stamattina metà della strada dalla metro all'ufficio l'ho fatta sotto braccio a nick cave che come ho sempre saputo è un grande gentiluomo mi chiamava ragazza e mi diceva guarda qui e guarda lì non vedi le nuvole il sole il vento e un sacco di altre cose che io a starlo a sentire mi sentivo leggera e luminosa ma anche un pò stupida in quel modo che poi è un bellissimo modo di sentirsi stupidi a un certo punto siccome aveva un appuntamento mi ha salutato con un mezzo inchino e un baciamano e ad accompagnarmi lungo l'ultimo tratto di strada che poi sarebbe quel pezzo in salita è arrivato un tipo un pò rozzo e con la voce di carta vetrata che mi dava spintoni e pacche sul culo se mi distraevo dalle sue parole come quando per guardare due cornacchie rincorrersi sul tetto basso della caserma ho rallentato il passo perchè non riuscivo a capire se litigavano o se facevano all'ammmore come dicono nei paesi insomma fatto sta che davanti all'ufficio ci sono arrivata prima che il tizio in questione avesse terminato di sbraitarmi nelle orecchie la sua predica e io ho pensato mica posso interromperlo e allora mi sono fermata poco più in là della porta d'entrata con le braccia lungo i fianchi sotto il sole leggero e dorato ecco insomma stavo lì con la sensazione che la musica e quelle parole urlassero tutto intorno mica solo nelle mie orecchie tanto che magari le sentissero pure tutti quelli là che come api operose sciamavano verso l'ingresso tenendosi aperta la porta l'un l'altro per sentirsi buoni e civili a guardarmi doveva proprio sembrare che stessi aspettando qualcuno o qualcosa perchè in lontananza vedo arrivare una collega io le sorrido e le faccio un cenno di saluto con la mano e lei invece quando è abbastanza vicina invece di dirmi ciao mi chiede -ma che stai a fa'?- io non sento il ma che stai a fa'? vedo solo le labbra che lo pronunciano prima di risponderle aspetto che lei mi raggiunga e in perfetto sincronismo arrivi pure quel magnifico yeeeeaaaaah finale a battezzarmi la giornata e a farmi tirare un gran respiro come ogni volta che ascolto questo pezzo -aspettavo che finisse una canzone- le dico togliendomi le cuffiette -ma pensa te credevo che ti fosse successo qualcosa annamo a lavorà va- dice lei.

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