca a me rispondere e infatti miracolosamente riesco a sollevare un braccio, a peso morto, quasi come non mi appartenesse, facendolo cadere con spettacolare precisione proprio sulla sveglia suddetta.
Dicono tutti che sia la primavera a scaricarci addosso tutta questa sonnolenza extra...vabbè sarà la primavera e mi sta pure bene sopportare qualche effetto collaterale di questa stagione però, come dicevo sopra, sopra le cazzate che ho scritto intendo, mi sembra che si pretenda un pò troppo dalla sottoscritta se, una volta arrivata in ufficio (e per il fatto di avercela fatta anche oggi ho brindato a me stessa con il solito caffè merdoso preso al distributore automatico) dopo essere riuscita a raggiungere la mia precaria postazione, mi tocca pure far finta di ridere, e di gusto anche, ad una barzelletta che il mio capo ha deciso di raccontarmi per il fatto di averci trovato una oscura analogia con il discorso che gli stavo facendo riguardo ad un lavoro che sto portando a termine.
Che a certa gente secondo me, soprattutto ai capi, dovrebbero vietare di raccontare barzellette, considerato il fatto che, per chissà quale perfido motivo, in generale quelli che non le sanno raccontare conoscono solo barzellette che fanno schifo. Chissà perchè.
E dire che io sono una che ama soprattutto le barzellette cretine, e brevi.
Ma questa che ho appena ascoltato no.
Neanche sotto LSD mi farebbe ridere.
Eppure ho riso.
Che, per quanto non sia una ruffiana leccaculo, ve lo assicuro, addirittura a non ridere ad una barzelletta del capo, non ci riesco proprio, mi manca il coraggio.
Così, facendo appello ai muscoli facciali, implorandoli di non tradirmi proprio ora, qui, di fronte a lui ho partorito questo "ah - ah - ah" che nemmeno un teletubbies ha una risata più falsa e enfatica di quella che è venuta fuori a me.
Ridere per finta è una scienza esatta che si basa sul senso della misura.
Ridendo troppo poco, è come se non si ridesse per niente. A quel punto, se proprio non ce la si fa a spremersi fuori nemmeno un misero sorriso, è meglio fingere un attacco di tosse e piegarsi in due nascondendo la faccia fino a quando l'umorista di turno sarà più preoccupato di evitare il nostro soffocamento piuttosto che di conoscere l'esito della sua barzelletta.
Ridendo troppo, viceversa, si smaschera la falsità del proprio divertimento.
C'è una quantità precisa di "ah" da pronunciare e un espressione del volto da mantenere per un quantità variabile di secondi che dipendono dalla convinzione con la quale la barzelletta ci è stata raccontata.
Più precisamente, se la barzelletta viene presentata come una freddura e raccontata senza particolari preamboli o introduzioni allora una volta arrivati ad averne ascoltato la fine (mi raccomando è importante il tempismo in questo caso) basta mantenere per 5/8 secondi un sorriso convinto, anche senza mostrare i denti, magari, a voler essere generosi, si possono ripetere le ultime parole della barzelletta, sorridere di nuovo e scuotere la testa come a dire "troppo forte...non vedo l'ora di rivendermela".
Se invece la barzelletta vi viene propinata dopo frasi introduttive del tipo "la conosci quella del tizio che va dalla moglie..." (ecco io odio quelli che fanno così, ti raccontano praticamente tutta la barzelletta tranne la battuta finale per capire se l'hai già sentita e tu dici -no, non la conosco, e allora che fanno? ricominciano a raccontartela da capo) oppure "questa cosa x mi ha fatto venire in mente quella barzelletta y" o anche "senti questa" e incominciano a ridere, e continuano a ridere anche mentre raccontano...
In questi casi, ove l'umorista presenti la sua performance con tali frasi, non c'è scampo, dovete fare appello a tutta la vostra falsità sbrodolarvi negli ah-ah-ah, non siate tirchi, ridete, ridete, ridete, iniziando a farlo quando meglio credete, anche prima che la barzelletta finisca, ma continuando senza risparmiarvi fino a quando l'umorista stesso non avrà smesso di sghignazzare, perchè la cosa più importante, la legge, è non smettere mai di ridere prima di lui.
Mi raccomando.

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