vuoto a rendere

ascolto frasi di vetro fragili e trasparenti tanto che ci guardo attraverso e ti vedo eccoti là frasi che si rompono se le scaglio contro un muro mentre penso ma che parliamo a fare poi provo a raccoglierne i pezzi e una ad una tutte le parole scomposte fanno il loro dovere tagliano le dita dimostrando quello che volevano dire che alla fine ora come ora pare che di questo abbiamo bisogno io te e perfino l’aria intorno satura di non so che eppure affamata di rumore di cocci infranti sempre metaforicamente sia chiaro di fracassarci in testa un bel vaffanculo di cuore dio che musica che liberazione ma ogni tanto mi dico va bene adesso basta che ci sarà pure un qualche pezzo da lasciare integro o pretendiamo proprio il vuoto siderale e per favore non facciamo confusione questa è la mia vita e quella lì la tua basta basta me ne vado ma chissà perchè poi non vado davvero da qualche parte come minimo a letto per provare a dormire per capire se davvero sono stanca come dico di essere o se solo vorrei smettere di pensare e aspettare un sogno che non sia solo il promemoria per non dire la vendetta subdola delle cose che farei meglio a fare ecco magari tra un po’ arriva maria e pensa a tutto lei e poi sai che c’è mi piacerebbe tornare a scrivere sulla carta che qui è troppo facile cancellare talmente facile che mi dimentico sempre di farlo almeno la carta è qualcosa che si fa toccare e sentire vicina altro che l’eco di questi segni che se mi ci metto a pensare al sistema binario mi prende proprio male eppure che meraviglia questo grandioso niente di zero e uno pare tutto così lontano anche se è qui pare tutto in movimento e io mi sento ferma abbastanza da riprendere fiato solo sopra un treno in corsa forse ecco l’ultima cosa che vorrei dire è che c’è una canzone nel cd di marianne faithfull che mi ha fatto tanto bene ascoltare perché mi è sembrato che venisse da lontano eppure è vicinissima anzi è qui dentro come scritta su un pezzo di carta rimediata come quando ti dettano un indirizzo per telefono e lei con quella voce speciale di chi ci è già passato detta le sue parole e se mai non avessi fatto in tempo a trovare una penna che scrive te le ripete per quattro volte per essere sicura di lasciarti un recapito non si sa mai i casi della vita when you remember who I am just call when you remember who I am just call when you remember who I am just call when you remember who I am just call ma che te lo dico a fare tanto lo so che capisci fischi per fiaschi e così torniamo al vetro e il cerchio si chiude poi domani se mi gira cancello tutto sto delirio che pare scritto in apnea ma ho sempre la sensazione di avere qualche altra cosa da dire mentre qualche altra porcapupazza me la potevo davvero risparmiare

Roba di misia mercoledì, 20 settembre 2006 ore 23:57 | link | commenti |


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