bla bla bla e bla

1) stazione termini, ogni domenica alle 17 circa, di fronte al capolinea del bus M, quello che porta all'auditorium, c'è un giapponese con la coppola in testa che pattina intorno all'aiuola dell'isola pedonale. la prima volta che l'ho visto, non avrei mai immaginato che il suo fosse un appuntamento fisso. aspettavo l'M e lui era lì che girava, girava e girava, con una grazia incredibile. ogni tanto, dopo aver preso la rincorsa, solleva una gamba e via continua ad andare liscio come l'olio su una gamba sola. ma lo fa senza esagerare, non è un coatto o un'esibizionista. non guarda nessuno, proprio come se non stesse facendo niente di eccezionale e di conseguenza nessuno lo stesse guardando. dopo un pò che lo osservi, tanto fluido e indisturbato procede il suo movimento, sembra in effetti, che esista solo lui, sparisce la gente, spariscono il rosso e il verde dei semafori, sparisce il traffico delle automobili, il via vai degli autobus. C'è solo lui che pattina e tu che lo guardi. Pare una cazzata ma è uno spettacolo che vi consiglio.

 2) pasticceria siciliana d'agnino, sotto la galleria esedra, a due passi da piazza della repubblica, accanto alla libreria feltrinelli per capirci. I cannoli. Non aggiungo altro. Anzi sì, il gelato alla mandorla, alla cassata e al torroncino.  

3) la nuova pista ciclabile: collegata a quella che parte da Villa Borghese, percorre tutto il lungotevere direzione san pietro e oltre. è una meraviglia. Si pedala proprio sulle rive del tevere e, a parte qualche tratto lastricato di sanpietrini che in quei punti, sappiatelo, pedalare non è tanto piacevole per il vostro deretano, a parte quei punti coi san pietrini -taaaanto pitoreschi- dicevo, tutto il resto è una crema. passerete sotto i ponti. vedrete i gabbiani, le anitre, i barconi galleggianti appartenenti ai circoli sportivi e ai club dove i ricchi vanno a prendere il sole dopo aver giocato a tennis nei campi lì vicino, vedrete pure i pescatori e vi chiederete -che casso pescano nel tevere?-ecco. a me mi hanno sempre detto che i pesci nel tevere ci sono, eccome, e che però i pescatori pescano così, per passare il tempo, e che poi il pesce, mica se lo mangiano, no, lo ributtano nell'acqua, tornano a casa e si aprono una scatoletta di tonno giusto per non sentirsi coglioni. invece oggi io ho visto tre pescatori, tutti attrezzati, seduti sui seggiolini, che stavano lì in silenzio a pescare e vicino avevano attrezzato una zona barbecue. fate voi. insomma, difficile descrivere degnamente la pista ciclabile. per chi ama pedalare è fantastica, ma anche per passeggiare è una bellezza. verso le 11.30 di domenica, quando arrivate all'altezza di ponte sant'angelo, vi raggiunge pure l'eco della predica di papa ratzinger che arriva fresca fresca da San Pietro. Ah, proseguendo, se poco dopo sentite un botto, non vi spaventate, non è successo niente, e no che non è mica una bomba, la predica in piazza san pietro prosegue indisturbata, tranquilli, è solo il cannone del gianicolo che come ogni giorno a mezzogiorno fa boom. oggi c'erano pure due tipi che cantavano stornelli, con la chitarra e impianto di amplificazione a palla. quando sono passata io era la volta di er barcarolo vaaaaa controcorenteeeeeeee, una folla di biciclette abbandonate per terra o sostenute dai cavalletti, e un'altra folla di gente, i  proprietari delle bici perlopiù, ferma lì a fare il coro ondeggiando sulle gambe per tenere il ritmo in maniera consona. Mi sono fermata pure io un pò, e poi sono ripartita passando in mezzo a tutti, vergognandomi come un cane perchè in quel momento tutti cantavano della fine che aveva fatto ninetta bella dentro quel fiume bojaccia che continuava a scorrere a pochi metri da dove io pedalavo giuliva.

