tornare primitivi

sono un pò a secco di parole.

e pare questo non sia il momento 

per andarle a raccogliere chissà dove

tutte quelle parole che non sto scrivendo e non sto pronunciando.

mi godo questo bel silenzio, pieno d'aria da riprendere fiato,

ne misuro lo spazio coi passi, mi ci muovo dentro

controllo sia sempre aperta la porta per uscirne fuori.

ho quasi paura.

leggera di pensieri sciolti

che non mi tengono inchiodata a terra.

ma da qualche parte porteranno.

fosse anche qui.

mi sembra di scrivere sempre le stesse cose

usando sempre le stesse parole.

eppure

in segreto mi tranquillizza l'idea

di questo foglio bianco che mi aspetta

paziente e pronto a tutto.

pronto a me.

così

a digiuno dei miei tentativi di dire

mi sento in piacevole compagnia

di tutti quelli come me

che quel foglio lo lasciano bianco ancora per un pò.

ora

pare quasi

non si possa decidere

non si possa scegliere.

come una tregua inaspettata

della quale approfittare

senza opporre resistenza.

si sta zitti per un pò.

distratti solo dagli auguri di natale blaterati a destra e a manca

perfino quelli pronunciati con enorme trasporto

da perfetti sconosciuti con i quali condividi

30 secondi netti di viaggio in ascensore.

secondo me

la gente si fa gli auguri

perchè ha voglia di parlarsi

e di sorridersi

ma di solito non trova scuse plausibili

con gli altri

e con se stessa

per farlo.

io parlo e sorrido tutto l'anno

sarà per questo che il natale non mi convince

ma non mi va di parlarne male

così faccio di tutto per stargli simpatica

e assecondarlo un pò.

a modo mio.

sopporto il traffico

la gente impazzita

gli auguri finti

i troppi canditi nel panettone

o il vino spumante dolce troppo dolce

tanto passa tutto.

mi tengo quello che mi piace.

tutto il resto è importante.

io sono importante.

io sono un piccolo fiume

che se lo lasci scorrere

dove vuole lui

sembra non volersi fermare più.

così ora

non la smetterei più di scrivere.

ma se smetto è solo perchè

altrimenti quello che ho scritto

nella prima riga

non avrebbe più senso.

sembrerebbe una bugia.

e forse lo è.

un abbraccio

a chi capisce le mie parole.

e un regalo. a tutti.

qui ascoltate "il mare verticale"

Roba di misia venerdì, 23 dicembre 2005 ore 11:58 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   24 Dicembre 2005 - 19:00
 
buon natale... :)

Azi
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Commenti


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