il bacio sulla bocca

vorrei:

un collirio.

pane ancora caldo

e marmellata.

marmellata di albicocche.

un altro caffè

o qualche ora di sonno.

batterie nuove per il lettore mp3

o un lettore mp3 nuovo e più fico.

un biglietto per il concerto di Fossati di stasera

e un appuntamento.

sotto una cascata di glicine

accanto a una nuvola di gelsomino

o in un qualsiasi altro posto

dove le attese

ritrovano la loro dignità.

poi via di là.

passi che sembrano volare

tanto poco è il loro peso

e sulla pelle scoperta

del collo

sulle spalle nude

lungo le braccia

l’aria morbida della sera

dita leggere

e la carezza del fiato

che avvicinando la bocca

mi soffia tra i capelli poche calde parole.

il tempo

che rimane impigliato

tra le ciglia

appeso al profilo del viso

e poi scivola.

scivola

sulla musica

lungo la strada

lungo la schiena

fino a sciogliersi

in un letto.

ma più di tutto vorrei questo:

che sparisca

in un ridicolo niente

questo piccolo e rancoroso dolore

che mi pungola il cuore

questo ottuso terrore

di sognare

che ha accompagnato

e ostacolato

la stesura di questo elenco

e che sempre mi rende difficile

formulare

o decifrare

i miei desideri.

per questo dolore

la scorsa notte

volevo interrompere i tuoi monologhi

e dirtelo

con la bocca profumata di mojito

con le labbra di menta e limone

attento

volevo dirti

stai entrando nel mio sogno

e potrei farti male.

anzi

ad essere sincera

muoio dalla voglia di farti male.

e del male che toccherebbe a me

poco m'importa sai

ma quel piccolo baluardo

di certezze

e puntuali conferme

che difendi con poca convinzione 

che mi indichi col dito

come fosse -lassù-

lontano da me

e dalle debolezze nelle quali inciampo

attento

te lo distruggo

in un secondo

con l’ombra di un bacio.

invece

mi accorgo

che la cosa migliore

la più crudele

è quella di non toglierti

dall'impaccio delle frustrazioni

che ti vai fabbricando in dolce compagnia.

così

ho interrotto il contatto del ginocchio

delle braccia

ho smesso di permetterti di guardarmi negli occhi

e di misurare avidamente l’oscillare dei centimetri

che ci separavano

per concentrarmi sull'ultimo sorso di mojito

sul via vai circostante

finchè il sogno

o quel collage di coincidenze

che gli assomigliavano troppo

è andato via.

tu salvo.

io come svuotata.

ti ho appoggiato la testa sulla spalla

e mi sono lasciata abbracciare

inoffensiva

e indifesa.

da parte tua

come conferma dello scampato pericolo

come un grazie muto

un bacio sulla testa.

prego.

 

Roba di misia venerdì, 21 luglio 2006 ore 12:14 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   21 Luglio 2006 - 16:52
 
"e del male che toccherebbe a me
poco m'importa sai"

Attenta.
Questo è un segnale.
E' il segnale che non hai più paura.
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Commenti


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