Andrea Pazienza - Vittoriano fino al 9 ottobre-ingresso libero

autoritratto

Di me amate il riflesso, quella memoria che sale dalle cose che tocco.

(Andrea Pazienza)

 

Questa frase è ciò che più mi ha colpito della mostra su Andrea Pazienza.

Sarà che in questi giorni sul bisogno di essere amati e sulle possibilità di riuscirci mi sto facendo parecchie domande.

Chiedere di essere amato per un qualcosa di fragile e impalpabile come un riflesso, mi è sembrato strano.

Strano per un'artista tanto produttivo e amato per qualcosa di così forte e duraturo come i suoi disegni fantastici e per la sua rara capacità di dare una forma tanto originale ai sentimenti, alla satira, alla vita in generale. Altro che riflesso.

Eppure mentre sei lì, che giri intorno alle tavole di fumetti, ai quadri enormi, alle teche di vetro con dentro quaderni scolastici, pennarelli, mentre guardi la sua intervista e ridi delle cose che Andrea Pazienza ridendo racconta alla telecamera, ti rendi conto che è così. Che c'è riuscito. Ad essere amato per qualcosa di magico che sale da ciò che ha fatto, o che ha anche solo semplicemente toccato.

E diventi triste, perchè una persona così non c'è più, ed è stato troppo poco il tempo in cui c'è stata. E non riesci nemmeno ad immaginare tutte le cose che avrebbe potuto fare, a quanto sarebbero state meno schifose certe immagini dei nostri tempi se fossero state accompagnate, dall'ironia e dalla sincerità dei suoi pennarelli.  Perchè l'ironia, per non dire la satira, spesso è l'unica cosa che ci consola. O che ci apre gli occhi.

Diventi un pò triste sì, però dopo un pò che sei lì, te ne accorgi che c'è riuscito proprio alla grande. Il riflesso c'è, e adesso l'hai capito che è tutt'altro che fragile.

 

Roba di misia giovedì, 29 settembre 2005 ore 12:18 | link | commenti (5) |


Commenti
#1   29 Settembre 2005 - 14:37
 
ci sei andata... fantastico!!!!
Vedo che in questo periodo le domande sono le stesse per tutti... chissà a che serve porsele... chissà se serve provare a rispondere.
quel riflesso è semplicemente Andrea. Ci ha messo sè stesso, nella sua arte, anche se lo tormentava l'idea che stesse sciupando la sua vita in cose che non valevano la pena.
Anche questo tormento ci prende un po' tutti, mi sa.

Un abbraccio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Nessuno75

#2   30 Settembre 2005 - 12:27
 
... e se fosse stata una considerazione inceve che una richiesta?? Consapevolezza della solutudine...

:D
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#3   30 Settembre 2005 - 13:46
 
Io credo che Egonomicon abbia esattamente centrato il punto.
E sono d'accordo con lui.
Un bacio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Neplan

#4   30 Settembre 2005 - 13:59
 
non lo so. forse è come dite voi...ma è un riflesso così vivo, così presente che mi riesce difficile pensarla in maniera "riduttiva"...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente misiasays

#5   30 Settembre 2005 - 14:38
 
L'accettazione della nostra umanita', la sua comprensione sono cose belle quanto l'amore e la speranza...

:D
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