tutta scema

Mi piace osservare le persone mentre lavorano e dai loro occhi, dalle loro facce o dal modo in cui si muovono si capisce che in quello che fanno ci mettono l'amore.

Non è importante il tipo di attività che svolgono, può essere artistica, creativa, come pure qualcosa di tutt'altro che concettuale.

1) Due settimane fa ero ad un concerto blues. Il gruppo era affiatatissimo, il cantante aveva un gran voce e una presenza scenica mooooolto blues, il bassista si faceva sentire pur standosene in disparte appollaiato su una cassa e il batterista era un Signor batterista. Eppure io non potevo staccare gli occhi dal chitarrista, che se ne stava lì, ondeggiando sulle gambe, ammiccando in direzione del cantante o verso il pubblico, con un'espressione di luminosa beatitudine stampata sul viso. Si vedeva che in quel momento non c'era altro posto dove avrebbe preferito stare o un'altra cosa che desiderava fare più di suonare la sua chitarra. Solo a guardarlo sorridevo piena di soddisfazione neanche fossi io a suonare in quel modo spettacolare. ('Sta cosa mi capita spesso durante i concerti belli).

2) C'è un signore simpatico che lavora nel reparto salumeria della sma di Santa Maria Maggiore. Ogni volta che lo vedo, dietro quel bancone di vetro scintillante, pieno di formaggi e mozzarelle, col suo camice bianco immacolato e il cappellino della fiorucci in testa, mi mette allegria. Anche lui sta lì con la faccia sorridente in mezzo a quegli scaffali pieni di prosciutti, salami e mortadelle.  E' molto gentile, scherza con le signore che fanno la spesa e a me consiglia il vino giusto per accompagnare le cose che ho in programma di mangiare oppure, stando attento a non farsi vedere da altri, fa una faccia brutta quando vuole sconsigliarmi di comprare un formaggio che non merita di essere comprato. Tratta le cose che maneggia con dignità. Con amore. E voi mi direte che sono tutta scema se ci vedo tutta questa poesia in uno che affetta salame o ti pesa tre etti di olive. E magari sì, sono tutta scema.

3) Un allevatore di maiali di razza cinta senese, nonchè produttore di salami, salsiccie, lonze eccetera eccetera, nonchè proprietario di annesso agriturismo. Lo ascoltavo parlare ieri, in un mercatino di prodotti biologici allestito in quel di Centocelle. Diciamo che adesso ne so di più sui maiali di quella razza. Diciamo pure che a me se uno mi parla con amore delle cose che fa posso stare a sentire pure vita, morte e miracoli del baco da seta senza annoiarmi. Magari non ci capisco niente, oppure mi perdo qualche dettaglio tecnico, qualche virtuosismo da addetti ai lavori, ma mi fisso su quella luce che vedo negli occhi delle persone. C'è chi la chiama passione. A me piace chiamarla amore. E certe persone, indipendentemente dal fatto che suonino una chitarra, affettino mortadella o mi raccontino di cosa si nutra un maiale, quella luce ce l'hanno.

Ho la fortuna di conoscerne molte di persone così.

Dalla signora che fa le pulizie nel mio ufficio, a un professore di fisica.

Ho la fortuna, forse ancora più grande di notarle le persone così. E riuscire a guardare quella luce mi fa stare bene.

 

Roba di misia lunedì, 19 dicembre 2005 ore 15:38 | link | commenti (4) |


Commenti
#1   20 Dicembre 2005 - 14:19
 
questa luce, soltanto chi ce l'ha è capace di vederla.
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#2   20 Dicembre 2005 - 21:54
 
Sì, quelli dell'Acea
utente anonimo

#3   22 Dicembre 2005 - 11:33
 
Uno splendido Natale per Te e per la tua famiglia assieme a Buon Anno 2006.
Marco.

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#4   09 Gennaio 2006 - 07:04
 
A quelli che sono capaci di vedere possono capitare belli incontri, a me personalmente che sono molto attento a queste cose non capita quasi mai e leggere le tue parole mi ha un po' trasferito quella sensazione che troppe poche volte provo.
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