giustificato

non mi perdono distrazioni. è una fatica che vale la pena fare. conoscendomi so già che attribuirei alla mia disattenzione la colpa di non aver intuito l'inizio e la fine di qualcosa in questo mare di pezzi di vita che mi porto dentro ultimamente. che conservo aspettando il momento giusto per far iniziare o finire i pezzi giusti. se mi ci metto a pensare non vado più avanti per il terrore di fare confusione tra un pezzo e l'altro. io lo so che ci sono posti da dove bisogna andare via e altri dove bisogna arrivare. e so anche che salutare non è solo una questione di buona educazione. il saluto è un momento in cui ci si ferma prima di andare. servirà in futuro per non avere la tentazione di pensare di non aver detto o fatto qualcosa. perchè in quel momento si può ancora dire e fare qualcosa. che sembra proprio che il coraggio di dire e fare si trovi solo lì, nel limbo del non esserci quasi più o dell'essere appena ritornati, inaspettatamente. così pensavo che questo non è tempo di concedermi distrazioni. finirei per pensare di essermi lasciata sfuggire qualcosa dimenticando che il silenzio non pretende ascolto ma solo rispetto a volte. o darsi le spalle per rendere tutto meno difficile come quando ci si addormenta di schiena distratti o arrabbiati quasi fosse stato il caso e non la parola amore ad aver messo quei due corpi nello stesso letto. troppo rischioso fraintendere un saluto solo perchè si entra e si esce dalla stessa porta. come se non fossero dentro di me i pensieri mi scivolano addosso stanotte. me li ritrovo ai piedi e non li raccolgo più. li appiccico in disordine su questo monitor per pensarci domani. ritorni e nuove partenze. coincidenze da celebrare se si vuole giocare a trovargli un senso che porti qualcosa di nuovo e utile alla propria vita. altrimenti mi pare quasi che la prima e l'ultima volta si assomiglino parecchio visti da qui. e io lo so cosa significa andare via senza salutare.

...difficile non è partire contro il vento
ma casomai senza un saluto...

(Lindbergh - Ivano Fossati)

Roba di misia giovedì, 04 agosto 2005 ore 23:49 | link | commenti (6) |


Commenti
#1   04 Agosto 2005 - 23:56
 
aggiungerei:

difficile, non è nuotare contro la corrente
ma salire nel cielo e non trovarci niente.
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#2   05 Agosto 2005 - 08:31
 
L'amore nn lega nessuno, unisce o separa alla stessa maniera, l'amore e' un caso fortuito che puo' far male, o come direbbe il vecchio Bukowski: l'amore e' un cane che viene dall'inferno...

:D
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#3   05 Agosto 2005 - 11:50
 
riguardo, poi, l'amore visto come "tratto d'unione", non è sempre così, relativamente al letto.

anzi, spesso è diverso:
"e fu il calore di un momento, poi via si nuovo, verso il vento..."
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#4   05 Agosto 2005 - 11:59
 
ognuno legge se stesso anche nelle parole degli altri...
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#5   05 Agosto 2005 - 12:40
 
sarebbe piu' utile se leggessimo noi stessi negli occhi degli altri, poiche' le parole sanno mentire...

:D
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#6   05 Agosto 2005 - 22:23
 
una cosa, non riesco a capire:

come si concilia il silenzio che "non pretende ascolto, ma solo rispetto a volte", con il fatto che il saluto è indispensabile, perchè "servirà in futuro per non avere la tentazione di pensare di non aver detto o fatto qualcosa"...?

bisogna rispettare chi non saluta..?

oppure, il saluto non è (poi) così indispensabile..?
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