4) un bar pasticceria alla fine di via santa croce in gerusalemme. proprio prima di attraversare la strada per raggiungere la chiesa. all'angolo c'è un edicola e poco prima questo bar, che si chiama bar italia. beh, a vederlo da fuori non si direbbe, ma invece. invece: c'è una varietà di cornetti che se siete dei tipi indecisi è meglio che non ci andate. il cappuccino è doc e i cornetti che ve lo dico a fare. per una colazione di quelle che ti fanno pensare che se una giornata inizia così, non può che continuare bene. a questo servono le belle colazioni. ah, è aperto pure di notte.

5) la mostra "Gli ambieti del Gruppo T. Le origini dell'arte interattiva" alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna in via delle belle arti. Vale la pena. Ci sono delle installazioni fichissime. Con dei grandi pannelli hanno creato degli ambienti nei quali potete entrare e diventare parte dell'opera. Spettatori attivi insomma. Quella che mi è piaciuta di più si chiama "spazio elastico" è di Gianni Colombo. Stai lì dentro e pensi, magari fosse così davvero. Elastico. Anche se dopo un pò devi uscire se no ti intrippi troppo.

6) rimanendo sempre dentro la Galleria, vi dico qual è una delle mie opere preferite. le opere che preferisco non sono le più belle, o le più famose, ma quelle alle quali, io, me medesima, sono più affezionata per motivi tutti miei. ogni volta che entro lì dentro per vedere qualche mostra in realtà non vedo l'ora di ritrovarle. me le vado a cercare, con notevole difficoltà perchè, tra l'800 e il 900 mi perdo sempre e devo passare minimo tre volte per la sala dove c'è Giordano Bruno, gigantesco e cupo che mi guarda da sotto il mantello con aria severa e pare voler alzare un braccio per indicarmi la direzione dicendomi -cretina, devi andare di là- . Però alla fine quando le trovo, le mie opere preferite, mi ci piazzo davanti, contenta che siano rimaste immutate, cosa che raramente succede a ciò che amiamo. insomma c'è questo quadro che secondo me è bellissimo, ma dentro di me so pure che magari come quadro non vale granchè. è un'opera che si intitola qualcosa del tipo "allegoria della primavera di botticelli", non mi ricordo più, comunque l'ha dipinta Filadelfo Simi, e chi è? direte voi, non lo so vi rispondo io. o meglio so poco e niente perchè pare che poco e niente ci sia da sapere. nel quadro ci sono delle contadine in un campo, alcune, in piedi, ballano una specie di minuetto o tarantella non si capisce, altre stanno sdraiate sull'erba e battono le mani per tenere il ritmo. tutte ridono, una sola sta seria, col collo rigido, la schiena dritta, tutta concentrata sui passi come se non stesse ballando con l'amica sua, ma con lo strafigo del paese. ecco, detta così pare niente. ma a guardarlo bene, si rimane incantati da un sacco di cose.  per esempio, siccome tutte le contadine sono scalze, a un certo punto a me mi sembra di essere scalza pure io, di sentire quell'erbetta sotto i piedi. in pratica mi viene voglia di entrare nel quadro e: mettermi sdraiata a battere le mani e a cantare a squarciagola inventando le parole, o iniziare a ballare pure io, pestando i piedi sull'erba in maniera sgraziata, perchè quel ballo lì, ne sono certa, non saprei ballarlo. come minimo le farei morire dal ridere a tutte quante.

p.s. avrei voluto aggiungere una cosa. a chi mi ha fatto pensare la voce del papa, sentita da lontano. ma non posso dirlo. non posso. insomma, sai l'accento tedesco, il fatto che rimbombi tutto, e che da lontano ripeto, non si capiscano le parole e a dirla tutta sembrava proprio che parlasse in tedesco. no, non posso dirlo. impressionante. 

Roba di misia domenica, 09 aprile 2006 ore 19:28 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   28 Aprile 2006 - 12:09
 
sei assessore alla cultura della giunta veltroni????

:-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bender1979

Commenti


vengo anch'io

*loading*