momentanea[mente]

Scompaio
in un esilio volontario
semino le mie assenze intorno
alla poca voglia di giocare
con le mie regole
nel dubbio
basta una timida raccomandazione
di starmi lontano
per rimanere sola
chi mi conosce sa
che basta spostarsi poco più in là
per non correre rischi
e restare immuni

indifferenti
a questo tempo
che rubo a me stessa
con la promessa di tornare presto
nuova
con lo stesso sorriso di sempre
ma oggi
meglio sola
perché potendo scegliere
farei sicuramente la scelta sbagliata
e sotto questa apparenza
immobile e orgogliosa
nessuno vede
che ce n’è abbastanza
per colmare i vuoti
con la fantasia
trovando giustificazioni romantiche
dignitose
alla reciproca miseria
evito la casa
cammino
ma i passi non imitano bene
la sensazione di andare
che vorrei sentirmi scorrere dentro
il cielo promette la grazia dell’estate
come una supplica
che ignoro a fatica
impedendomi di ascoltare
gli insulti del cuore
soffoco le parole
sotto strati di buoni propositi
ma poi le ritrovo qui
messe in riga
le passo in rassegna
scartando quelle più sincere
sapendo che ritorneranno
io
non lo dirò mai
che oggi
mi lascerei andare
portare
travolgere
senza il peso di una speranza
che avrei già scordato
se non fosse per i discorsi sull’amore
di quelli che fingono di essere innamorati

e per convincersene

parlano sempre dell’amore

io li ascolto

confusa 
impantanata nel fango di uno sbaglio
che continuo a sognare 
fingendo di ignorare
quanto sia pericoloso
coltivare il desiderio di abbandonarmi
agli errori
già fatti
dimenticando tutto
perfino me stessa. 

Roba di misia lunedì, 16 maggio 2005 ore 17:58 | link | commenti (2) |


Commenti
#1   16 Maggio 2005 - 19:48
 
Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio, di Dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra
di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi
io quel che posso.

Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra,
io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva
come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano
e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio, di Dio il sorriso.

(Fabrizio De Andrè)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IvanKaramazov

#2   16 Maggio 2005 - 22:23
 
tristemente noti certi discorsi sull'amore...

p.s. l'altro denovo era Luca Madonia.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente OneImaginaryBoy

Commenti


vengo anch'io

*loading*