mao

ho letto i messaggi stesa sul letto. poi ho spento il cellulare inventando una scusa plausibile per spiegare -perchè- a tutti quelli che me l'avessero chiesto dopo aver provato a telefonarmi senza successo. ho preparato un caffè troppo forte. nero nero. per sbaglio ci ho messo due volte lo zucchero. poi guardando nella tazzina, con in bocca quel sapore troppo dolce, ho pensato ai messaggi e mi sono detta non ce la posso fare. o meglio, per oggi, non ce la voglio fare. mi sto disabituando alla diplomazia. ai convenevoli. alle finte pacificazioni. non lo so se è un problema. con certe persone, in certe situazioni lo è. forse mi passa. forse ho tirato troppo la corda. o forse era ora. contemporaneamente, con chi lo merita, con chi non vale la pena, imparo a mentire e mica è tanto difficile come credevo. poi mi sono detta -dai- e ho preparato lo zaino per andare al mare. al mare c'era l'acqua pulita e la gente sulla riva diceva guarda quant'è pulita oggi l'acqua. io ho deciso un pò presuntuosamente che quell'acqua era un regalo per me. sul fondo ho visto pure un granchio e i pesciolini dorati quelli piccolissimi che vanno in giro in gruppo e li vedi solo mentre scappano via. ho fatto un bagno lunghissimo. ho nuotato un pò. lento. e poi veloce. ho fatto la morta a galla con le braccia a croce. poco lontano da me c'erano dei ragazzi che giocavano ad affogarsi ma mentre ero lì, con l'acqua nelle orecchie e il respiro che mi rimbombava in testa, non li sentivo più e non pensavo a niente. se il cuore fosse un motore il mio mi sa che c'ha qualche pezzo da cambiare. e allora, scusate, vorrei che a metterci le mani fosse un meccanico di quelli seri, che non vogliono gente intorno a dirgli che forse è questo o quel pezzo a non andare. un meccanico onesto e di poche parole ma che con le macchine, quale ne sia il modello, ci sappia fare. un mese fa ti ho sognato. eravamo in un'aula scolastica. tu occupavi il banco davanti al mio. alla nostra sinistra dei grandi finestroni dai quali si vedeva il cielo. la cattedra era ancora vuota. tu ti giravi verso di me e mi parlavi. dicevi cose buffe perchè volevi farmi ridere. ma io non ridevo. ero arrabbiata con te e volevo che te ne rendessi conto così facevo finta di non ascoltarti. insistevi un pò ma poi per la delusione ti si spegneva il sorriso sul volto. allora ho avuto paura. non so di cosa. che fosse troppo tardi. che fosse l'ultima volta. e prima che tu mi voltassi del tutto le spalle ti ho fatto un sorriso grandissimo. e ti ho preso la mano. il sogno finiva così che io e te stavamo seduti ognuno nel proprio banco, ma un pò storti per continuare a guardarci, a ridere come cretini e a tenerci per mano.  forse aspettando che arrivasse qualcuno a chiederci di sederci composti, lasciarci le mani, per poi iniziare a insegnarci qualcosa di nuovo e importante. io lo so che non è indispensabile dirtelo. che tanto, ormai, chissenefrega. ma se mai mi pensi, non voglio che mi pensi triste. ho un sacco di casini. ma tanto lo sai che coi casini ci so fare io. e un pò sì, sono arrabbiata con te. ma mica te lo dico per farti arrabbiare. mi pare di ripetere cose già dette, dio santo, che frana che sono. ma in fondo, pure se mi dico che ormai ho smesso di semplificare sempre la vita agli altri complicando la mia, stai certo che prima che ti giri di spalle, ti prendo la mano e ti sorrido.

p.s. il regalo più bello, a parte l'acqua pulita, me l'ha fatto il mio amico O. che mi ha regalato il gatto comunista che vedete nella foto qui sotto. made in china doc. che all'esquilino, se permettete, di queste cose ce ne intendiamo. il gatto comunista alza la zampa sinistra in saluto dei compagni e porta pure fortuna (c'è scritto sulla scatola). il mio amico O. per fare scena ci ha strusciato sopra i bigliettini delle sue giocate al lotto. il mio gatto però, rispetto a quello della foto è più bello. è più ciccione, tutto dorato, tempestato di brillantini. troppo fico ho urlato io e come se non bastasse O. ha preso il gatto ci ha messo una pila sotto il sedere e quello ha cominciato a muovere la zampa su e giù. evviva.

 

Roba di misia lunedì, 11 settembre 2006 ore 00:55 | link | commenti (2) |


Commenti
#1   11 Settembre 2006 - 15:54
 
miao ze tung?
utente anonimo

#2   29 Settembre 2006 - 15:39
 
EH LO SAPEVO CHE ERA IL REGALO GIUSTO PER TE!!!

IL TUO MIGLIORE AMICO O.
utente anonimo

Commenti


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