transiti

spesso

c'è bisogno di un rito

per riuscire a cambiare.

o anche solo a immaginarsi cambiati.

che è già qualcosa.

c'è chi cambia lavoro.

guardaroba.

amici.

c'è chi mette via fotografie.

e chi cambia profumo.

c'è chi torna a fare quello che da troppo tempo aveva smesso di fare per colpa di.

e chi smette di fare qualcosa che da troppo tempo faceva per far piacere a.

c'è bisogno di un passaggio.

un rito appunto.

tragico

liberatorio

celebrativo

quello che vi pare

escludendo l'autolesionismo.

uno stacco

definito e possibilmente definitivo

che segni sulla mappa della nostra vita

il momento in cui una fine e un inizio

si sono intersecati in noi.

ci hanno attraversato.

e liberato da qualche peso morto.

allora

per quanto possa sembrare cinico scriverlo

in quei momenti

ci si rende conto

di quanto è importante

aver creato qualcosa in precedenza,

qualsiasi cosa

e di quale sia il suo valore

fosse solo per il gusto

e la necessità

di prendere quel qualcosa

e così come lo si è creato

distruggerlo.

e ricominciare.

mettetevi comodi.

si parte.

Roba di misia venerdì, 15 luglio 2005 ore 15:56 | link | commenti (2) |


Commenti
#1   18 Luglio 2005 - 13:04
 
cara misia che dice e dice. mi chiedevo domande sui tuoi post e precisamente perché essi pur essendo in prosa sono postati in verticale come fossero poesia.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Rosco

#2   18 Luglio 2005 - 13:28
 
me lo chiedo anche io.
scrivere tutto attaccato mi fa mancare l'aria, preferisco spezzare le frasi così, il che non significa che creda di scrivere qualcosa di poetico.
percaritàdiddio.
ciao rosco, misterioso commentatore senza blog. :)

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