bella pe' te

ho una borsa di tela sulla quale c'è stampata la faccia sorridente di Charlie Parker. dietro la borsa c'è una storia, la mia e quella di Charlie Parker. dentro la borsa c'è un casino di roba, che a farne l'inventario, con un pò di fantasia e spirito deduttivo si potrebbe indovinare che vita faccio ultimamente. il mio capo depresso va in pensione. bella pe' te volevo dirgli quando me l'ha comunicato, aggiungendo forse una bella pacca sulla spalla. invece sono stata zitta perchè ho capito che bisognava fare la faccia triste e dire che ci dispiaceva tanto, magari convincerlo a desistere da questa decisione, anche se è la migliore che ha preso da diversi anni a questa parte. da quassù si vedono certi tramonti che quando li racconto, provando a descrivere i vari strati di colore del cielo, non ci crede nessuno. tanto belli, i tramonti, che varrebbe la pena di venirci a lavorare gratis qua dentro. ipotesi che, a dire il vero, molto spesso assomiglia alla realtà dei fatti. sono le 17.17, ho il raffreddore e la tosse. ho finito le sigarette che non dovrei fumare. se esco ora, arrivo in anticipo. gli incipit di Carver mi mettono un pò in difficoltà. ah, la storia dell'editor che gli falciava le frasi è proprio vera, ma io ho deciso che non me ne frega niente.

Roba di misia martedì, 14 novembre 2006 ore 17:37 | link | commenti (1) |


Commenti
#1   15 Novembre 2006 - 01:39
 
la storia dell'editor di carver è verissima, ahimè, ricordo la domenica in cui su repubblica comparve l'articolo di baricco che era andato negli states a studiare la faccenda e ne parlava approfonditamente. restai in lutto per tutto il pomeriggio.
stai bene?
ciao
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