i consigli dell'ascensorista

Qualora vi capitasse la sventura di rimanere chiusi in un ascensore affollato

bloccato a metà tra un piano e l'altro

nel quale la temperatura media e il tasso di umidità salgono di secondo in secondo

le circostanze che dovete augurarvi che si verifichino sono solo due.

La prima, naturalmente,

è che quel simpaticone fancazzista del portiere

raggiunto dall'eco del campanello di allarme dell'ascensore

o dalle maledizioni telepatiche mie e dei miei compagni di sventura

si sbrighi a prendere il caffè al bar e accorra quanto prima a sbloccare le porte.

La seconda

(da non sottovalutare)

è che le persone chiuse in ascensore con voi due punti a capo

1) siano tipi/e simpatici/che

non dico tanto da uscirci a cena

ma che almeno non ispirino istinti omicidi

dopo i primi 2 minuti di conversazione.

2) non si dimostrino claustrofobici latenti

vale a dire soggetti che ingannandovi con la loro aria zen

si rivelino sadici pronti a seminare panico e pessimismo cosmico

in quei due metri quadrati

dopo due secondi netti che l'ascensore si è fermato.

In questo caldo venerdì mattina

posso affermare

di non essere stata fortunata.

Nessuna delle due condizioni

prescritte dall'ascensorista

si è verificata.

Il portiere è arrivato

dopo un quarto d'ora

ritenendo di averci tranquillizzati

(secondo lui)

gracchiando la parola "attimino" dal citofono dell'ascensore.

Un quarto d'ora è lungo

considerando il caldo

e il fatto che nemmeno la seconda condizione

quella relativa alle buone qualità umane e umoristiche dei miei compagni di sventura

si sia realizzata.

Sarà il nervosismo

o la progressiva mancanza di ossigeno

a rendere la gente capace di fare battute

tendenti al peggioramento crescente.

Cioè

ho sentito roba che mi farebbe mancare l'aria

pure se stessi nel posto più aperto e ventilato che vi viene in mente.

Non so.

Fatto sta

poco prima che il portiere

aprisse le porte

e ci inebriassimo nuovamente di ossigeno

poco prima che cedessi alla tentazione di urlare

avevo già iniziato a suonare il campanello

al simpatico ritmo di salsa e merengue

così

giusto per mantenere alto l'umore.

Fare 16 piani a piedi

per smaltire la sfortunata promiscuità

è l'ultimo prezioso consiglio dell'ascensorista.

Roba di misia venerdì, 27 maggio 2005 ore 09:51 | link | commenti (4) |


Commenti
#1   27 Maggio 2005 - 11:57
 
A me è andata anche peggio: due anni fà rimasi bloccato dentro la mia auto nel montacarichi aziendale mentre scendevo dal parcheggio dell'ottavo piano. Due ora al buio dentro la mia car blu sospeso con fuori il temporale. Io a quel punto ho chiuso i finestrini e mi sono sparato un pò di musica del grande David Sylvian..e quando mi sono venuti a tirar fuori avrei voluto dire: anche qui siete venuti a rompermi le balle?!
:-P
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#2   27 Maggio 2005 - 13:56
 
io abito al primo piano e vado a piedi, ma sulla tiburtina può succedere di tutto in dieci scalini.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente figliodinessuno

#3   27 Maggio 2005 - 14:58
 
io ho letto il racconto di bukowski in cui lui incontra le femmine in ascensore e se le tromba in allegria. :-p
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Nessuno75

#4   30 Maggio 2005 - 22:21
 
Io morirei penso...sbatterei la testa come un coglione sulle porte fino a svenire, o sul pannello, il risultato non cambia.
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